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Lombardo nomina assessore Marco Venturi.


Fino a ieri noto come imprenditore antimafia, Venturi riceverà quasi certamente la delega all'Industria. Da "piccolo imprenditore" a signore dell'energia in Sicilia.

Ha già ammesso che molti suoi colleghi lo hanno fortemente sconsigliato dall'accettare la proposta di Lombardo ma lui, Marco Venturi fino a ieri presidente siciliano della piccola industria di Confindustria, ha preferito accettare la sfida.

Lombardo non ha ancora assegnato le deleghe, ma visto il curricilum è quasi scontato che a Venturi vada l'Industria e l'energia. Anche perchè Lombardo ha preferito trattenere per sè alcune deleghe come l'agricoltura e la formazione ma, proprio l'industria la assegnerà a qualcuno e Venturi sembra il più adatto.

Noto fino a oggi come brillante imprenditore (titolare della Sidercem di Caltanissetta, che opera nella certificazione di qualità delle grandi opere) Venturi dal 2007 vive sotto scorta: per il suo impegno antipizzo in confindustria ha ricevuto prima lettere minatorie, poi teste di coniglio e strane visite a casa. Adesso avrà a che fare, tra le altre cose, con il comparto industriale dell'energia.

E sono dolori...

Dopo l'esperienza di Pippo Gianni che, da ex sindaco di Priolo conosceva benissimo l'argomento e lo gestiva in maniera molto "spicciola" pensando più ai vantaggi economici delle popolazioni locali che a quelli del martoriato ambiente siciliano, ora Venturi dovrò dare una svolta. Perchè la chiede Lombardo stesso, che per un anno è stato in polemica un giorno sì e pure l'altro con Gianni.

Due rigassificatori, una centrale interregionale di compressione del gas, un elettrodotto sottomarino (o forse due, se va in porto il progetto siculo-tunisino) e una miriade di richieste di autorizzazioni per impianti da fonti rinnovabili sul tavolo.

Queste le sfide che il giovane imprenditore, senza esperienza politica alle spalle, dovrà gestire dal criticatissimo dipartimento palermitano.

Di sicuro saprà dialogare meglio con gli imprenditori che con i politici, a differenza dei suoi predecessori. Aspettiamo di vedere i suoi primi provvedimenti per scoprire come ha intenzione di gestire l'immensa partita dell'energia in Sicilia.

E per capire quanto saprà essere indipendente da Lombardo...

Petrolio: un futuro non convenzionale.

Si è chiuso il Workshop Safe dal titolo:  “Convivere con gli idrocarburi. Come e per quanto? Quale ruolo per il gas naturale?”. Per il centro studi le fonti migliori per il futuro sono petrolio e gas. Ma non come li conosciamo oggi...

Vi starete chiedendo che cosa sia il Safe.


La sigla sta per "sostenibilità ambientale fonti energetiche" e sembra molto rassicurante.


In realtà il centro studi è un think tank legato a doppio filo ai ministeri (Affari esteri, Ambiente e Sviluppo economico) e all'industria dell'energia (Assoelettrica, Assomineraria, Assosolare, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e Unione Petrolifera).


Ogni anno il Safe organizza un master rinomatissimo nel settore e un workshop a cui partecia tutta l'"energia bene" d'Italia.


I risultati dei lavori di quest'anno non sono ancora disponibili, ma è stato rilasciato un ottimo comunicato stampa che sintetizza perfettamente la posizione del centro studi.


Una posizione, per così dire, molto realista e istituzionale e, di conseguenza, molto poco coraggiosa.

Rigassificatore Priolo. Salta la conferenza dei servizi.

sindaco-rizza-priolo

Appena quattro rige per rimandare sine die la conferenza dei servizi per il rigassificatore di Priolo. Nessuna spiegazione sul perchè.
Quattro righe, queste:

PALERMO – Su richiesta del sindaco di Priolo, in rappresentanza dei sindaci dell’area e della provincia di Siracusa, la conferenza dei servizi, che oggi doveva procedere all’esame del progetto per la realizzazione di un terminale di rigassificazione nell’area industriale di Priolo, è stata rinviata a data da destinarsi.

