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Petrolio: un futuro non convenzionale.

Si è chiuso il Workshop Safe dal titolo:  “Convivere con gli idrocarburi. Come e per quanto? Quale ruolo per il gas naturale?”. Per il centro studi le fonti migliori per il futuro sono petrolio e gas. Ma non come li conosciamo oggi...

Vi starete chiedendo che cosa sia il Safe.


La sigla sta per "sostenibilità ambientale fonti energetiche" e sembra molto rassicurante.


In realtà il centro studi è un think tank legato a doppio filo ai ministeri (Affari esteri, Ambiente e Sviluppo economico) e all'industria dell'energia (Assoelettrica, Assomineraria, Assosolare, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e Unione Petrolifera).


Ogni anno il Safe organizza un master rinomatissimo nel settore e un workshop a cui partecia tutta l'"energia bene" d'Italia.


I risultati dei lavori di quest'anno non sono ancora disponibili, ma è stato rilasciato un ottimo comunicato stampa che sintetizza perfettamente la posizione del centro studi.


Una posizione, per così dire, molto realista e istituzionale e, di conseguenza, molto poco coraggiosa.

Priolo-Augusta: intesa per il nuovo elettrodotto.


Servirà a migliorare la sicurezza della rete, anche in previsione del rigassificatore.

Pochi giorni fa la Regione Siciliana e Terna si erano giurate eterno amore. Oggi arriva il primo figlioletto, seppur piccino.
È stato, infatti, firmato il protocollo d’intesa tra Terna, Regione e Comune di Augusta per la realizzazione di una variante del collegamento a 150 Kv presente nella zona di Priolo-Melilli-Augusta. Una zona densissima di centrali elettriche di tutti i tipi: a gas, a tar e persino idroelettrica (non molto lontano).

Leggendo la nota che annuncia l’accordo, scopriamo che la variante firmata oggi verrà realizzato solo tra qualche anno, quando entrerà in funzione il nuovo collegamento a 380 Kv tra la stazione elettrica di Paternò (in provincia di Catania, il nodo a cui afferisce la corrente portata dalla dorsale appenninica che corre anche sul fondo dello stretto) e Priolo.

La variante della 150 Kv, in questo scenario futuro, servirà ad adattare la situazione alla luce del rafforzamento della dorsale fino a Priolo. Tutto ciò, come si legge nella nota, “anche alla luce degli sviluppi previsti”, cioè del rigassificatore e di tutto il polo del freddo che dovrebbe fargli da contorno.

In ogni caso, una linea elettrica più moderna in Sicilia non fa mai male, visto che il problema della rete è uno dei maggiori limiti alla qualità del servizio e allo sviluppo delle fonti alternative.

Per superare problemi così grossi, però, Terna dovrebbe cominciare a spendere quei famosi 700 milioni di euro fermi nel cassetto a causa dei bolli e dei timbri mai arrivati dalla Regione.

Bene, ora l’accordo con la Regione c’è, non ci sono altre scuse, aspettiamo tutti con ansia l’arrivo di questa rete ultramoderna.

Non sarà molto “smart”, ma almeno sarà più sicura di quella che abbiamo oggi…

Sicilia: Gnl a tutto gas!

gianni
L' assessore all'industria della Regione siciliana, Pippo Gianni, stringe per i due rigassificatori. Fedele alla nuova linea inaugurata con il Pears, studia già le compensazioni ambientali.

Pippo Gianni ha incontrato stamattina gli amministratori locali della provincia regionale di Siracusa e dei comuni interessati alla realizzazione del rigassificatore di Priolo Gargallo.

Oggetto dell'incontro, le eventuali “misure compensative” che la regione chiederà alla Erg, titolare del progetto del terminale Gnl, “nel caso in cui lo studio finalizzato alla verifica di sicurezza dovesse dare esito positivo”.

Gianni, evidentemente, ha fretta di concludere visto che si è portato già un passo avanti: ancora non si sa se il rigassificatore ha tutte le carte in regola ma già la Regione chiede il conto all'azienda che lo costruirà.

