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Rinnovabili: quanto tempo ancora dovremo aspettare?

Incuriosito dalla pubblicità che ho sentito alla radio ho comprato il primo numero di "Ambientenergia". E' la versione cartacea del sito omonimo, dedicato all'ecologia e alle energie rinnovabili (e non solo), e porta sulla carta stampata molti dei contenuti della versione web più qualche approfondimento. Tra questi c'è un articolo, che purtroppo non è stato pubblicato anche sul sito, dal titolo "Buttati al vento - Investiamo nell'eolico 3,5 miliardi ma la rete non regge e una pala su cinque deve essere fermata".

Assolutamente consigliato. Con una impostazione finalmente laica questo articolo descrive la situazione paradossale dell'eolico nel sud Italia: tanto vento, tante pale e di grossa dimensione, ma spesso ferme per motivi tecnici. Il perché lo spiega bene il pezzo:
Se immaginiamo la rete [elettrica] come una grande vasca dalla quale attingono le diverse utenze, finora alimentata da una serie di rubinetti sempre aperti (le centrali termoelettriche), stiamo ora aggiungendo un'altra serie di getti d'acqua che fluttuano in modo libero: è evidente che la cosa non può funzionare. Se si vuole mantenere in sicurezza la rete elettrica è indispensabile poter variare la potenza immessa per accordarla a quella richiesta

Fotovoltaico a Cutrofiano: risponde Edoardo Zanchini, responsabile scientifico di Legambiente

Fotovoltaico a Cutrofiano: risponde Edoardo Zanchini, responsabile scientifico di LegambienteCosa risponde Legambiente alle accuse di Italia Nostra e Forum Ambiente e Salute sul progetto del parco fotovoltaico di Cutrofiano, in provincia di Lecce? Che non c'è nessuno scandalo e che AzzeroCO2 vuole dimostrare che è possibile far convivere agricoltura e rinnovabili. I dettagli ce li spiega Edoardo Zanchini, responsabile scientifico di Legambiente, che ha accettato di rispondere alle nostre domande.

Italia Nostra e altre associazioni locali parlano di "scandalo nazionale" e di "Legambiente coinvolta nel business del fotovoltaico tramite Azzero CO2". Può spiegarci esattamente cosa è AzzeroCO2 e in che modo Legambiente vi partecipa?

Scandaloso e' che Italia Nostra, che ha una gloriosa tradizione di tutela del paesaggio italiano che risale agli anni '60, sia oggi diventata un comitato che fa della lotta contro gli impianti eolici, solari a biomasse la propria ragione di esistenza. Legambiente rivendica il suo essere una associazione ambientalista che si batte per un cambiamento nel modello energetico che passa per l'efficienza e per la spinta alle rinnovabili. Senza paura di dover prendere anche posizioni "scomode" quando e' piu' facile dire no a tutto. Anche per questo abbiamo promosso, insieme al Kyoto Club e ad Ambiente Italia, una societa' che si chiama AzzeroCO2 che realizza interventi innovativi in campo energetico

Legambiente dietro il fotovoltaico a Cutrofiano. Scandalo nazionale o bufala?

Legambiente dietro il fotovoltaico a Cutrofiano. Scandalo nazionale o bufala?Un paio di giorni fa è arrivata una mail dall'oggetto abbastanza forte: "RICHIESTA URGENTE: Un caso nazionale! Legambiente coinvolta in prima linea nel business del fotovoltaico ubicato nei campi che sta devastando il Salento!"

Il riferimento è al parco fotovoltaico che la società AzzeroCO2 ha intenzione di costruire nelle campagne di Cutrofiano, in provincia di Lecce: un impianto da circa 25 ettari per 5 MW di potenza con inseguitori solari fotovoltaici. I mittenti della mail, con annesso comunicato stampa di fuoco, sono il Forum Ambiente e Salute (associazione pugliese molto attiva contro il fotovoltaico a terra) e Italia Nostra. Si tratta, quindi, di uno scontro tra ambientalisti.

Forum Ambiente e Salute e Italia Nostra usano toni durissimi nei confronti di Legambiente:

Una notizia ha scosso i cittadini e sta facendo il giro dell'Italia intera: l'associazione nazionale Legambiente, con la sua ESCO (Società di Servizi) Azzero CO2, sta promuovendo la realizzazione di un mega impianto fotovoltaico su suolo agricolo di ben 26 ettari in una bellissima zona agricola del Salento, a grave danno dell’ambiente e del locale paesaggio! La notizia era già circolata da alcuni mesi, Italia Nostra era stata tra le prime associazioni a diffondere l’allarme, ma fino a ieri nessuna conferma ufficiale. Ieri sera invece, durante una riunione del comitato locale Forum Amici del Territorio di Cutrofiano, la sconcertante conferma: sono stati gli stessi referenti dell’associazione Legambiente del locale circolo, insieme ad alcuni membri del direttivo nazionale appositamente intervenuti, a chiedere di illustrare il loro progetto in quella sede

I cinesi investiranno nel fotovoltaico domestico siciliano?



Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, torna a far promesse sulle rinnovabili e annuncia che il criticatissimo piano energetico regionale (da lui stesso approvato, emanato, benedetto e a lungo vantato) verrà rivisto.

La promessa di oggi ci porta in Cina. In seguito ad un incontro con i vertici della Banca Cinese per lo Sviluppo (o, almeno, lui così la chiama), Lombardo parla di un forte interesse dei cinesi in un possibile investimento nel solare fotovoltaico di piccola e piccolissima dimensione.

In pratica pannelli solari per le case, le PMI, e per le imprese agricole. L'idea entusiasma Lombardo che, candidamente, afferma:

Se si dovesse individuare questo canale di finanziamento dalla banca cinese noi avremmo fatto tredici

Tredici perché il finanziamento, o una qualche forma di agevolazione, per il fotovoltaico domestico è la nuova parola d'ordine di Raffaele Lombardo che ha già smentito tutte le precedenti: fotovoltaico ed eolico industriale, nucleare, idrogeno.

La promessa del nuovo piano energetico, d'altronde, viene all'indomani della clamorosa figuraccia fatta dal governatore in merito al primo: Jeremy Rifkin, venuto a benedire il primo piano, ha già fatto sapere che si sente "strumentalizzato" (poverino! anche se se lo poteva anche aspettare, bastava leggerlo il piano...) da Lombardo che non ha fatto nulla di quanto promesso.

Che il mitico Raffaele stia preparando anche una colossale "malafiùra" con i cinesi? Chi vivrà vedrà, nel frattempo, se abitate in Sicilia e avete voglia di fotovoltaico, fatevi fare un preventivo e iniziate a mettere da parte i soldi: difficile che la Regione sganci un solo centesimo...

Via | Raffaele Lombardo Blog
Video | YouTube
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Quel miserabile ronzio delle rinnovabili...

Quel miserabile ronzio delle rinnovabili...


Un articolo pubblicato dal New York Times il 5 ottobre, "For Those Near, the Miserable Hum of Clean Energy", racconta la protesta degli abitanti di Vinalhaven, isola di fronte la Penobscot Bay, nello stato americano del Maine, contro le turbine eoliche. Lo stesso New York Times, per inciso, pochi giorni fa aveva benedetto le quattro pale eoliche installate in un paesino dell'Abruzzo.

L'impianto di Vinalhaven, tre turbine di grandi dimensioni, è stato da poco installato e, inizialmente, è stato ben accolto dagli abitanti. E' bastato poco, però, per far cambiare loro idea:

Nei primi 10 minuti, le nostre mascelle sono cadute a terra. Nessuno nella zona ci poteva credere. Facevano così tanto rumore!

Dice Art Lindgren, uno degli intervistati, al NYT che raccoglie anche altre testimonianze. Ma il giornale fa anche di più: prende in mano gli studi, quelli dell'industria del vento, quelli indipendenti del Dipartimento per l'Energia (Doe) e quelli dell'Acoustic Ecology Institute, una sorta di istituto online che raccoglie dati sull'impatto acustico degli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile.

L'industria, ovviamente, dice che "non c'è alcuna prova scientifica che i suoni udibili o sub-udibili emessi dalle turbine eoliche possono avere effetti nocivi diretti sulla salute umana". Per arrivare a questo risultato ha messo su un gruppo di studio formato da medici.

Il Dipartimento dell'Energia, invece, ha appurato che il valore economico delle proprietà private che si trovano vicine a questi impianti non hanno subito ripercussioni.

L'Acoustic Ecology Institute, infine, ha messo in luce che su 250 impianti eolici sorti l'anno scorso negli Stati Uniti solo una dozzina ha creato malcontenti.

Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia

Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia



In attesa di vedere, anche in Italia, villaggi come quello rappresentato in foto (il solar settlement di Schlierberg, vicino Friburgo in Germania), si iniziano a registrare anche da noi i primi dati interessanti nel settore del fotovoltaico.