E' lo scarno comunicato con cui la Regione Siciliana annuncia che la conferenza dei servizi sul rigassificatore di Priolo è stata annullata in seguito alla richiesta del Sindaco di Priolo Antonello Rizza che doveva partecipare anche in rappresentanza degli altri sindaci della zona interessata all'opera.

Non è chiaro, però, il perchè. Nè si sa se l'iniziativa di rinviare la conferenza dei servizi sia di Rizza o di qualcun altro dei colleghi che avrebbe dovuto rappresentare.

Forse (speriamo) domani daranno qualche spiegazione...

Sealine Tirrenica: arriva la Class Action.

sealine-tirrenica-blog

Lo avevano preannunciato, aspettavano solo la legge. Ora è arrivata...
"Se vorranno farla qui, pagheranno caro. E capiranno che gli conviene farla da un'altra parte...".

Era stato chiarissimo l'Arch. Crisafulli: qualunque nuovo impianto nella Valle del Mela dovrà passare sul cadavere della Tat, l'associazione tutela ambiente e territorio.

Puntuale come un orologio, allora, arriva l'avviso di Class Action contro Snam Rete Gas. Cioè l'Eni.

L'azione giudiziaria collettiva è resa possibile dal neo-quasi-nato Ddl Sviluppo, che la permette ma ne vieta la retroattività. In altre parole, per essere brevi, i cittadini della Valle del  Mela non potranno chiedere il conto dei danni subiti prima dell'entrata in vigore della legge.

Che, tra l'altro, ancora non è neanche entrata visto che manca l'ultimo passaggio (passeggiata?) alla Camera dei Deputati.

In ongi caso, cavilli a parte, la Class Action proposta dalla Tat è contro la Sealine, che ancora deve essere costruita, quindi rientrerebbe nella norma, qualora non venisse ulteriorimente diluita...

Contro l'Eni, in bocca al lupo ai "quattro amici al bar".

P.S. tutti i dettagli li trovate qui.

Priolo-Augusta: intesa per il nuovo elettrodotto.


Servirà a migliorare la sicurezza della rete, anche in previsione del rigassificatore.

Pochi giorni fa la Regione Siciliana e Terna si erano giurate eterno amore. Oggi arriva il primo figlioletto, seppur piccino.
È stato, infatti, firmato il protocollo d’intesa tra Terna, Regione e Comune di Augusta per la realizzazione di una variante del collegamento a 150 Kv presente nella zona di Priolo-Melilli-Augusta. Una zona densissima di centrali elettriche di tutti i tipi: a gas, a tar e persino idroelettrica (non molto lontano).

Leggendo la nota che annuncia l’accordo, scopriamo che la variante firmata oggi verrà realizzato solo tra qualche anno, quando entrerà in funzione il nuovo collegamento a 380 Kv tra la stazione elettrica di Paternò (in provincia di Catania, il nodo a cui afferisce la corrente portata dalla dorsale appenninica che corre anche sul fondo dello stretto) e Priolo.

La variante della 150 Kv, in questo scenario futuro, servirà ad adattare la situazione alla luce del rafforzamento della dorsale fino a Priolo. Tutto ciò, come si legge nella nota, “anche alla luce degli sviluppi previsti”, cioè del rigassificatore e di tutto il polo del freddo che dovrebbe fargli da contorno.

In ogni caso, una linea elettrica più moderna in Sicilia non fa mai male, visto che il problema della rete è uno dei maggiori limiti alla qualità del servizio e allo sviluppo delle fonti alternative.

Per superare problemi così grossi, però, Terna dovrebbe cominciare a spendere quei famosi 700 milioni di euro fermi nel cassetto a causa dei bolli e dei timbri mai arrivati dalla Regione.

Bene, ora l’accordo con la Regione c’è, non ci sono altre scuse, aspettiamo tutti con ansia l’arrivo di questa rete ultramoderna.

Non sarà molto “smart”, ma almeno sarà più sicura di quella che abbiamo oggi…

Ecodem Sicilia: no al nucleare, al più presto i decreti attuativi delPears.

