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Marea nera: Bp, Hulliburton e Transocean colpevoli

Marea nera: Bp, Hulliburton e Transocean colpevoli

La commissione di indagine voluta dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per far luce sulle responsabilità del disastro della Deepwater Horizon ha stabilito che le società coinvolte nella gestione della piattaforma e del disastro stesso sono colpevoli: Bp, Hulliburton e Transocean, per risparmiare, non hanno messo in atto tutte le misure di sicurezza necessarie.

Bp è accusata di non aver ben interpretato il “negative pressure test”, dal quale avrebbe dovuto capire che il pozzo Macondo non era ancora correttamente chiuso quando la piattaforma petrolifera è stata sganciata. Anche nell'utilizzare il cemento, nella prima fase delle operazioni post disastro, Bp non avrebbe usato la dovuta cautela.

Halliburton, che ha fornito il cemento, è ritenuta responsabile dalla commissione governativa di non aver testato a sufficienza il cemento stesso mentre Transocean, che è la società che aveva costruito la Deepwater Horizon (e moltissime altre piattaforme petrolifere nel mondo, Italia compresa), non avrebbe imparato la lezione da un incidente di minori dimensioni ma molto simile, avvenuto cinque mesi prima dell'esplosione della piattaforma nel Golfo del Messico.

Via | All Voices, anyzydywi
Foto | Wsj

Gli Stati Uniti ci riprovano: il lupo grigio non sarà più protetto?

Gli Stati Uniti ci riprovano: il lupo grigio non sar�  pi�¹ protetto?


Il lupo grigio non sarebbe più in estinzione negli Stati Uniti. Anzi, sta così bene che si può tornare a dargli la caccia. Almeno così la pensa qualcuno a Washington. Secondo quanto riporta l'Huffington Post, infatti, un dipendente del Dipartimento degli Interni avrebbe ammesso che il governo federale lancerà la proposta di togliere il lupo grigio dalle spece protette entro aprile, nella speranza di vederla approvata per fine 2011.

Non è la prima volta che un governo statunitense fa questo tentativo: negli ultimi sette anni ci hanno provato tre volte. L'ultimo era stato George Bush, ma l'allora appena eletto Barack Obama aveva congelato la proposta.

Ora si torna a parlare dell'argomento, senza però aver mai affrontato la vera questione di fondo: è vero che il lupo grigio è in ripresa, ma solo nelle poche aree protette dove è stato reintrodotto. Prima dello sterminio dei lupi ad opera dei cacciatori, però, questo animale popolava tutto il grande nord americano.

Via | Huffington Post
Foto | Flickr

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Sarah Palin uccide un caribou in un reality show e scoppiano le proteste



Sarah Palin, ex candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti e attuale leader del Tea Party, ha scatenato l'ira dei movimenti anti caccia di mezzo mondo: durante una puntata del reality show "Sarah Palin's Alaska", che la vede protagonista in tv, imbraccia un fucile, lo punta contro un grosso carubou e lo ammazza.

Scene di caccia dal grande nord, che non sono piaciute a nessuno. Oltre al lato ecologista, animalista e anti caccia, le proteste arrivano anche da altri movimenti e associazioni perché, in sostanza, la scena di caccia è stata inserita per aumentare lo share di un reality show rivelatosi un fiasco.

La Palin's si difende con i soliti argomenti pro caccia:

A meno che non abbiate mai indossato un paio di scarpe di cuoio, non abbiate mai seduto su un divano di pelle o mangiato una bistecca in vita vostra, potete mettere da parte le vostre critiche. Io rimarrò orgogliosamente intollerante dell'ipocrisia dei movimenti anti caccia

Il che, considerato che quel caribou non è stato ucciso per farne bistecche, scarpe o divani ma audience non ha alcun senso.

Via | L'Essenziale
Video | YouTube

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Cina e Usa ai ferri corti per i sussidi alle rinnovabili

Cina e Usa ai ferri corti per i sussidi alle rinnovabili

Scambio di accuse tra Cina e Stati Uniti sugli aiuti pubblici all'industria delle rinnovabili. Tutto inizia ai primi di settembre, con una petizione lanciata dal sindacato statunitense United Steelworkers per chiedere che gli aiuti statali cinesi venissero riconosciuti come lesivi della concorrenza internazionale.

Le convinzioni dei lavoratori americani dipendevano essenzialmente da cinque fattori. Il primo ha a che fare con le materie prime necessarie all'industria dell'energia pulita: la Cina produce il 90% di queste materie prime e ostacolerebbe le aziende straniere che vogliono acquistarle. Il secondo ha a che fare con tecnologie e brevetti: secondo il sindacato in Cina si lavora solo in JV con le aziende locali alle quali si deve cedere l'utilizzo dei brevetti.