Secondo gli ultimi numeri forniti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), infatti, tra vecchio e nuovo conto energia sono 100.200 gli impianti fotovoltaici installati e incentivati in Italia. Dal piccolo tetto fotovoltaico ai grandi parchi fotovoltaici industriali, infatti, l'energia elettrica da fonte rinnovabile fotovoltaica continua a crescere.

Ad oggi, siamo a oltre 1.600 MW installati e, secondo le previsioni del GSE, entro la fine dell'anno si arriverà a superare i 2.500 MW. Nel 2011, inoltre, si dovrebbero aggiungere ulteriori 2.000 MW.

In vetta alla classifica delle regioni fotovoltaiche resta la Lombardia, con 15mila impianti, seguita dal Veneto con 11mila impianti e dall'Emilia Romagna con oltre 9mila impianti. Questo per quanto riguarda il numero delle installazioni, mentre se guardiamo alla potenza complessiva installata vince la Puglia, con 320 MW, ma le solite Lombardia ed Emilia Romagna seguono bene con, rispettivamente, 185 MW e 140 MW.

Nei prossimi mesi, infine, grazie al nuovo conto energia che prevede alcuni vantaggi specifici per la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli solari, il Gse si aspetta un netto incremento del fotovoltaico integrato in tutto il territorio nazionale ma soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Via | GSE
Foto | Flickr
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Assosolare boccia la Regione Sicilia: "Ha perso il treno solare"

Assosolare boccia la Regione Sicilia:


Durissima critica nei confronti della politica siciliana da parte di Gianni Chianetta, presidente di Assosolare, associazione di categoria dell'industria del solare fotovoltaico e termico.

Chianetta, intervenendo al PV Rome Mediterranean, fiera dedicata al solare, ha fatto notare che la Sicilia, pur avendo un vantaggio comparato elevatissimo rispetto ad altre regioni italiane, è mostruosamente indietro:

Una delle regioni italiane a piu' alto potenziale per il settore, diversamente da realta' come Lombardia e Puglia, dove il solare ha creato occupazione e la nascita di un tessuto imprenditoriale capace di attirare gli investimenti stranieri, ha perso il treno offerto dal primo e dal secondo Conto Energia

Tutte le bugie di Lombardo sulle rinnovabili

Sul canale YouTube di Raffaele Lombardo c'è la visione del governatore siciliano sulle rinnovabili. E un sacco di balle... 

Delle peripezie nucleari di Raffaele Lombardo vi ho già parlato in un altro post. Oggi, invece, voglio parlarvi delle peripezie rinnovabili del presidente, che non sono da meno.

Il video che vedete è stato caricato su YouTube nelle settimane scorse dallo staff di Lombardo. Lo stesso staff che gestisce, in maniera devo dire esemplare, il tecnicamente ottimo blog del governatore. Bene, in quel video che dura poco più di quattro minuti e mezzo c'è tutta la visione di Lombardo sulle rinnovabili.

Molto comodo, il tempo di una sigaretta e sai cosa pensa il presidente della Regione Sicilia su un tema così complesso e spinoso.

Su un altro blog ho già messo in luce come e quanto Raffaele Lombardo ami le rinnovabili se, e solo se, portano lavoro agli operai della forestale siciliani. Lavoro precario, ovviamente. Qui, invece, voglio approfondire descrivendo le idee del governatore su eolico e fotovoltaico.

Lombardo afferma che i "macro impianti" eolici e fotovoltaici devastano il paesaggio e non portano una lira in saccoccia ai poveri siciliani. Lombardo, poi, afferma che gli impianti eolici fanno troppo rumore per essere tollerati da persone e, persino, animali.

Per esperienza personale posso affermare che le pale eoliche disturbano non gli animali ma gli uomini e, tra l'altro, il problema non è affatto il rumore...


Per quanto riguarda il fotovoltaico, invece, il buon Raffaele cita il caso emblematico dei muretti a secco Ragusa che, secondo lui, sarebbero stati "devastati da qualche grande impianto autorizzato prima".
Tutto ciò è assolutamente falso perchè l'autorizzazione all'ormai famoso impianto ragusano, quello criticato da Sgarbi e Striscia, è stata data il 10 febbraio 2009. A firmarla, quindi, è stato un uomo di Lombardo...

Per quanto riguarda i muretti, invece, sono stati ricostruiti come prevedeva proprio l'autorizzazione firmata dall'uomo di Lombardo di cui sopra


Va da sé che anche le affermazioni pronunciate da Lombardo sul fatto che si è soliti colare il cemento o la ghiaia sotto i pannelli fotovoltaici per evitare che vi cresca l'erba è una minchiata di dimensioni olimpiche: l'erba è ben voluta e spesso addirittura piantata perchè tiene bassa la polvere che sporcherebbe i pannelli, facendoli produrre meno energia.