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Gli ecodem siciliani si sono riuniti sabato scorso a Castellammare del Golfo (Tp) per parlare di metanizzazione dei comuni e, più in generale, di energia.
Per farlo il presidente regionale Bellassai ha scelto due signori ospiti: il Prof. Celidonio Dispenza e il Prof. Giorgio Beccali, rispettivamente Responsabile Scientifico e Coordinatore del Gruppo di Studio che ha redatto il Pears, il nuovo piano energetico siciliano.

Meglio di loro due, che lo hanno scritto, il Pears non lo conosce proprio nessuno. Anche per questo non ho potuto fare a meno di fare a entrambi alcune domande e, nei prossimi giorni, metterò online una gustosissima intervista doppia.

Oggi, però, è bene fare il punto della posizione ecodem.

In sintesi: secco no al nucleare, apertura ai rigassificatori (che, a detta di Bellassai, hanno un impatto ambientale trascurabile) e alla riconversione delle centrali termoelettriche da olio combustibile a ciclo combinato turbogas. Per quanto riguarda i termovalorizzatori dei rifiuti, invece, la posizione espressa da Bellassai non è chiarissima. Ma non per colpa sua...

Gli ecodem, in pratica, aspettano di vedere le carte. Il problema dei rifiuti esiste e non si registra una chiusura completa verso la possibilità di costruire uno o più impianti di termovalorizzazione.

Ma bisogna vedere come e che tipo di impianto, garantendo, insomma, l'uso di tecnologie mature e passando comunque da una robusta dose di raccolta differenziata.

Ma è sulle rinnovabili che il discorso si è fatto interessante: a detta di Bellassai, infatti, il Pears è fatto bene e prevede il giusto sviluppo delle fonti alternative agli idrocarburi. Buono anche il limite all'eolico nelle zone di pregio archeologico o paesaggistico.

Meno buono, invece, il tempo già passato e che ancora passerà prima di vedere il piano messo in pratica, grazie ai decreti attuativi dell'assessorato regionale all'Industria.

In altre parole: per il momento, per gran parte dei temi più caldi, la posizione del Pd in fatto di energia e ambiente non è poi molto distante da quella del governo regionale.

Ne prendiamo atto in attesa, anche noi, di vedere i decreti dell'assessore Pippo Gianni.

Sicilia: Gnl a tutto gas!

gianni
L' assessore all'industria della Regione siciliana, Pippo Gianni, stringe per i due rigassificatori. Fedele alla nuova linea inaugurata con il Pears, studia già le compensazioni ambientali.

Pippo Gianni ha incontrato stamattina gli amministratori locali della provincia regionale di Siracusa e dei comuni interessati alla realizzazione del rigassificatore di Priolo Gargallo.

Oggetto dell'incontro, le eventuali “misure compensative” che la regione chiederà alla Erg, titolare del progetto del terminale Gnl, “nel caso in cui lo studio finalizzato alla verifica di sicurezza dovesse dare esito positivo”.

Gianni, evidentemente, ha fretta di concludere visto che si è portato già un passo avanti: ancora non si sa se il rigassificatore ha tutte le carte in regola ma già la Regione chiede il conto all'azienda che lo costruirà.

Perchè, a questo punto, nessuno ha più il dubbio se l'opera veda la luce o meno. Un messaggio chiarissimo al comitato del no che, dopo il recente referendum consultivo, sperava ancora di fermare l'iter del progetto.

Stesso discorso per l'altro rigassificatore, quello di Porto Empedocle.
In questo caso le richieste di compensazione ambientale sono già state fatte e l'assessore Gianni le ha appena consegnate in mano all’amministratore delegato di “Nuove energie”, costola del gruppo Enel, che adesso ha tutto l'interesse ad esaminarle in fretta e approvarle senza troppe remore.
Qualunque compensazione dovrà pagare l'Enel, molto probabilmente piangerà con un occhio solo...

Mentre la politica corre, però, a quanto pare la burocrazia è parecchio indietro, almeno quella dell'altro assessorato interessato alle questioni energetiche, quello al Territorio e Ambiente.

È di oggi, infatti, il grido di dolore di Confindustria Sicilia: nientepopodimenochè il suo presidente, Ivan Lo Bello, ha esplicitamente chiesto il potenziamento del servizio Via-Vas per smaltire gli arretrati sul tavolo.

