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Solare fotovoltaico e solare termico in un solo pannello? Beghelli ci prova

Solare fotovoltaico e solare termico in un solo pannello? Beghelli ci provaPrima o poi qualcuno doveva provare a realizzare un prodotto commerciale che unisse la funzione di un pannello fotovoltaico con quella di uno termico. Ci ha pensato l'italiana Beghelli, che ha da poco messo sul mercato un pannello che produce sia energia elettrica che acqua calda sanitaria.

In realtà, leggendo le poche informazioni presenti sul sito della Beghelli, sembrerebbe che il pannello sia soprattutto fotovoltaico e solo secondariamente termico: l'acqua viene riscaldata raffreddando il pannello. Non è male come idea: i pannelli fotovoltaici amano la luce ma temono il calore, che fa scendere di molto l'efficienza delle celle di silicio. Beghelli afferma che questa soluzione porta l'efficienza dei pannelli al 20%.

Con una serpentina montata dietro le celle, all'interno della quale scorre un liquido termoconduttore, il calore passa dal pannello fotovoltaico all'acqua sanitaria. Ma è solo il calore in eccesso perché la cella fotovoltaica, ovviamente, è opaca e trattiene in superficie il grosso della radiazione. Nei pannelli solari termici tradizionali, invece, il calore del sole viene intrappolato all'interno del pannello stesso e concentrato sul fluido.

Quindi, ad occhio e croce, si potrebbe pensare che l'efficacia del prodotto Beghelli come pannello solare termico sia scarsina, e che l'acqua calda sia poca. E' anche vero, però, che la superficie media di un impianto fotovoltaico è molto maggiore di quella di un semplice pannello termico. Quello che Beghelli non ottiene con la sua soluzione "due in uno", quindi, potrebbe essere recuperato con le maggiori dimensioni.

Via | Beghelli

In Emilia Romagna nuove regole per il fotovoltaico

In Emilia Romagna nuove regole per il fotovoltaicoL'Assemblea Regionale dell'Emilia Romagna ha approvato ieri la delibera che regolamenta la localizzazione degli impianti di produzione di energia elettrica da pannelli fotovoltaici.

Si tratta di uno stralcio delle Linee guida regionali, che ancora si attendono e che conterranno le regole anche per eolico, biomassa, biogas e idroelettrico. Le nuove linee guida non valgono per gli impianti già autorizzati e per quelli attualmente in fase di autorizzazione.

Per il fotovoltaico a terra la Regione prevede ora diverse tipologie di aree, con diversi livelli di tutela in base alla presenza di vincoli di natura paesaggistica e ambientale e alle caratteristiche del territorio.

Per gli impianti fotovoltaici sugli edifici, invece le nuove regole non pongono limiti: i pannelli solari potranno essere installati sugli edifici esistenti purché venga rispettata la normativa di tutela degli immobili storici e di pregio e norme di sicurezza sismica.

Nel caso in cui non si possa installare l'impianto sul tetto lo si potrà fare anche sul suolo, ma fino a 20 KW e solo per l'autoconsumo.

Via | Regione Emilia Romagna
Foto | Flickr

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La Francia blocca per tre mesi gli incentivi statali al fotovoltaico

La Francia blocca per tre mesi gli incentivi statali al fotovoltaico


Gli incentivi statali francesi per l'energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici sono troppo generosi? Forse sì, visto che il governo, guidato da Francois Fillon, ha deciso di sospenderli per tre mesi e, nel frattempo, di ridurli con una nuova legge ad hoc. Per fortuna, però, si tratta solo degli incentivi statali per gli impianti fotovoltaici superiori ai 3 KW di potenza e quindi il fotovoltaico domestico è salvo.

Le associazioni ambientaliste francesi non l'hanno presa bene, ma il governo si trova a fronteggiare un boom di impianti che inizia a pesare sulla bolletta elettrica dei francesi. Aggiungete la crisi economica e la frittata è fatta: tutta la Francia stringe la cintura, compresa quella fotovoltaica.