Altrettanto una minchiata è la cifra dei 500 ettari di impianto fotovoltaico: per fare un megawatt dal sole servono tra i 3 e i 5 ettari (tre se i pannelli sono fissi a terra, cinque se sono sugli inseguitori). Con 500 ettari, quindi, si farebbe un impianto tra i 100 e i 166 megawatt di potenza.

Voglio ricordare al presidente della Regione siciliana, che evidentemente in un campo fotovoltaico non ci ha messo mai piede in vita sua, che il più grande impianto italiano (quello Enel di Montalto di Castro) è da 6 Mw. Il più grande in costruzione in Italia è da 26 Mw (a Roma, Sun Ray Renewable Energy) e il più grande al mondo è da 60 Mw (Olmedilla de Alarcón in Spagna).

Caro Raffaele, sta scritto pure su Wikipedia...

Di contro, secondo  i tetti fotovoltaici o gli impianti di mini eolico (che lo stesso Lombardo ammette di non sapere neanche quanto sono alti) porterebbero ai siciliani soldi e felicità.

Cosa anche possibile, ma se lo dice Lombardo comincio a non crederci più...

P.S. avete notato che nel video Lombardo non parla di rifiuti e termovalorizzatori?

Sicilia: le due facce del fotovoltaico e il pannello per guadagnare di più

Arriva anche la terza azienda produttrice di pannelli fotovoltaici nell'isola. Ma nel frattempo il rapporto dei siciliani con le rinnovabili è sempre ambiguo. I politici locali, poi...


Per prima ci ha pensato Moncada Energy. Poi è arrivato il binomio Enel-Sharp. Adesso la filiera fotovoltaica siciliana si arricchisce di un terzo attore. Si tratta dell'azienda ragusana Cappello, nota ai più per la produzione di alluminio e profilati metallici che, a breve, dovrebbe inaugurare una fabbrica di pannelli fotovoltaici.


Nell'attesa, ha già calato il jolly presentando alla stampa un brevetto che potrebbe fare gola a molti: si tratta di un pannello fotovoltaico integrato nelle coperture di alluminio per i capannoni industriali, i magazzini, i depositi o altre grandi strutture civili, artigianali e industriali.

L'idea sembrerebbe banale ma non lo è affatto: avere un pannello integrato permette di godere di incentivi statali molto più ricchi e di ammortizzare in fretta la spesa per l'impianto. E prima l'ammortizzi, prima ci gominci a guadagnare qualcosina...

Il potenziale mercato, già nella sola Sicilia, è enorme. Se consideriamo tutto il paese i numeri crescono notevolmente perchè, a parte il recente caso dell'accordo Enel-Marcegaglia, sono ben pochi gli imprenditori italiani ad aver scelto l'opzione verde per i propri tetti.

Adesso, però, la possibilità di guadagnare prima e di più potrebbe far cambiare idea a qualcuno.

Qualcosa, quindi, si muove persino in Sicilia. Peccato, però, che ci siano ancora forti ostacoli provenienti dal mondo politico e casi estremi come quello di Sgarbi e Striscia la Notizia che hanno portato al blocco di un parco fotovoltaico proprio nel ragusano.

Peccato, infine, che anche nel settore dell'edilizia civile i siciliani ancora stentino a cogliere l'opportunità del tetto fotovoltaico, come ha puntualmente mostrato Armando Fanelli.



Schizofrenia rinnovabile

La Regione siciliana si rimangia il parere sul parco fotovoltaico di contrada Mendolilli a Ragusa



Dopo Sgarbi, dopo Brumotti, dopo un servizio di Striscia la Notizia truccato, alla fine chi aveva interesse a stoppare il parco fotovoltaico ragusano ha avuto una prima vittoria.


La notizia ha dell’incredibile: a inizio gennaio la Aton Sun Power, proprietaria dell’impianto di contrada Mendolilli a Ragusa, ha ricevuto la comunicazione da parte dell’assessorato regionale all’Industria e dell’assessorato al Territorio e Ambiente – Servizio Via-Vas che l’autorizzazione per l’impianto è stata revocata.

Notizia incredibile ma vera. Ma se è vera è incomprensibile: la Regione smentisce sè stessa.

Andiamo con ordine.

L’impianto: si tratta di un investimento da 22 milioni di euro e 4 MW/h di picco equamente divisi tra moduli fotovoltaici fissi a terra e moduli montati su inseguitori a doppio asse che permettono una resa superiore ai primi di circa il 30% a parità di insolazione.