E che potenziamento: Lo Bello chiede la bellezza di “almeno” 100 nuovi tecnici competenti in assessorato, altrimenti il rischio sarebbe quello di restare fuori dalla spartizione degli incentivi per il conto energia.

Ma se ne mancano 100, che assessorato è?

Ddl Sviluppo: il Veneto ride, la Sicilia piange...



Tra gli emendamenti approvati, quello sulla riduzione del prezzo della benzina nelle regioni che ospitano un rigassificatore. Bocciato quello sul passaggio delle accise sui carburanti dallo Stato alla Regione Siciliana.

Tra le mille cose previste dal Ddl Sviluppo, in queste ore in chiusura al Senato, molte riguardano l'energia.
E spulciando si trovano notizie interessanti per la vita quotidiana degli italiani. Alcune buone, altre cattive.

La buona: passa l'art. 27-bis che prevede l'estensione degli sconti alla pompa, oltre alle regioni "produttrici" di gas e petrolio, anche a quelle che ospitano, o ospiteranno, impianti di rigassificazione onshore o offshore. 

Felicissimi i veneti, che potranno presto far fruttare il proprio impianto Gnl off shore di Porto Tolle.

La brutta: non passa, per mancanza di copertura finanziaria, il 16-bis, che prevedeva il trasferimento completo delle accise sui prodotti energetici dallo Stato alla Regione Siciliana.

Lo scopo dell'articolo era pregevole: risanare le casse della sanità isolana che, da qualche tempo a questa parte, non stanno messe benissimo.

Che dire, regione che vai, politici che trovi, bis che guadagni.

Rigassificatore Gioia Tauro: firmato l'accordo.


Alla presenza della stampa il Presidente Loiero e i manager di Lng MedGas hanno firmato, e ilustrato, l'accordo.

Ecco i dettagli illustrati nel comunicato stampa della Regione Calabria:
Il Presidente della Regione Agazio Loiero e gli amministratori delegati della LNG MedGas Terminal, Carlo De Matteo e Pier Filippo Di Peio, hanno sottoscritto, nella sede della presidenza di Palazzo “Alemanni”, alla presenza dei giornalisti, il protocollo d’intesa per la realizzazione di un terminal di rigassificazione a Gioia Tauro in un’area che comprende anche i comuni di San Ferdinando e Rosarno.

In rappresentanza dei tre Comuni, era presente all’iniziativa anche il commissario straordinario di Rosarno Domenico Bagnato.

“Con quest’ atto – ha detto il Presidente Loiero - si avvia oggi il procedimento per la costruzione di un rigassificatore a Gioia Tauro, frutto di un’iniziativa ereditata dalla precedente legislatura, con il quale credo si potrà avere, nei prossimi anni, l’opportunità di distribuire gas sul territorio calabrese a prezzi più favorevoli”.

Loiero, dopo aver riferito i passaggi più importanti dell’iter progettuale, a partire dalla delibera del Consiglio regionale del 15 febbraio 2005 e di quella della Giunta dell’otto marzo dello stesso anno, ha sottolineato il sostegno avuto dal governo Prodi per ottenere l’ubicazione di uno dei quattro rigassificatori previsti, a livello nazionale, in Calabria anche in relazione alla realizzazione di una piastra del freddo, in base alla quale si avrà la possibilità di creare una filiera del freddo che rilanci la zona industriale e sfrutti la vocazione agroalimentare delle Piana.

Infine, il Presidente Loiero ha sottolineato che si è preteso che la società LNG MedGas Terminal mantenesse la sede legale in Calabria. “Troppe volte in passato – ha specificato – abbiamo assistito ad esperienze di aziende che vengono e poi fuggono”.

Il management della LNG MedGas Terminal De Matteo e Di Peio hanno parlato di “un investimento importante, non solo per la società, ma, principalmente, per la Calabria”.

