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Obama rinuncia alla legge contro le emissioni di CO2

Obama rinuncia alla legge contro le emissioni di CO2Bye bye Cap and Trade: nella legge finanziaria appena presentata da Barack Obama alla Camera dei Deputati statunitense la proposta di istituire il mercato delle emissioni di CO2 non c'è. Il presidente americano ha dovuto mestamente rinunciarvi, viste le mutate condizioni politiche in parlamento.

La legge che prevedeva di far pagare alle aziende americane che emettevano troppa CO2 faceva parte del programma presentato agli elettori americani ed era stata già presentata alla Camera, con esito positivo. L'opposizione repubblicana in Senato, però, l'aveva fatta bocciare.

Adesso, dopo il recente capovolgimento politico delle ultime elezioni che hanno visto trionfare i repubblicani, Obama ha preferito non inserire nemmeno la proposta del Cap and Trade nella finanziaria: il rischio di vedersi bocciare tutto il piano economico per garantire il vecchio diritto delle aziende americane a far ciò che vogliono ha suggerito al presidente americano di abbandonare i suoi propositi ambientalisti. Resta in vigore, però, il mercato delle emissioni voluto da Schwarzenegger in California.

Via | M&C
Foto | Flickr

Marea nera: Bp, Hulliburton e Transocean colpevoli

Marea nera: Bp, Hulliburton e Transocean colpevoli

La commissione di indagine voluta dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per far luce sulle responsabilità del disastro della Deepwater Horizon ha stabilito che le società coinvolte nella gestione della piattaforma e del disastro stesso sono colpevoli: Bp, Hulliburton e Transocean, per risparmiare, non hanno messo in atto tutte le misure di sicurezza necessarie.

Bp è accusata di non aver ben interpretato il “negative pressure test”, dal quale avrebbe dovuto capire che il pozzo Macondo non era ancora correttamente chiuso quando la piattaforma petrolifera è stata sganciata. Anche nell'utilizzare il cemento, nella prima fase delle operazioni post disastro, Bp non avrebbe usato la dovuta cautela.

Halliburton, che ha fornito il cemento, è ritenuta responsabile dalla commissione governativa di non aver testato a sufficienza il cemento stesso mentre Transocean, che è la società che aveva costruito la Deepwater Horizon (e moltissime altre piattaforme petrolifere nel mondo, Italia compresa), non avrebbe imparato la lezione da un incidente di minori dimensioni ma molto simile, avvenuto cinque mesi prima dell'esplosione della piattaforma nel Golfo del Messico.

Via | All Voices, anyzydywi
Foto | Wsj

Gli Stati Uniti ci riprovano: il lupo grigio non sarà più protetto?

Gli Stati Uniti ci riprovano: il lupo grigio non sar�  pi�¹ protetto?


Il lupo grigio non sarebbe più in estinzione negli Stati Uniti. Anzi, sta così bene che si può tornare a dargli la caccia. Almeno così la pensa qualcuno a Washington. Secondo quanto riporta l'Huffington Post, infatti, un dipendente del Dipartimento degli Interni avrebbe ammesso che il governo federale lancerà la proposta di togliere il lupo grigio dalle spece protette entro aprile, nella speranza di vederla approvata per fine 2011.

Non è la prima volta che un governo statunitense fa questo tentativo: negli ultimi sette anni ci hanno provato tre volte. L'ultimo era stato George Bush, ma l'allora appena eletto Barack Obama aveva congelato la proposta.

Ora si torna a parlare dell'argomento, senza però aver mai affrontato la vera questione di fondo: è vero che il lupo grigio è in ripresa, ma solo nelle poche aree protette dove è stato reintrodotto. Prima dello sterminio dei lupi ad opera dei cacciatori, però, questo animale popolava tutto il grande nord americano.

Via | Huffington Post
Foto | Flickr

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Wikileaks: senza accordo con la Cina Obama boicottò Copenhagen

Wikileaks: senza accordo con la Cina Obama boicottÃ�² CopenhagenGiunge da Wikileaks la conferma che il fallimento del vertice sul clima di Copenhagen sia stato causato dagli Stati Uniti, a causa del mancato accordo con la Cina sulla riduzione delle emissioni di CO2 in entrambi i paesi. Lo riporta il Guardian, confermando quanto già si intuiva dall'atteggiamento dei delegati dei due stati sia a Copenhagen che, in questi giorni, a Cancun.

Il vero vertice sul clima, in realtà, si era tenuto ben prima: a Singapore, ed era ovviamente bilaterale tra i due giganti dell'economia e delle emissioni. Non essendo stato trovato l'accordo a Singapore, per il rifiuto della Cina, Barack Obama diede mandato ai suoi delegati di seguire le indicazioni della grande industria americana: nessun passo indietro sulle emissioni, nessun passo avanti per il clima.

E' evidente, a questo punto, che neanche il vertice di Cancun può portare a nulla: non è stato preceduto da un accordo tra Cina e Usa. E, sinceramente, ce ne eravamo accorti anche senza Wikileaks...

Via | Guardian
Foto | Flikr

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Le multinazionali negazioniste: nomi e numeri dei finanziatori dei politici anti clima

Le multinazionali negazioniste: nomi e numeri dei finanziatori dei politici anti clima
Il negazionismo climatico si paga in dollari ed è un ottimo investimento. Lo si deduce dalle cifre fatte girare dalla Rete di Azione per il Clima (Rac) che ha pubblicato una lista di multinazionali che hanno finanziato alcuni senatori statunitensi contrari alle politiche di limitazione delle emissioni di CO2 e gas serra.

Nomi e numeri provenienti dal rapporto che la Commissione Elettorale americana ha pubblicato in occasione delle elezioni di mid term del presidente Barack Obama, che si terranno ai primi di novembre. Negli Stati Uniti, si sa, finanziare i politici è lecito ed usuale, ma si deve dire.

E, infatti, sono in molti ad averlo fatto e ad averlo dichiarato alla Commissione. A finanziare gli alfieri del diritto ad emettere gas serra sono state molte aziende direttamente interessate, anche europee come l’industria cementiera francese Lafarge che da sola, nel solo 2009, ha prodotto 15 milioni di tonnellate di CO2.

Lafarge ha sborsato 34.500 dollari, tutto sommato assai poco vista la portata dell'obbiettivo. Ma sapeva di essere in buona compagnia: Gdf-Suez ha dato 21.000 dollari mentre il gruppo tedesco della chimica Bayer, con 108.100 dollari, è l'azienda europea più spendacciona seguita dalla Basf con 61.500 dollari.

In totale Rac elenca movimenti di denaro per centinaia di migliaia di dollari. Tanti? No: l'anti-Kyoto val bene una messa...

Via | Meteo Web
Foto | Flickr
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