Le peripezie nucleari di Raffaele Lombardo

Il governatore della Sicilia ha ricevuto l’illuminazione: nucleare? Mai sia! Ma quante volte ha cambiato idea Lombardo sulla questione energia? Troppe…


Oggi vi racconto perchè non ci si può fidare di Raffaele Lombardo quando dice che è contrario al nucleare in Sicilia.


La notizia più fresca è quella di martedì: nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2010 l’Assemblea Regionale Siciliana ha detto no al nucleare approvando un ordine del giorno presentato dai deputati del Pd Giovanni Barbagallo e Giacomo Di Benedetto che impegna il presidente a non permettere l’istallazione di impianti sull’isola.

Inizialmente Lombardo aveva affermato che avrebbe interpretato l’ordine del giorno come una “raccomandazione”. Poi, visto l’esito della votazione, ha affermato:
Per quanto riguarda il nucleare in Sicilia, io ero perche' si decidesse con un referendum alla luce di   condizioni di sicurezza e convenienza. Visto che l'Assemblea  Regionale Siciliana, che ha votato unanimemente, ha espresso un  parere diverso, bocciando questo tipo di risorsa energetica, mi  adeguero' e mi faro' paladino di questa posizione. In democrazia  bisogna rispettare la volonta' della maggioranza
Dinamica politica ben descritta dal solito e ottimo siciliainformazioni.it
Ma dopo aver ascoltato gli interventi dei deputati in aula, Lombardo, che aveva garantito di accogliere l'odg del Pd come raccomandazione, ha espresso parare favorevole all'atto di indirizzo
Uno strenuo difensore della democrazia, se non fosse che la stessa notte è stata votata anche la fiducia al Lombardo Ter e il Pd ha detto sì…

Il problema, però, è che Lombardo ha fatto il solito giochetto: sui temi spinosi decide di non decidere, perde tempo e fa incancrenire la situazione.

Poi, per sbloccare la situazione (in un senso o nell’altro, poco importa), è disposto a tutto. Persino a cambiare maggioranza (attualmente è appoggiato da Mpa, mezzo Pdl e Pd: un incrocio tra un minestrone e un fritto misto all’italiana) e, conseguentemente, assessori.

Per fortuna che esistono le telecamere, che hanno registrato fedelmente le parole e le smorfie di fastidio del governatore siciliano quando era favorevole al nucleare in Sicilia, con una posizione tra l’altro abbastanza articolata:



Queste parole Lombardo le ha pronunciate il 13 marzo 2009 quando invitò a Palermo il mitico consulente Jeremy Rifkin, notoriamente contrario al nucleare, a battezzare il piano energetico siciliano (che Rifkin manco aveva letto, evidentemente si fidava…).

Quel giorno, in un auditorium dell’Università di Palermo pieno di matricole in estasi, Rifkin tenne una lectio magistralis sulla sua famosa terza rivoluzione industriale.

I giovani piangevano dalla felicità, Lombardo ogni tanto sbadigliava dalla noia.

L’ho visto con i miei occhi, non mento. Ma si sa che Lombardo è uno iperattivo che dorme tre ore a notte, quindi un po’ di sonno ci può stare durante un pippone di un’ora fatto da un professore conosciuto il giorno prima.

Una situazione del genere l’avevamo già vista per i rifiuti e i termovalorizzatori: sì, no, nì, no ma, forse che…

Ad oggi, la posizione di Lombardo su rifiuti e termovalorizzatori è incerta: dipende se si fa il piano a o il piano b. Ma tanto non sono cose importanti, poi si vedrà.

Neanche dodici ore dopo la notte dei lunghi coltelli nucleari a cavallo tra il 19 e il 20, Lombardo era a Catania a battezzare l’accordo Enel-Sharp-St di cui vi ho parlato qualche giorno fa. Aggiungo solo che, su questo accordo, iniziano ad arrivare le prime dichiarazioni preoccupate del sindacato.

Io, mentre Lombardo firmava cambiali in bianco, mi stavo leggendo La Sicilia a pagina 3: una splendida intervista al governatore siciliano firmata da Tony Zermo, come sempre molto preoccupato sul futuro del settore energia in Sicilia:
D: E per quanto riguarda il rigassificatore di Priolo?
R: Stiamo esaminando come stanno le cose. C’è stato un referendum negativo, io mi sono impegnato entro domenica a guardare tutte le carte. Non sono chiuso a nessuna soluzione, io sono perchè le cose si facciano, a patto che si facciano bene tutelando la salute della gente. Ripeto la mia formula: ci vuole sicurezza e convenienza.
Entro domenica si vuole leggere tutte le carte? In bocca al lupo!