Gli incentivi, per la precisione, ammontano alla corposa cifra di 58 centesimi di euro al KWh. Gli impianti installati, invece, ammontano a 850 MW stimati per fine 2010, con circa 4000 MW di richieste di autorizzazione. Quella degli incentivi statali al fotovoltaico, quindi, è una partita non solo italiana.

Curioso, invece, il lasso di tempo che si è preso il governo francese per trovare la quadra al problema: appena tre mesi. Pensando che l'Italia ci ha messo sette anni per scrivere le linee guida per le fonti rinnovabili, con conseguente proliferazione senza regole certe, viene quasi voglia di andare in Francia a installare pannelli solari. Anche senza incentivo...

Via | Eco dalle città
Foto | Flickr

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I cento passi fotovoltaici: sulle terre della mafia i pannelli solari di Libera

I cento passi fotovoltaici: sulle terre della mafia i pannelli solari di Libera


Sui terreni confiscati alla mafia, adesso, c'è anche un impianto fotovoltaico. Si tratta dell'impianto da 20 KW che è stato installato sulla pensilina della cantina realizzata dalla Cooperativa Sociale Placido Rizzotto Libera Terra. La pensilina fotovoltaica verrà inaugurata lunedì prossimo dal Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità e da Libera.

Non è un impianto molto grande, ma basterà a soddisfare una buona fetta del consumo della cantina producendo energia rinnovabile. Libera stima che potrà produrre 30mila chilowattora l'anno ed evitare l'emissione di 15,2 tonnellate di anidride carbonica.

Ma, soprattutto, ha un alto valore simbolico: su quelli che una volta erano terreni in mano ai mafiosi oggi si costruisce un'economia moderna e pulita a tutti gli effetti, in grado di approfittare anche della tecnologia solare per produrre la propria energia.

Altra cosa buona dell'impianto è che è stato installato sul tetto della cantina da dieci giovani palermitani, provenienti da situazioni disagiate. Questi ragazzi hanno seguito un corso di formazione per installatori di fotovoltaico presso il Centro Padre Arrupe di Palermo.

Forse per loro, anche grazie alle capacità professionali acquisite nel campo dell'energia pulita, si potrà aprire una prospettiva di lavoro per i prossimi anni.

Via | Libera
Foto | Flickr
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Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia

Gse: superati i 100.000 impianti fotovoltaici in Italia



In attesa di vedere, anche in Italia, villaggi come quello rappresentato in foto (il solar settlement di Schlierberg, vicino Friburgo in Germania), si iniziano a registrare anche da noi i primi dati interessanti nel settore del fotovoltaico.

Secondo gli ultimi numeri forniti dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse), infatti, tra vecchio e nuovo conto energia sono 100.200 gli impianti fotovoltaici installati e incentivati in Italia. Dal piccolo tetto fotovoltaico ai grandi parchi fotovoltaici industriali, infatti, l'energia elettrica da fonte rinnovabile fotovoltaica continua a crescere.

Ad oggi, siamo a oltre 1.600 MW installati e, secondo le previsioni del GSE, entro la fine dell'anno si arriverà a superare i 2.500 MW. Nel 2011, inoltre, si dovrebbero aggiungere ulteriori 2.000 MW.

In vetta alla classifica delle regioni fotovoltaiche resta la Lombardia, con 15mila impianti, seguita dal Veneto con 11mila impianti e dall'Emilia Romagna con oltre 9mila impianti. Questo per quanto riguarda il numero delle installazioni, mentre se guardiamo alla potenza complessiva installata vince la Puglia, con 320 MW, ma le solite Lombardia ed Emilia Romagna seguono bene con, rispettivamente, 185 MW e 140 MW.

Nei prossimi mesi, infine, grazie al nuovo conto energia che prevede alcuni vantaggi specifici per la sostituzione dei tetti in eternit con pannelli solari, il Gse si aspetta un netto incremento del fotovoltaico integrato in tutto il territorio nazionale ma soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto.

Via | GSE
Foto | Flickr
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Turanor: il giro del mondo su un catamarano solare



E' partito da Monaco il Turanor, il catamarano svizzero completamente alimentato da pannelli solari che ha intenzione di circumnavigare il globo terrestre in 120 giorni.