Perchè, a questo punto, nessuno ha più il dubbio se l'opera veda la luce o meno. Un messaggio chiarissimo al comitato del no che, dopo il recente referendum consultivo, sperava ancora di fermare l'iter del progetto.

Stesso discorso per l'altro rigassificatore, quello di Porto Empedocle.
In questo caso le richieste di compensazione ambientale sono già state fatte e l'assessore Gianni le ha appena consegnate in mano all’amministratore delegato di “Nuove energie”, costola del gruppo Enel, che adesso ha tutto l'interesse ad esaminarle in fretta e approvarle senza troppe remore.
Qualunque compensazione dovrà pagare l'Enel, molto probabilmente piangerà con un occhio solo...

Mentre la politica corre, però, a quanto pare la burocrazia è parecchio indietro, almeno quella dell'altro assessorato interessato alle questioni energetiche, quello al Territorio e Ambiente.

È di oggi, infatti, il grido di dolore di Confindustria Sicilia: nientepopodimenochè il suo presidente, Ivan Lo Bello, ha esplicitamente chiesto il potenziamento del servizio Via-Vas per smaltire gli arretrati sul tavolo.

E che potenziamento: Lo Bello chiede la bellezza di “almeno” 100 nuovi tecnici competenti in assessorato, altrimenti il rischio sarebbe quello di restare fuori dalla spartizione degli incentivi per il conto energia.

Ma se ne mancano 100, che assessorato è?

Ddl Sviluppo: il Veneto ride, la Sicilia piange...



Tra gli emendamenti approvati, quello sulla riduzione del prezzo della benzina nelle regioni che ospitano un rigassificatore. Bocciato quello sul passaggio delle accise sui carburanti dallo Stato alla Regione Siciliana.

Tra le mille cose previste dal Ddl Sviluppo, in queste ore in chiusura al Senato, molte riguardano l'energia.
E spulciando si trovano notizie interessanti per la vita quotidiana degli italiani. Alcune buone, altre cattive.

La buona: passa l'art. 27-bis che prevede l'estensione degli sconti alla pompa, oltre alle regioni "produttrici" di gas e petrolio, anche a quelle che ospitano, o ospiteranno, impianti di rigassificazione onshore o offshore. 

Felicissimi i veneti, che potranno presto far fruttare il proprio impianto Gnl off shore di Porto Tolle.

La brutta: non passa, per mancanza di copertura finanziaria, il 16-bis, che prevedeva il trasferimento completo delle accise sui prodotti energetici dallo Stato alla Regione Siciliana.

Lo scopo dell'articolo era pregevole: risanare le casse della sanità isolana che, da qualche tempo a questa parte, non stanno messe benissimo.

Che dire, regione che vai, politici che trovi, bis che guadagni.

Sealine Tirrenica. Cos'è e perchè.

sealine-tirrenica-blog

Cos'è, e perchè è stata progettata, la nuova autostrada del gas siciliana.

Registro, dalle email che ricevo, particolare interesse sulla cosiddetta "Sealine Tirrenica", cioè la nuova condotta di esportazione verso il continente del gas entrante in Sicilia dai due gasdotti internazionali con terminale a Mazara del Vallo (circa il 30% del gas circolante in Italia) e da Gela (un altro 13% circa).

Credo sia il caso di fare un po' il punto sulla rete gassifera siciliana, gestita da Snam rete gas (gruppo Eni).

Snam Rete Gas sta già predisponendo la posa di un ulteriore tubo sul fondo dello Stretto di Messina (attualmente sono due). Ma non solo, recentemente da Palermo è arrivato anche lo sta bene per un progetto molto più interessante, cioè proprio la Sealine Tirrenica.  Si tratta di un collegamento nuovo di zecca tra la Sicilia e la Campania con punto d'uscita del gas a Monforte San Giorgio e punto di entrata in Campania a Policastro Bussentino, in provincia di Salerno.