Sorge alle porte di Ragusa, lungo la strada provinciale che porta a Santa Croce Camerina.

La polemica: resta strisciante per mesi, con continue sortite delle forze dell’ordine in cantiere che hanno avuto “notizia” che per costruire l’impianto l’azienda sta abbattendo centinaia di metri di muretto a secco. Ad un certo punto arriva a far controlli persino la Digos.

A chiunque venga, il responsabile del cantiere fa vedere le carte, il progetto e le autorizzazioni della Regione.

Nel silenzio più totale, mentre la Digos cerca di capire se quei muretti si possono abbattere o no, il contadino del campo limitrofo ne atterra col trattore un paio di chilometri: deve piantare il frumento. Nessuno si muove, il contadino non riceve alcuna visita.

Striscia la Notizia: arriva al cantiere ad inizio dicembre 2009 e va in onda il 7 dello stesso mese con un servizio a dir poco taroccato. Sgarbi e Brumotti lamentano, casualmente, l’abbattimento dei muretti a secco. Quelli all’interno del cantiere, non quelli del podere del contadino.

Questo è quello che ha mandato in onda Striscia





E questo è quello che non hanno voluto mandare in onda. Offro io…




La burocrazia: la Regione siciliana ha autorizzato la costruzione dell’impianto in data 10 febbraio 2009.

Il progetto approvato prevedeva chiaramente l’abbattimento dei vecchi muretti e la costruzione di nuovi muretti a secco, circondati da una doppia fascia di rispetto di ulivi piantumati dall’azienda. In totale, 600 ulivi.

La domanda, a questo punto, è: a Palermo i progetti li leggono o se li fanno raccontare da Vittorio Sgarbi e Brum Brum Brumotti?


Lombardo nomina assessore Marco Venturi.


Fino a ieri noto come imprenditore antimafia, Venturi riceverà quasi certamente la delega all'Industria. Da "piccolo imprenditore" a signore dell'energia in Sicilia.

Ha già ammesso che molti suoi colleghi lo hanno fortemente sconsigliato dall'accettare la proposta di Lombardo ma lui, Marco Venturi fino a ieri presidente siciliano della piccola industria di Confindustria, ha preferito accettare la sfida.

Lombardo non ha ancora assegnato le deleghe, ma visto il curricilum è quasi scontato che a Venturi vada l'Industria e l'energia. Anche perchè Lombardo ha preferito trattenere per sè alcune deleghe come l'agricoltura e la formazione ma, proprio l'industria la assegnerà a qualcuno e Venturi sembra il più adatto.

Noto fino a oggi come brillante imprenditore (titolare della Sidercem di Caltanissetta, che opera nella certificazione di qualità delle grandi opere) Venturi dal 2007 vive sotto scorta: per il suo impegno antipizzo in confindustria ha ricevuto prima lettere minatorie, poi teste di coniglio e strane visite a casa. Adesso avrà a che fare, tra le altre cose, con il comparto industriale dell'energia.

E sono dolori...

Dopo l'esperienza di Pippo Gianni che, da ex sindaco di Priolo conosceva benissimo l'argomento e lo gestiva in maniera molto "spicciola" pensando più ai vantaggi economici delle popolazioni locali che a quelli del martoriato ambiente siciliano, ora Venturi dovrò dare una svolta. Perchè la chiede Lombardo stesso, che per un anno è stato in polemica un giorno sì e pure l'altro con Gianni.

Due rigassificatori, una centrale interregionale di compressione del gas, un elettrodotto sottomarino (o forse due, se va in porto il progetto siculo-tunisino) e una miriade di richieste di autorizzazioni per impianti da fonti rinnovabili sul tavolo.

Queste le sfide che il giovane imprenditore, senza esperienza politica alle spalle, dovrà gestire dal criticatissimo dipartimento palermitano.

Di sicuro saprà dialogare meglio con gli imprenditori che con i politici, a differenza dei suoi predecessori. Aspettiamo di vedere i suoi primi provvedimenti per scoprire come ha intenzione di gestire l'immensa partita dell'energia in Sicilia.

E per capire quanto saprà essere indipendente da Lombardo...

Rinnovabili salvaspazio


Moncada Energy si lancia nel rinnovabile "all-in-one" multifonte. Nello stesso campo più impianti di produzione da più fonti. E ci sono altri esperimenti interessanti. In Sicilia...

La necessità aguzza l'ingegno e il vulcanico Rag. Moncada, titolare di Moncada Energy e da molti considerato il re dell'eolico in Sicilia (e a breve anche in Albania), presenta soluzioni innovative. Partiamo dalla necessità, cioè dai problemi di chi fa rinnovabili in Italia o, peggio ancora, in Sicilia.