“Con la firma della convezione – ha affermato De Matteo – l’iter procedurale può considerarsi giunto a un punto di svolta importante. I prossimi passi sono l’assemblea intercomunale convocata per l’informazione alla popolazione, la seconda conferenza dei servizi ed il decreto autorizzativo finale atteso per il terzo trimestre 2009. La definizione del progetto ha avuto inizio nel 2005.

Ma è nel 2007, con l’entrata delle società Iride e Sorgenia, che il progetto ha ottenuto il nulla osta di fattibilità del Ctr Calabria e, nell’anno successivo, si è acquisito il decreto interministeriale ambientale di giudizio favorevole di compatibilità ambientale”.

Di Peio ha illustrato i dettagli tecnici. “L’impianto – ha affermato – sarà progettato secondo i criteri previsti dalla norme Uni/En 1473 e Nfpa 59 su un’area di circa 47 ettari. Sarà utilizzato gas metano naturale liquefatto. In termini di sicurezza – ha aggiunto – i serbatoi sono a doppio contenimento totale. Anche le navi metaniere che saranno utilizzate per il trasporto del gas sono dotate di doppio scafo e sono costruite in accordo con le norme internazionali di sicurezza del settore; nello specifico caso di Gioia Tauro si è deciso di estendere il principio del doppio contenimento anche alle tubazioni di sbarco”.

Ad oggi il costo complessivo dell’investimento stimato per la costruzione del terminal ammonta a 1 miliardo di euro. Per la progettazione del rigassificatore, la Commissione Europea, nell’ambito del programma Ten, ha stanziato un finanziamento a fondo perduto pari a 1,6 milioni di euro.

In termini di effetti indotti sul mercato del lavoro locale i posti di lavorano diretti previsti vanno da 100 a 125, quelli dell’indotto da 450 a 500, mentre il personale di cantiere può variare da seicento a mille unità.

Sealine Tirrenica. Cos'è e perchè.

sealine-tirrenica-blog

Cos'è, e perchè è stata progettata, la nuova autostrada del gas siciliana.

Registro, dalle email che ricevo, particolare interesse sulla cosiddetta "Sealine Tirrenica", cioè la nuova condotta di esportazione verso il continente del gas entrante in Sicilia dai due gasdotti internazionali con terminale a Mazara del Vallo (circa il 30% del gas circolante in Italia) e da Gela (un altro 13% circa).

Credo sia il caso di fare un po' il punto sulla rete gassifera siciliana, gestita da Snam rete gas (gruppo Eni).

Snam Rete Gas sta già predisponendo la posa di un ulteriore tubo sul fondo dello Stretto di Messina (attualmente sono due). Ma non solo, recentemente da Palermo è arrivato anche lo sta bene per un progetto molto più interessante, cioè proprio la Sealine Tirrenica.  Si tratta di un collegamento nuovo di zecca tra la Sicilia e la Campania con punto d'uscita del gas a Monforte San Giorgio e punto di entrata in Campania a Policastro Bussentino, in provincia di Salerno.


A Monforte verrà istallata una stazione di compressione del gas della potenza di circa 50 Mw, che servirà a spingere il gas da sud a nord. In pratica brucerà parte del gas che trasporta per aumentare la pressione della rete gas, permettendo in questo modo di aggiungere un canale di uscita in direzione nord. Va specificato che la combustione del gas naturale non produce gas inquinanti (niente zolfo, diossina o robe del genere) ma solo CO2, che è un gas climalterante.
Tuttavia, vista la presenza nella stessa area di un tessuto industriale densissimo e altamente inquinante, i residenti della zona si chiedono cosa abbiano fatto per meritare tanta fortuna...

La Sealine Tirrenica, in realtà, servirà a veicolare la gran quantità di gas naturale in entrata dai due rigassificatori in progetto a Porto Empedocle e nel siracusano.

Da notare, tra l'altro, la valutazione strategica sui rigassificatori in Sicilia fatta da Eni (proprietaria di Snam Rete Gas) già diversi anni fa: un rigassificatore nell'isola è assurdo, perché troppo lontano dalle zone di consumo del prodotto importato.  Aggiungo, per completezza, che anche volendo Eni un rigassificatore in Sicilia non lo avrebbe neppure potuto costruire perchè ha già l'Antitrust sul collo, essendo contemporaneamente titolare dei contratti internazionali di importazione del gas e della rete di distribuzione del gas stesso...

