Eolico: quello che Sgarbi non dice

Il sindaco di Salemi chiama Striscia e racconta a milioni di italiani la truffa dell’eolico in Sicilia. Ma dimentica di raccontare i suoi affari, che con l’eolico fanno a cazzotti.

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Dopo l’operazione della Guardia di Finanza che ha portato in carcere il re italiano dell’eolico, è scoppiato il finimondo.


E c’era da aspettarselo. Tutti a dare contro le pale, tutti a parlare di mafia e devastazione del territorio.
Tutti, ma soprattutto uno: Vittorio Sgarbi.

Sgarbi, infatti, il giorno stesso dell’operazione Via col vento era in tv, su Striscia.

Di solito su Striscia Sgarbi ci finisce nella rubrica “i nuovi mostri”, ma stavolta la cosa è più seria.

Il sindaco di Salemi, infatti, ha portato quelli di Striscia a dare uno sguardo alle tante pale presenti sul territorio della provincia di Agrigento. E ha iniziato a sparare un po’ di sentenze.

Le riassumo:



  1. le pale sono tutte ferme





  2. le pale sono ferme perchè sono della mafia che, notoriamente, non è molto ecologista





  3. l’Unione Europea regala un milione e mezzo di euro per ogni pala, per questo tutte le vogliono fare





  4. le pale devastano il territorio


Le pale sono tutte ferme? No, non tutte. Ma molte, anzi troppe, sì.

Per quale motivo sono ferme? Perchè le gestiscono i mafiosi? No, la mafia non c’entra nulla anche se in alcuni casi le pale le hanno istallate veramente i mafiosi.

Molte pale sono ferme perchè la rete elettrica siciliana (ma non solo) fa abbastanza schifo: è vecchia, obsoleta, mancano le linee ad alta tensione. Il discorso è lo stesso di quello già fatto per la Sardegna.

Le pale sono tutte della mafia? Alcune, come dicevo, lo sono: operazione Eolo, metà febbraio 2009, la DDA scopre un intreccio mafia-politica che ruota intorno all’affare eolico proprio in Sicilia, specialmente nel trapanese, a due passi dal comune di Sgarbi.

I politici ci mettono le autorizzazioni, i mafiosi le opere civili: lo scavo, il dado di cemento, le stradine di collegamento. Non ci mettono le pale vere e proprie, perchè quella è tecnologia che si fa fuori dall’Italia.
In questo giro, gli imprenditori sarebbero legati alla mafia o, quanto meno, lavorerebbero con i clan. Tutto questo sempre secondo la DDA.


L’Ue regala un milione e mezzo di euro a pala. Vero, ma mica sempre…

In questo caso l’affaire Vigorito è esemplare: il presidente dell’Anev è accusato proprio di truffa per l’ottenimento dei fondi della legge 488, che sono fondi girati dall’Europa per le aree poco sviluppate dell’Unione.

I fondi della 488 te li danno anche per comprare i computer, per farti la flotta dei camion nuova, per fare una nuova sede all’azienda.

Solo che non ho mai sentito dire che chi compra i Pc con i fondi europei è mafioso o è un truffatore. Eppure di truffe sulla 488 ne hanno fatte milioni e milioni…

Sono leggi dello Stato e dell’Ue, se poi c’è truffa, questa può essere in ogni settore.

La differenza sta nel fatto che ogni pala eolica costa da uno a tre milioni di euro, istallata e allacciata alla rete, quindi nel settore i soldi devono girare per forza e quando qualcuno fa il furbo fa molto più rumore.

Le pale devastano il territorio? Questa è proprio una fesseria: le pale si piazzano sempre in posti ventosi, soprattutto crinali montuosi.

Zone scoscese, isolate dai centri abitati e con poca vegetazione intorno.
In questo modo si ottengono due risultati: il vento ha poche interferenze e le pale si vedono da lontano, sempre che non ci sia nebbia.

Come le metti, così le levi…

Mica parliamo di raffinerie o centrali termoelettriche. Quelle sì che devastano il territorio: aria, falda acquifera, terreni agricoli… va tutto a rotoli.

Con le pale eoliche no.

Ma allora come mai Sgarbi ce l’ha tanto con le pale?

Partiamo da due dati.

Il primo è che, nella sua stessa giunta, ha un assessore che la pensa in maniera opposta. Si tratta di Graziano Cecchini, quello arrestato per aver riempito Piazza di Spagna di palline.




Bene, questo signore è assessore al Nulla del comune di Salemi, quello dove Sgarbi è sindaco.

Più volte Cecchini si è detto contrario alla battaglia antieolica del suo sindaco e ne ha proposta una delle sue: abbattiamo la Tour Eiffel e dipingiamo le pale eoliche come se fossero delle grandi margherite.



Immaginatevi a chi dovrebbe essere affidato l’incarico di pitturare le pale…

Ad un artista, e chi se no? Meglio ancora se è quello che ha avuto l’idea!


Quindi, a Salemi, c’è qualcuno i cui interessi economici sono (o almeno vorrebbero essere) collegati alle pale eoliche. E non parlo solo di Cecchini.

Secondo dato, molto importante: Sgarbi è anche una linea aerea.

Esatto, una linea aerea. Per la precisione piccoli aerei da turismo per ricchi.

Con 1.500 euro vi fa fare un bel giro: si parte, casualmente, da Salemi e si arriva a Ragusa. Nel prezzo è incluso anche il pernottamento nel residence dei suoi soci ragusani, dove c’è l’aviosuperficie di atterraggio.
Si parte, si dorme e si torna. Per millecinquecento euro.

I posti sono molto belli, ve li consiglio io che nel ragusano ci vivo.

Ancora una volta casualmente Vittorio Sgarbi ha di recente intrapreso una nuova battaglia antirinnovabili. Questa volta contro il parco fotovoltaico ad inseguimento solare di Ragusa, contrada Mendolilli.

Si tratta di un parco realizzato da una azienda ragusana per conto di investitori tedeschi. Quattro megawatt totali, due a terra e due sugli inseguitori.

Per capirci, è molto simile a quello che vedete qui sotto, ma più grande.



Sgarbi ha definito quel parco “il cimitero fotovoltaico di Mendolilli”.

Vi chiederete: perchè Sgarbi se la prende pure con il fotovoltaico?

Risposta: perchè quel parco fotovoltaico sta nella collina di fronte l’aviosuperficie del suo socio ragusano.

Ora vi voglio fare una domanda: se vi chiedessero 1.500 euro per salire su un aereoplanino a Salemi, schivare le pale eoliche (per non avere problemi), schivare il petrolchimico di Gela (perchè è area interdetta al volo) e poi atterrare a due passi da un parco fotovoltaico che sbrilluccica maledettamente sotto l’impietoso sole siciliano, voi lo fareste?

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