A Monforte verrà istallata una stazione di compressione del gas della potenza di circa 50 Mw, che servirà a spingere il gas da sud a nord. In pratica brucerà parte del gas che trasporta per aumentare la pressione della rete gas, permettendo in questo modo di aggiungere un canale di uscita in direzione nord. Va specificato che la combustione del gas naturale non produce gas inquinanti (niente zolfo, diossina o robe del genere) ma solo CO2, che è un gas climalterante.
Tuttavia, vista la presenza nella stessa area di un tessuto industriale densissimo e altamente inquinante, i residenti della zona si chiedono cosa abbiano fatto per meritare tanta fortuna...

La Sealine Tirrenica, in realtà, servirà a veicolare la gran quantità di gas naturale in entrata dai due rigassificatori in progetto a Porto Empedocle e nel siracusano.

Da notare, tra l'altro, la valutazione strategica sui rigassificatori in Sicilia fatta da Eni (proprietaria di Snam Rete Gas) già diversi anni fa: un rigassificatore nell'isola è assurdo, perché troppo lontano dalle zone di consumo del prodotto importato.  Aggiungo, per completezza, che anche volendo Eni un rigassificatore in Sicilia non lo avrebbe neppure potuto costruire perchè ha già l'Antitrust sul collo, essendo contemporaneamente titolare dei contratti internazionali di importazione del gas e della rete di distribuzione del gas stesso...

Ma siccome i rigassificatori, nel frattempo, sono diventati due anche senza l'intervento dell'Eni, ecco pronta la Sealine per veicolare (previo pagamento del pedaggio) il gas che Enel (Porto Empedocle) e Erg-Shell (Priolo) tra qualche anno faranno entrare in Sicilia.

Questo il quadro generale della situazione, ad uso e consumo dei cittadini messinesi, agrigentini, siracusani e del resto dell'isola.

Per chi ama i documenti tecnici, infine, ecco il piano di sviluppo della rete Snam per tutta l'Italia e lo studio di impatto ambientale della Sealine (2 mega, portate pazienza).

Per chi preferisce guardare un video a leggere scartoffie, meglio qui.

GNL Gioia Tauro: domani i dettagli



Il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, rivelerà domani alla stampa i dettagli del protocollo d'intesa che verrà firmato tra gli enti locali calabresi e la società che costruirà il rigassificatore con il placet di Legambiente.

L'iter va avanti e, parola della Regione Calabria, anche il rigassificatore di Gioia Tauro vedrà la luce. Si dice entro il 2014.
Il rigassificatore, fortemente voluto da politici e sindacati, tratterà circa 12 miliardi di mc/anno, il 50% in più della capacità dell'unico impianto del genere fino ad oggi costruito in Italia, quello di Panigallia.  

A dire il vero a volerlo è anche l'Europa, che lo ha in parte già finanziato con un piccolo stanziamento da 1,6 milioni di euro (ma probabilmente in futuro arriveranno altri fondi europei).

La cosa molto interessante, come spesso accade nel comparto dell'energia, è la composizione della società che lo costruirà: il 69,77% del capitale è detenuto dalla joint venture tra Iride (ex Azienda elettrica municipale di Torino) e Sorgenia (gruppo Cir, cioè De Benedetti, quello di L'Espresso-Repubblica) che è un noto "sponsor" di Legambiente.

Qualcosa mi dice che gli ecologisti non appoggeranno più di tanto i comitati spontanei locali no-rigassificatore...

Domani avremo tutti i dettagli dell'accordo. Ne riparleremo...

Europarlamento. Arrivano i soldi per l'energia.



Stanziati quasi 4 miliardi di euro per gasdotti, elettrodotti, rigassificatori e tecnologie verdi. Confermato il ruolo di porta d'ingresso per il sud Italia. Briciole per le rinnovabili.

Il parlamento europeo ha approvato il maxiemendamento sul finanziamento dei progetti di potenziamento delle infrastrutture energetiche in tutto il continente.

Approvati gli stanziamenti per il gasdotto Galsi (Algeria-Sardegna-Toscana, 120 milioni) e per l'Itgi-Poseidon (Grecia-Italia, 100 milioni) e gli elettrodotti Sicilia-Calabria (ben 110 milioni) e Sicilia-Malta (20 milioni di euro).