Ma siccome i rigassificatori, nel frattempo, sono diventati due anche senza l'intervento dell'Eni, ecco pronta la Sealine per veicolare (previo pagamento del pedaggio) il gas che Enel (Porto Empedocle) e Erg-Shell (Priolo) tra qualche anno faranno entrare in Sicilia.

Questo il quadro generale della situazione, ad uso e consumo dei cittadini messinesi, agrigentini, siracusani e del resto dell'isola.

Per chi ama i documenti tecnici, infine, ecco il piano di sviluppo della rete Snam per tutta l'Italia e lo studio di impatto ambientale della Sealine (2 mega, portate pazienza).

Per chi preferisce guardare un video a leggere scartoffie, meglio qui.

GNL Gioia Tauro: domani i dettagli



Il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, rivelerà domani alla stampa i dettagli del protocollo d'intesa che verrà firmato tra gli enti locali calabresi e la società che costruirà il rigassificatore con il placet di Legambiente.

L'iter va avanti e, parola della Regione Calabria, anche il rigassificatore di Gioia Tauro vedrà la luce. Si dice entro il 2014.
Il rigassificatore, fortemente voluto da politici e sindacati, tratterà circa 12 miliardi di mc/anno, il 50% in più della capacità dell'unico impianto del genere fino ad oggi costruito in Italia, quello di Panigallia.  

A dire il vero a volerlo è anche l'Europa, che lo ha in parte già finanziato con un piccolo stanziamento da 1,6 milioni di euro (ma probabilmente in futuro arriveranno altri fondi europei).

La cosa molto interessante, come spesso accade nel comparto dell'energia, è la composizione della società che lo costruirà: il 69,77% del capitale è detenuto dalla joint venture tra Iride (ex Azienda elettrica municipale di Torino) e Sorgenia (gruppo Cir, cioè De Benedetti, quello di L'Espresso-Repubblica) che è un noto "sponsor" di Legambiente.

Qualcosa mi dice che gli ecologisti non appoggeranno più di tanto i comitati spontanei locali no-rigassificatore...

Domani avremo tutti i dettagli dell'accordo. Ne riparleremo...

Cartoline da Milazzo



Una breve carrelata di immagini. Utili a chi vive lontano da una raffineria per vedere come avrebbe potuto essere la sua vita se fosse nato in un altro posto. Magari più a sud.

Nel primo video, una carrellata di immagini della città di Milazzo, dove sorge una raffineria e una centrale a olio combustibile.


Nel secondo video, invece, si vede la zona dove Snam rete gas progetta di realizzare la centrale di ricompressione del gas di Monforte.

Europarlamento. Arrivano i soldi per l'energia.



Stanziati quasi 4 miliardi di euro per gasdotti, elettrodotti, rigassificatori e tecnologie verdi. Confermato il ruolo di porta d'ingresso per il sud Italia. Briciole per le rinnovabili.

Il parlamento europeo ha approvato il maxiemendamento sul finanziamento dei progetti di potenziamento delle infrastrutture energetiche in tutto il continente.

Approvati gli stanziamenti per il gasdotto Galsi (Algeria-Sardegna-Toscana, 120 milioni) e per l'Itgi-Poseidon (Grecia-Italia, 100 milioni) e gli elettrodotti Sicilia-Calabria (ben 110 milioni) e Sicilia-Malta (20 milioni di euro).

L'Europa, in pratica, si vuole costruire una nuova spina dorsale energetica per avere la garanzia di non restare più a secco di energia.

Una curiosità: approvato persino il finanziamento al Nabucco, il gasdotto dei sogni dell'Europa che dovrebbe portare gas dagli ex satelliti sovietici senza passare dalla Russia.

Fa riflettere il cumulo dei finanziamenti per le rinnovabili: appena 565 milioni, tutti in eolico off shore. Per la cattura della CO2 si spenderà il doppio, segno che l'Europa non ha intenzione di ridurre i propri consumi.

Alla faccia di Kyoto...

Rigassificatori? Girano a vuoto...