I problemi principali vengono sempre dalle autorizzazioni: anni per avere una Via, altro tempo perso per l'allacciamento Enel o Terna...

E, nel frattempo, i corposi incentivi statali decrescono anno dopo anno. Bene, questo il problema.

La soluzione targata Moncada consiste nel prendere due piccioni (in futuro anche tre) con una fava: piazzando pannelli solari alla base delle torri eoliche si produce di più, si spreca meno spazio, si ottiene una produzione di energia più costante, si ottengono le autorizzazioni prima. Perchè se l'area era idonea per farci eolico, figuriamoci per i pannelli solari...

Ma ce di più: la cosa fa bene anche al sistema elettrico, che non gradisce i picchi di produzione ma, al contrario, preferisce una produzione costante.

Ma le rinnovabili, si sa, sono aleatorie. E allora ecco il terzo piccione: in un futuro non troppo lontano, sotto le pale e accanto ai pannelli, dovrebbero essere anche istallate delle turbine a biodiesel che produrranno energia elettrica a prescindere dal sole o dal vento.

Moncada, alcuni mesi fa, è tornato dal Mozambico con in tasca l'accordo per la fornitura di olio di Jatropha curcas. A breve le pale eoliche siciliane puzzeranno di patatine fritte...

Gli ecologisti, a dire il vero, hanno qualche dubbio sulla sostenibilità di una filiera del biodiesel così lunga.

Ma Moncada non è l'unico che, in Sicilia, si sta dando da fare per ottimizzare tempi e spazi: la prossima frontiera consiste nel coprire la sterminata serie di serre della fascia trasformata tra Pachino (Sr) e Licata(Ag) con appositi pannelli solari parzialmente coprenti.

In questo modo la luce passa, il pomodoro cresce (?) e il pannello pompa energia.

Che potrà essere usata, nelle piccole aziende, per abbattere la bolletta e, in quelle più grandi, a migliorare la performance economica della martoriatissima agricoltura siciliana...

Sardegna: boom del fotovoltaico, la Regione corre ai ripari

sardegna-fotovoltaico-regione-proroga

Il bando per il cofinanziamento pubblico ha portato l'aumento esponenziale delle richieste alla Regione. Che le ha accettate tutte, ma non ha il personale sufficiente a evaderle in tempo...

Maometto è andato in montagna, e si è portato un sacco di amici...

Non se l'aspettavano in Sardegna un successo così vasto e il bando regionale di cofinanziamento per il fotovoltaico sui tetti degli uffici pubblici è stato, per questo, prorogato.

Per la precisione fino al 15 dicembre, giorno entro cui gli impianti dovranno essere terminati e collaudati.

La stessa  Regione Sardegna ammette che la proroga è dovuta alle "esigenze dell’Amministrazione per l'espletamento di tutte le attività e le procedure necessarie per l'erogazione dei fondi".

Manca, cioè, il personale necessario ad evadere la marea di pratiche.

Una situazione, a dire il vero, comune a molte amministrazioni regionali italiane che si trovano assolutamente impreparate, nell'organico e spesso anche nella formazione, a gestire l'onda delle richieste di finanziamento (provenienti sia da soggetti privati che da amministrazioni locali) per le rinnovabili.

Basti pensare alla Sicilia e al recente appello del presidente siciliano di Confindurstria, Ivan Lo Bello.

Priolo-Augusta: intesa per il nuovo elettrodotto.


Servirà a migliorare la sicurezza della rete, anche in previsione del rigassificatore.

Pochi giorni fa la Regione Siciliana e Terna si erano giurate eterno amore. Oggi arriva il primo figlioletto, seppur piccino.
È stato, infatti, firmato il protocollo d’intesa tra Terna, Regione e Comune di Augusta per la realizzazione di una variante del collegamento a 150 Kv presente nella zona di Priolo-Melilli-Augusta. Una zona densissima di centrali elettriche di tutti i tipi: a gas, a tar e persino idroelettrica (non molto lontano).

Leggendo la nota che annuncia l’accordo, scopriamo che la variante firmata oggi verrà realizzato solo tra qualche anno, quando entrerà in funzione il nuovo collegamento a 380 Kv tra la stazione elettrica di Paternò (in provincia di Catania, il nodo a cui afferisce la corrente portata dalla dorsale appenninica che corre anche sul fondo dello stretto) e Priolo.