Il terzo fattore deriva dal fatto che almeno l'80% dei materiali utilizzati negli impianti eolici prodotti in Cina deve essere, a sua volta, prodotto in Cina. Il quarto ha a che fare con i sussidi cinesi all'industria delle rinnovabili che, a detta di United Steelworkers, sono pari a cinque volte i sussidi elargiti dal governo americano. Il quinto, infine, driva dal quarto: con tutti questi contributi pubblici l'industria cinese delle rinnovabili sta soppiantando senza pietà quella europea e statunitense.

Stati Uniti: nei primi sei mesi dell'anno le rinnovabili hanno prodotto la stessa energia del nucleare

Stati Uniti: nei primi sei mesi dell\'anno le rinnovabili hanno prodotto la stessa energia del nucleare


Secondo gli ultimi dati dell'Energy Information Administration, ente americano che dipende dal Dipartimento dell'Energia (Doe), nei primi sei mesi del 2010 la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stata praticamente pari a quella da fonte nucleare. Il Monthly Energy Review, infatti, fotografa la produzione di energia mese per mese e per semestri e, nel suo ultimo bollettino, conferma la crescita delle rinnovabili a fronte di una stasi del nucleare.

Le rinnovabili, nel complesso, hanno prodotto in questi sei mesi 4.106 miliardi di Btu (British Thermal Unit, unità di misura utilizzata per l'energia nel Regno Unito e negli Stati Uniti) mentre il nucleare ha prodotto 4.129 miliardi di Btu.

Tra le energie verdi il grosso della produzione (2.065 miliardi di Btu) proviene dalla biomassa (rifiuti compresi, circa 200 miliardi di Btu) e dall'idroelettrico (1.337). Segue l'eolico (448), il geotermico (186) e il fotovoltaico (54).

Interessanti, come accennato, i trend di crescita negli ultimi anni: nucleare praticamente fermo come le fonti fossili (che restano, comunque, lo zoccolo duro della produzione elettrica americana) mentre tra le rinnovabili cresce abbastanza lentamente il fotovoltaico e molto più rapidamente l'eolico. La biomassa cresce più veloce di tutti grazie alla legna e ai biocombustibili.

Tutti i dati si possono leggere nel rapporto Monthly Energy Review.

Via | Eia-Doe
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Eolico: tutte le ultime novità da Italia, America ed Europa

Eolico: tutte le ultime novit�  da Italia, America ed EuropaQualche aggiornamento sugli impianti eolici per i quali, nelle ultime settimane, ci sono importanti notizie. Soprattutto per il grande e grandissimo eolico, i mega parchi che tanto piacciono all'industria e assai poco ai paladini del paesaggio.

Partiamo dagli Stati Uniti dove Portland General Electric (Pge) ha annunciato gli ultimi risultati raggiunti dal parco eolico di Biglow Canyon, nell'Oregon. La centrale già oggi conta ben 217 turbine e una potenza pari a 450 MW. Secondo Pge la produzione media giornaliera del parco è di 150 MWh, pari a quanto conumano 125mila famiglie. Pge, in osservanza con quanto prescrive la legge dell'Oregon, prevede di incrementare ulteriormente la produzione eolica nello stato per raggiungere il 25% di energia elettrica da fonte rinnovabile nel 2025. Ad oggi stiamo quasi al 9%.

In Spagna, invece, si è vicini ai 20mila MW eolici installati che, nel loro complesso, hanno soddisfatto nel primo semestre dell'anno il 17% della domanda spagnola di energia con un picco del 40% nel giorno del 4 di maggio. L'obbiettivo iberico è pari a 38mila MW installati al 2020.

NPR. Visualizing the power grid

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Interessantissima iniziativa della radio pubblica statunitense: sul sito e via etere, tutte le informazioni di cui gli americani hanno bisogno per conoscere a fondo la rete elettrica nazionale e gli impianti di produzione.

Il primo passo verso il risparmio, per un gigante energivoro e distratto come gli Stati Uniti, è conoscere come si fa e come si trasporta l'energia elettrica.

Lodevole, per questo, l'iniziativa di Npr che dal 24 aprile tratta l'argomento con articoli, mappe, podcast disponibili sul sito internet della radio, per chi non potesse ascoltare in diretta sulle frequenze analogiche.

L'impostazione è molto "americana", pragmatica nei testi prima ancora che ecologista, ma va notato che questa è realmente "informazione di servizio" per gli utenti.

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