Incredibile ma vero: tutta l'industria italiana dell'energia li osanna, ma nel 2008 i rigassificatori (o meglio: il rigassificatore) hanno importato il 36% di gas liquefatto in meno rispetto al 2007.

Apprendo da un articolo di Quotidiano Energia che nel 2008 l'importazione di Gnl in Italia è crollata: -36%, un bel tonfo. Sono i dati forniti dal GiiGnl, l'associazione industriale dei produttori, esportatori e importatori di Gnl.

Gnl, tra l'altro, che proviene tutto dall'Algeria e viene rigassificato tutto nell'unico rigassificatore attualmente presente in Italia: quello di Panigallia, a Porto Venere in provincia di La Spezia.

In pratica sto rigassificatore sarebbe rimasto fermo a girarsi i pollici per un buon terzo dell'anno scorso. Probabilmente il motivo sarà da ricercarsi nel brusco calo dei consumi e del prezzo delle materie prime energetiche.

Mi ricordo, però, che anche quest'anno, come lo scorso e come il prossimo che verrà, c'è stata una puntata della telenovela russo-ucraina che ha intaccato per qualche settimana le riserve italiane di gas naturale.

Eppure, anche col rigassificatore a due terzi della capacità occupata, e con un terzo libero, siamo sopravvissuti. Ora, vorrei sapere, a che serve un rigassificatore (tra l'altro piccolino) se non lo usiamo fino in fondo?

Che senso ha farne altri, due solo in Sicilia, se poi devono girare a vuoto? Con quello che costano ci rifacciamo i bunker delle riserve e continuamo col tubo. Tanto poi il gas ce lo compriamo sempre dai soliti algerini o dai soliti russi. Che tra l'altro sono pure soci da almeno tre anni...

Se è pericoloso, un rigassificatore, non lo so. Se ha un impatto devastante sul territorio non spetta a me dirlo, ma se non serve a niente è inutile che ne parliamo.

Diversificare l'import, così la raccontano...

Nucleare. Ritorni di fiamma...


A Palermo il Gotha nazionale dell'energia si è riunito per raccontare nuovamente ai siciliani il futuro del settore. Rinnovabili? Rigassificatori e nucleare...

Mi chiedo (retoricamente) come mai da qualche tempo a questa parte Palermo sia diventata la nuova capitale della convegnistica sul tema dell'energia...

Ultimo atto: "Sud 2007-2013, l'ultima occasione", ovvero come utilizzare i fondi europei per cambiare il volto del settore energetico di una regione che, in passato, ha dato già parecchio. Ma, a quanto pare, può dare molto ancora.

Apre le danze Miccichè: "Temo più le raffinerie che le centrali nucleari", e invita l'ad di Enel Fulvio Conti a costruire nuove centrali nucleari proprio in Sicilia. Conti, educatamente, ringrazia: "Ben vanga l'azione del governo che vuole ripristinare il nucleare, abbandonarlo è stata una decisione sciagurata".

E, già che c'è, ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa e tirare una frecciatina all'assesore regionale all'Industria Pippo Gianni: "Per il rigassificatore di Prto Empedocle è tutto bloccato alla Regione siciliana perchè manca la firma dell'assessore all'Industria". Lo stesso rigassificatore su cui ha votato la popolazione locale nei giorni scorsi con scarsa affluenza ma con abbondanti no.

Pippo Gianni, che non perde occasione per ricordare quante cose abbia già firmato dopo anni di immobilismo e sonnolenza, rispedisce al mittente: "Conti sa bene che questo assessorato ha sbloccato in soli sei mesi un iter che durava da cinque anni, e non per colpa nostra e solo da pochi giorni l'Enel ha trasferito la sede legale e fiscale in Sicilia".

Perchè, secondo la nuova dottrina Lombardo, chi fa affari in Sicilia deve avere la sede legale, e pagare le tasse, in Sicilia.

Da segnare con un nodo al fazzoletto, infine, la promessa di Conti di vedere finalmente in funzione il progetto pilota di solare termodinamico "made in Rubbia" all'interno della centrale Enel di Priolo.