Con un equipaggio di sei marinai a bordo, la spedizione vuole sensibilizzare il mondo della nautica (e non solo)
sull'importanza dello sviluppo della mobilità sostenibile e delle fonti rinnovabili.

Il proprietario della barca, l'imprenditore tedesco Immo Ströher, al varo ha affermato:

Vogliamo portare avanti lo sviluppo dell'energia sostenibile in acqua e nelle altre tipologie di mobilità. L'obbiettivo è quello di offrire le soluzioni future per vivere nelle maggiori città e concept di mobilità ambientalmente responsabili

Il catamarano si muove grazie a circa 500 metri quadrati di pannelli solari installati su tutta la sua superficie superiore. Partito da Monaco, si sta dirigendo verso l'Atlantico e farà tappa in numerose metropoli per "farsi vedere e conoscere" dal pubblico: Miami, Cancun, San Francisco, Sydney, Singapore, Abu Dhabi alcune delle città che riceveranno la visita dell'equipaggio del Turanor.

Via | Planet Solar
Video | YouTube
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Un parco fotovoltaico da 5.000 Megawatt?




Avete letto bene: cinquemilamegawatt tutti in un colpo solo. E non è neanche un progettino pazzo di qualche pseudo sviluppatore del sottobosco rinnovabile italiano: al contrario è una vera e propria missione (impossible?) del governo sudafricano che, evidentemente, vuole entrare nel settore delle energie rinnovabili facendo rumore.

Ancora è tutto sulla carta: si sa che dovrebbe sorgere nei pressi di Upington, in una zona semidesertica in cui il sole non manca. Si sa anche che dovrebbe costare qualche spicciolo in più di 20 miliardi di dollari americani. Si sa, infine, che a curare lo studio di fattibilità ci sta pensando la Clinton Climate Initiative.

Quello che non si sa ancora, e che è persino difficile immaginare, è quanto dovrebbe essere estesa l'area coperta dai pannelli solari. Come non si sa dove troveranno tutti i pannelli, visto che non parliamo di una merce talmente abbondante sul mercato.

Non si sa, infine, come questo enorme parco fotovoltaico verrà gestito tecnicamente. Basti pensare alla rete elettrica che servirebbe a smistare tutta quell'energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile. Che dite, metto la tag Greenwashing?

Via | New energy news
Foto | Flickr
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Il nucleare ucciderà il progetto desertec? Primi problemi in Algeria e Germania

Il nucleare ucciderà il progetto desertec? Primi problemi in Algeria e Germania

Brutte notizie per il progetto Desertec, il grande (forse troppo) sogno di fornire il 15-20% dell'energia elettrica consumata dall'Europa tramite una immensa distesa di pannelli solari (in gran parte termodinamico collegato a centrali a ciclo combinato a gas o a carbone) installati in Nord Africa.

Due paesi cardine del progetto, l'Algeria e la Germania, potrebbero uscirne a breve. Ma con motivazioni diverse. La Germania non avrebbe un grande entusiasmo nel portare avanti il Desertec per questioni probabilmente economiche e non lo ha inserito nelle linee guida del proprio piano energetico nazionale, recentemente anticipate alla stampa e a agli addetti al settore energia. E, va detto, la Germania avrebbe dovuto essere uno dei maggiori contribuenti dal punto di vista economico.

L'Algeria, invece, farebbe resistenza sia dal punto di vista economico che politico perchè non si vuole trovare con una enorme distesa di pannelli solari di proprietà di investitori esteri sul proprio territorio, temendo di perderne in sovranità territoriale. Per quanto riguarda i costi, invece, a quanto pare preferisce spendere nel nucleare civile, tecnologia per la quale ha già stretto accordi di collaborazione con Francia, Stati Uniti, Cina e Argentina.

La defezione di due dei paesi più importanti del progetto Desertec, a questo punto, potrebbe letteralmente ammazzarlo nella culla. Forse, però, si tratta (o si trattava) di un progetto troppo grande e troppo complesso da gestire sia dal punto di vista economico che, soprattutto, politico.

Via | La Nuova Ecologia, Ecquo
Foto | Desertec Foundation
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