La variante della 150 Kv, in questo scenario futuro, servirà ad adattare la situazione alla luce del rafforzamento della dorsale fino a Priolo. Tutto ciò, come si legge nella nota, “anche alla luce degli sviluppi previsti”, cioè del rigassificatore e di tutto il polo del freddo che dovrebbe fargli da contorno.

In ogni caso, una linea elettrica più moderna in Sicilia non fa mai male, visto che il problema della rete è uno dei maggiori limiti alla qualità del servizio e allo sviluppo delle fonti alternative.

Per superare problemi così grossi, però, Terna dovrebbe cominciare a spendere quei famosi 700 milioni di euro fermi nel cassetto a causa dei bolli e dei timbri mai arrivati dalla Regione.

Bene, ora l’accordo con la Regione c’è, non ci sono altre scuse, aspettiamo tutti con ansia l’arrivo di questa rete ultramoderna.

Non sarà molto “smart”, ma almeno sarà più sicura di quella che abbiamo oggi…

Ecodem Sicilia: no al nucleare, al più presto i decreti attuativi delPears.

ecodem-sicilia

Gli ecodem siciliani si sono riuniti sabato scorso a Castellammare del Golfo (Tp) per parlare di metanizzazione dei comuni e, più in generale, di energia.
Per farlo il presidente regionale Bellassai ha scelto due signori ospiti: il Prof. Celidonio Dispenza e il Prof. Giorgio Beccali, rispettivamente Responsabile Scientifico e Coordinatore del Gruppo di Studio che ha redatto il Pears, il nuovo piano energetico siciliano.

Meglio di loro due, che lo hanno scritto, il Pears non lo conosce proprio nessuno. Anche per questo non ho potuto fare a meno di fare a entrambi alcune domande e, nei prossimi giorni, metterò online una gustosissima intervista doppia.

Oggi, però, è bene fare il punto della posizione ecodem.

In sintesi: secco no al nucleare, apertura ai rigassificatori (che, a detta di Bellassai, hanno un impatto ambientale trascurabile) e alla riconversione delle centrali termoelettriche da olio combustibile a ciclo combinato turbogas. Per quanto riguarda i termovalorizzatori dei rifiuti, invece, la posizione espressa da Bellassai non è chiarissima. Ma non per colpa sua...

Gli ecodem, in pratica, aspettano di vedere le carte. Il problema dei rifiuti esiste e non si registra una chiusura completa verso la possibilità di costruire uno o più impianti di termovalorizzazione.

Ma bisogna vedere come e che tipo di impianto, garantendo, insomma, l'uso di tecnologie mature e passando comunque da una robusta dose di raccolta differenziata.

Ma è sulle rinnovabili che il discorso si è fatto interessante: a detta di Bellassai, infatti, il Pears è fatto bene e prevede il giusto sviluppo delle fonti alternative agli idrocarburi. Buono anche il limite all'eolico nelle zone di pregio archeologico o paesaggistico.

Meno buono, invece, il tempo già passato e che ancora passerà prima di vedere il piano messo in pratica, grazie ai decreti attuativi dell'assessorato regionale all'Industria.

In altre parole: per il momento, per gran parte dei temi più caldi, la posizione del Pd in fatto di energia e ambiente non è poi molto distante da quella del governo regionale.

Ne prendiamo atto in attesa, anche noi, di vedere i decreti dell'assessore Pippo Gianni.

Rinnovabili: l'impossibile equilibrio tra incentivi e mercato.


Ospito volentieri un post apparso sul blog Network Games che tratta della bolla spagnola del fotovoltaico: incentivi eccessivi e mercato "drogato", spazzati via dalla crisi economico-finanziaria degli ultimi mesi.

Il post, a sua volta, riporta estratti da un articolo del Wall Street Journal. Il giornale mette in guardia dalle distorsioni del mercato derivanti da un eccesso di incentivazione statale e cita il caso spagnolo come esempio da non seguire.

Ho già espresso la mia posizione in merito agli incentivi alle rinnovabili e non serve ribadirla.

Mi chiedo, invece, oggi che tutta l'economia statunitense va a piangere elemosina al neo presidente Obama per avere finanziamenti pubblici per una nuova "economia verde", cosa scriverebbe il Wsj... e mi chiedo anche fino a che punto si spingerà Obama con gli incentivi.

In America è tutto molto accelerato, quindi avremo una risposta a queste domande nel giro di pochi mesi. Nel frattempo consiglio vivamente il post di Network  Games, compresi gli interessanti e competenti commenti.

Fotovoltaico: Sicilia + 309%


L'isola cresce, ma è ancora lontana dalla stella Lombardia. Benissimo la Puglia, sorpendente il Trentino Alto Adige.