Bene, questa la cronaca della giornata appena passata. Inutile dire che ogni commento è quasi superfluo ma non tanto per i pro e i contro di nucleare e rigassificatori, quanto per l'ennesima sterile polemica tra i top manager delle multinazionali dell'energia e questo governo regionale. Sinceramente credo che, oltre agli annunci fatti alla stampa, sarebbe meglio mettere sul campo qualcosa di più concreto (e magari di più rinnovabile) del Pears appena approvato. Parole se ne dicono tante, sono gratis... i fatti li vorrei vedere.

Poi sul nucleare e sui rigassificatori ne possiamo pure discutere, ma un po' più seriamente. O forse tante parole, e tanta confusione, sono più utili. Magari sono io a pensar male...

Rigassificatore. Anche a Melilli il referendum va a vuoto

rigassificatore

Nella cittadina siracusana ha votato un cittadino su quattro. Valanga di no.

Si è votato dalle 8 del mattino alle 20 della sera di domenica. Come a Porto Empedocle, e al contrario di Priolo, in pochissimi sono andati al voto: su 11.582 aventi diritto hanno votato in 2.980 e il 96,24% dei votanti si è pronunciata contro la costruzione del rigassificatore.

Ionio Gas, la società controllata da Erg e Shell che ha la titolarità del progetto, alla chiusura delle urne ha dichiarato che "tale risultato riflette la volontà della maggioranza dei cittadini di volere ulteriormente approfondire e valutare gli aspetti legati alla realizzazione del progetto, alla sicurezza dell'impianto e all'impulso economico ed occupazionale che lo stesso porterebbe all'area industriale presente sul territorio".


I promotori del referendum, al contrario, cantano vittoria forti del 96% di voti contrari e incuranti che il 75% degli aventi diritto ha preferito passare la domenica diversamente. Ancora una volta viene da chiedersi quale lezione si possa apprendere da una consultazione del genere. Chi ha vinto veramente?  Quel quarto della popolazione che ha votato no? Gli altri tre quarti che non si sono interessati a un impianto che, se dovesse vedere la luce, avrebbe una vita di almeno trent'anni?  Ionio Gas che ha evitato la bocciatura definitiva del progetto e può legalmente sperare che il rigassificatore si faccia?

Rigassificatore. Fallisce il referendum


Concluso lo spoglio delle schede: vincono i no, perde l'affluenza

Tanto rumore per nulla: a votare per o contro il rigassificatore di Porto Empedocle si è recato appena il 14,6% degli aventi diritto. Tra chi ha votato, hanno detto no all'impianto il 94,5%.

Con questi numeri, il referendum si rivela assolutamente inutile. In un altro paese che non sia l'Italia si potrebbe interpretare il voto come un'approvazione da parte dei cittadini, visto che neanche un abitante su sei ha ritenuto importante cercare di bloccare il rigassificatore.

Purtroppo, in Italia, queste percentuali significano tutto e il contrario di tutto: aspettiamoci il comitato dei pro che afferma di aver vinto (per i motivi appena accennati) e il comitato dei contro crede di aver ottenuto un successo (una maggioranza schiacciante dei votanti non vuole il rigassificatore!). Insomma: soldi pubblici spesi male per non decidere nulla.

Era andata meglio a Priolo, dove il referendum del 15 luglio scorso ebbe più fortuna: 57,43% di affluenza, praticamente tutti votarono no.

E qui i nodi vengono al pettine perchè non è detto che un referendum, i cui risultati erano facilmente prevedibili (sia nelle percentuali che nell'astinenza, sia nel caso di Priolo che di Porto Empedocle), sia lo strumento migliore per capire se è i caso di costruire un'infrastruttura energetica strategica.

Perchè un rigassificatore, nel bene o nel male e comunque la si pensi è strategico. Nel senso che serve a impostare una strategia energetica. Se ce l'hai è una cosa, se non ce l'hai un'altra. Ciò non vuol dire che lo si debba avere per forza ma, questo sì, che ci debbano essere regole più chiare e precise per decidere se, quando e dove si possano costruire impianti del genere.

Queste regole, in Sicilia come nelle altre regioni italiane, ad oggi non ci sono e,  quindi, aspettiamoci ancora fiumi di parole sui rigassificatori.

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