Dimenticavo, Lombardo dorme poco…

Certo, se le poteva leggere prima. E’ anche vero, però, che chi doveva leggersele per tempo, all’assessorato Territorio e Ambiente, non lo ha fatto. Perdonato.

Chiudo La Sicilia, mi rimetto al computer e leggo un’altra notizia interessante: a Roma, presso il Ministero per lo Sviluppo economico, è ripartito il confronto per l’attuazione dell’Accordo di Programma per la Chimica nell’area industriale di Priolo siglato nel dicembre del 2005.

Roba vecchia, vecchissima, più di cinque anni visto che la bozza è del 22 dicembre 2004.

Volete sapere cosa contiene quell’accordo? Qui c’è il testo completo e qui una sintesi.

La ultra sintesi ve la faccio io: si tratta di “reindustrializzare” Priolo riempiendo nuovamente di industrie chimiche i lotti del polo pertrolchimico che sono stati abbandonati nel corso degli anni.

Ruolo centrale dell’accordo è il “bilanciamento del cracking”. Il cracking, a sua volta, è un processo attraverso il quale si ottengono idrocarburi paraffinici leggeri per rottura delle molecole di idrocarburi paraffinici pesanti.

Lavoro da raffineria alla fine del quale, tra mille altre sostanze, si produce anche etilene che, a sua volta, è alla base del 30% dei prodotti chimici prodotti dall’industria.

Il bilanciamento del cracking consisterebbe nel fatto che si andrebbero ad impiantare a Priolo nuove aziende consumatrici di etilene come l’”impianto glicol etilenico” citato dall’Accordo di Programma.

Oggi come oggi, invece, l’etilene (che è tanto utile alla chimica quanto pericoloso per l’uomo: infiammabile, esplosivo, se inalato causa nausea e svenimenti) fa parecchi giri in Sicilia sud orientale.

In sostanza viene palleggiato, via gasdotto, tra i tre impianti Eni Polimeri Europa di Gala, Ragusa e Priolo.

Gela e Priolo lo producono, Ragusa lo consuma per fare imballaggi alimentari, plastica per serre, rivestimenti per cavi e altre robine simili.

Recentemente, causa crisi internazionale, lo stabilimento Polimeri Europa di Ragusa è in crisi. Sarà per questo che a Priolo e Gela non sanno più che farsene dell’etilene e sono “sbilanciati”…

Abitate tra Caltanissetta, Ragusa e Siracusa e vi piace girare per le campagne?

Di sicuro, allora, avrete visto apparecchi del genere



Si tratta di una “cameretta” dell’etilenodotto Gela-Ragusa-Priolo: un serpentone di tubo che si snoda tra tre province siciliane per fare proprio il lavoro che vi ho appena raccontato.

Volete sapere da dove passano i tubi? Difficile, ho cercato una mappa per ore senza trovarla. Ma vi do una dritta: dove passa il tubo troverete un cartello come questo


E indicazioni stradali come questa


Seguite le indicazioni e vi ritrovate faccia a faccia con la cameretta, sulla quale c’è sempre un cartello abbastanza esplicito


Vi invito a non confondere il passaggio dell’etilenodotto con quello del metanodotto, che porta il metano tra una città e l’altra (se siete fortunati). Il paletto che indica il passaggio del metano è questo





Il problema, però, è che sotto al culetto degli abitanti del fortunato lembo di Sicilia che va da Gela a Priolo, passando per Ragusa, c’è un groviglio di tubi non indifferente: etilenodotto, metanodotti vari e persino l’oleodotto Ragusa-Priolo.

Si tratta del tubone dal quale, pochi giorni fa, è uscito misteriosamente un fiume di petrolio nella zona tra Palazzolo Acreide e Rosolini.


Se avete avuto la forza e il coraggio di arrivare alla fine di questo post allora avrete già capito quanto contano, in Sicilia, le dichiarazioni di principio e le prese di posizione “irremovibili” in fatto di energia.

Comprese quelle del governatore Lombardo che, probabilmente, per “cameretta” intende quella dove dorme suo nipote…


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