L'Europa, in pratica, si vuole costruire una nuova spina dorsale energetica per avere la garanzia di non restare più a secco di energia.

Una curiosità: approvato persino il finanziamento al Nabucco, il gasdotto dei sogni dell'Europa che dovrebbe portare gas dagli ex satelliti sovietici senza passare dalla Russia.

Fa riflettere il cumulo dei finanziamenti per le rinnovabili: appena 565 milioni, tutti in eolico off shore. Per la cattura della CO2 si spenderà il doppio, segno che l'Europa non ha intenzione di ridurre i propri consumi.

Alla faccia di Kyoto...

Rigassificatori? Girano a vuoto...


Incredibile ma vero: tutta l'industria italiana dell'energia li osanna, ma nel 2008 i rigassificatori (o meglio: il rigassificatore) hanno importato il 36% di gas liquefatto in meno rispetto al 2007.

Apprendo da un articolo di Quotidiano Energia che nel 2008 l'importazione di Gnl in Italia è crollata: -36%, un bel tonfo. Sono i dati forniti dal GiiGnl, l'associazione industriale dei produttori, esportatori e importatori di Gnl.

Gnl, tra l'altro, che proviene tutto dall'Algeria e viene rigassificato tutto nell'unico rigassificatore attualmente presente in Italia: quello di Panigallia, a Porto Venere in provincia di La Spezia.

In pratica sto rigassificatore sarebbe rimasto fermo a girarsi i pollici per un buon terzo dell'anno scorso. Probabilmente il motivo sarà da ricercarsi nel brusco calo dei consumi e del prezzo delle materie prime energetiche.

Mi ricordo, però, che anche quest'anno, come lo scorso e come il prossimo che verrà, c'è stata una puntata della telenovela russo-ucraina che ha intaccato per qualche settimana le riserve italiane di gas naturale.

Eppure, anche col rigassificatore a due terzi della capacità occupata, e con un terzo libero, siamo sopravvissuti. Ora, vorrei sapere, a che serve un rigassificatore (tra l'altro piccolino) se non lo usiamo fino in fondo?

Che senso ha farne altri, due solo in Sicilia, se poi devono girare a vuoto? Con quello che costano ci rifacciamo i bunker delle riserve e continuamo col tubo. Tanto poi il gas ce lo compriamo sempre dai soliti algerini o dai soliti russi. Che tra l'altro sono pure soci da almeno tre anni...

Se è pericoloso, un rigassificatore, non lo so. Se ha un impatto devastante sul territorio non spetta a me dirlo, ma se non serve a niente è inutile che ne parliamo.

Diversificare l'import, così la raccontano...

Rigassificatore. Anche a Melilli il referendum va a vuoto

rigassificatore

Nella cittadina siracusana ha votato un cittadino su quattro. Valanga di no.

Si è votato dalle 8 del mattino alle 20 della sera di domenica. Come a Porto Empedocle, e al contrario di Priolo, in pochissimi sono andati al voto: su 11.582 aventi diritto hanno votato in 2.980 e il 96,24% dei votanti si è pronunciata contro la costruzione del rigassificatore.

Ionio Gas, la società controllata da Erg e Shell che ha la titolarità del progetto, alla chiusura delle urne ha dichiarato che "tale risultato riflette la volontà della maggioranza dei cittadini di volere ulteriormente approfondire e valutare gli aspetti legati alla realizzazione del progetto, alla sicurezza dell'impianto e all'impulso economico ed occupazionale che lo stesso porterebbe all'area industriale presente sul territorio".


I promotori del referendum, al contrario, cantano vittoria forti del 96% di voti contrari e incuranti che il 75% degli aventi diritto ha preferito passare la domenica diversamente. Ancora una volta viene da chiedersi quale lezione si possa apprendere da una consultazione del genere. Chi ha vinto veramente?  Quel quarto della popolazione che ha votato no? Gli altri tre quarti che non si sono interessati a un impianto che, se dovesse vedere la luce, avrebbe una vita di almeno trent'anni?  Ionio Gas che ha evitato la bocciatura definitiva del progetto e può legalmente sperare che il rigassificatore si faccia?

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