Il Gse ha reso noti i dati relativi al 2008 degli impinati fotovoltaici incentivati con il Conto Energia e della relativa potenza. La Sicilia passa da 4 a 17 MW di picco istallati ma il capolavoro lo ha fatto la Lombardia, passando in un anno solo da poco meno di 9 a ben 49 MW con 5.138 piccoli impianti istallati. La Puglia sorpassa con 51 MW, ma prodotti dalle "fabbriche solari": gli impianti istallati, infatti, sono la metà di quelli lombardi, 2.489.

Il Trentino Alto Adige, non proprio la regione più assolata d'Italia, sorprende tutti con 31 MW (+254% rispetto al 2007).

Se per la Sicilia, che ha l'esposizione solare migliore d'Europa, il trend di crescita è buono, meno buona è la posizione assoluta in graduatoria. Anche alla luce del fatto che il Presidente Lombardo ha più volte dichiarato che farà di tutto per stoppare i grandi parchi fotovoltaici per favorire gli impianti domestici da 2-3 Kw.

Basteranno i 9.000 tetti fotovoltaici annunciati dal governo regionale siciliano per portare la Sicilia al posto che merita nella classifica del Gse?

Catania: solare all'Università.



48 milioni di euro per 47.000 mq di pannelli solari fotovoltaici e per il risparmio energetico dei 78 edifici dell'Universita' di Catania. Per venti anni.

Cofathec, società rientrante nel gruppo GDF SUEZ, gestirà per vent'anni i servizi energetici dell'Universita' di Catania.

Speriamo non sia il solito annuncio privo di seguito perchè l'idea è buona. Anzi ottima. E non solo per il risparmio che deriverà per l'ateneo (che come tutti gli atenei d'Italia non se la passa benissimo), ma soprattutto per il valore simbolico dell'iniziativa.

Le rinnovabili, infatti, si devono "vedere all'opera". Un posto come l'Università, in cui i giovani studenti entrano ed escono in continuazione, è il luogo ideale per "fare l'occhio" ai pannelli fotovoltaici, alle lampadine a risparmio energetico, i timer per lo spegnimento automatico dei computer e tutta una serie di diavolerie che già ci sono, ma che nessuno ha visto mai in giro.

Eppure servono, e come: se tutto il progetto andrà in porto, si calcola un taglio di emissioni di CO2 per 2.970
tonnellate all'anno e un risparmio energetico per oltre 5 milioni e 600 mila Kwh all'anno. Sossoldi!

NPR. Visualizing the power grid

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Interessantissima iniziativa della radio pubblica statunitense: sul sito e via etere, tutte le informazioni di cui gli americani hanno bisogno per conoscere a fondo la rete elettrica nazionale e gli impianti di produzione.

Il primo passo verso il risparmio, per un gigante energivoro e distratto come gli Stati Uniti, è conoscere come si fa e come si trasporta l'energia elettrica.

Lodevole, per questo, l'iniziativa di Npr che dal 24 aprile tratta l'argomento con articoli, mappe, podcast disponibili sul sito internet della radio, per chi non potesse ascoltare in diretta sulle frequenze analogiche.

L'impostazione è molto "americana", pragmatica nei testi prima ancora che ecologista, ma va notato che questa è realmente "informazione di servizio" per gli utenti.

Energia. Carbone italiano in Tunisia?


Leggo oggi sulla Home Page di "Quotidiano Energia" che il Direttore generale del ministero dell'Ambiente, Corrado Clini, si è recato nei giorni scorsi in Tunisia per riprendere un vecchio discorso che, per diversi anni, era rimasto sepolto sotto le sabbie del Sahara.
Si tratta dell'interconnessione elettrica tra Tunisa e Sicilia: un cavo sottomarino da 500-1000 MW, dipende se sarà singolo o doppio, che Terna vorrebbe adagiare sul fondo del Canale di Sicilia per connettere le reti ad alta tensione italiana e tunisina.
Scopo del progetto (a cui al tempo aveva lavorato anche l'allora ministro Bersani), produrre rinnovabili in Africa per esportare l'energia in Europa, pagando con incentivi europei l'energia esportata.
O almeno così la raccontano. In realtà nel Memorandum di Intesa di rinnovabili si parla poco o nulla, mentre si cita espressamente una centrale termoelettrica che avrà come combustibile il gas naturale se non, addirittura, il carbone. La scelta dipenderà da mere questioni economiche.
Ma non potevano dircelo?

I dettagli del memorandum di intesa si possono leggere nel comunicato stampa di Terna, che non dice esattamente le stesse cose che si leggono sul sito del governo tunisino.

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