Energia, denunce, promesse e giornalisti

Raffaele Lombardo continua a spacciarsi per il salvatore della patria. Ma la patria la governa lui…

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Dopo l’ultima capriola sul nucleare, il governatore della sempre più in crisi Sicilia, Raffaele Lombardo, prosegue sulla linea inaugurata da pochi giorni e se la prende anche con le multinazionali dell’energia.


La nuova posizione, come ormai solito per Lombardo, non viene portata avanti dal governatore in persona ma dall’assessore di turno. In questo caso in neo acquisto all’Energia Pier Carmelo Russo.

Russo è stato protagonista, mercoledì, di una corposa Conferenza Stato-Regioni durante la quale si è palesato, e allargato, il fronte del no al nucleare. Poco importa che il governo abbia già risposto con un simpatico “macchissenefrega”, ciò che importa è la relazione di Russo.

L’assessore, in pratica, è andato a Roma per fare l’ambientalista:
La Sicilia non ha piu' margini di tollerabilita' ambientale che consentano l'insediamento di impianti nucleari.
Tutto questo perchè in Sicilia ci sono già i siti petrolchimici-energetici di Gela, Priolo e Milazzo
Si tratta di impianti che, secondo gli studi dell'Ebm (Evidence Based Medicine), hanno già comportato gravi effetti sui livelli di salubrità collettiva e sulle condizioni individuali, dei quali allo stato non è data la possibilità di prevedere l'ulteriore durata. Non è anzi escluso che fenomeni patogeni particolarmente gravi possano acquisire carattere di permanenza, laddove incidano a livello genetico. La Sicilia e i siciliani hanno sopportato e sopportano in sostanza, nell'interesse nazionale, un peso che non può rimanere estraneo al dibattito sull'energia nucleare.
Ma c’è di più: per i danni già causati dalle multinazionali del petrolio, la Sicilia vuole chiedere i danni,
il risarcimento dovuto ai siciliani per la maggiore spesa sanitaria sopportata, per il disagio territoriale e per i danni ambientali subiti. Non è difficile individuare la fonte del prelievo: se la causa è stata la produzione petrolifera è dalle accise che dovrebbero pervenire le somme da versare alle casse regionali a titolo risarcitorio e per un lasso di tempo sufficientemente congruo
Insomma, la Sicilia batte cassa e si propone come paladina dell’ambientalismo d’assalto. Ma anche dell’ultimo minuto e, se proprio dobbiamo dirla tutta, la posizione assunta da Russo non è che sia trasparentissima.

Incuriosisce, ad esempio, che parole così forti contro la grande industria del petrolio siano state pronunciate proprio nel bel mezzo, tra le mille altre, della vertenza Eni a Gela.

Come dire, se proprio non ci vogliono dare i piccioli almeno ci sediamo al tavolo col broncio, magari Scaroni si mette paura e licenzia qualche operaio in meno.

Ma torniamo, per un attimo al nucleare per registrare una delle tante posizioni negative di cui il governo nazionale ha deciso di fregarsene.

Ricordate le cartoline anti nucleare da Ragusa? Bene, negli ultimi giorni di atomo si è parlato molto nelle segrete stanze della politica iblea e la giunta comunale ha deciso che era meglio prendere una posizione ufficiale. Contraria al nucleare “tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo”.

Scontato il fatto che anche altri comuni si stanno attrezzando con delibere del genere. Tutte formalmente inutili anche perchè, se la memoria non mi tradisce, il ministro Scajola un’idea su dove piazzare la centrale nucleare in Sicilia ce l’ha già: Termini Imerese.

Vuoi vedere che tutta sta crisi alla SicilFiat, alla fine della fiera, porterà gli abitanti della zona ad abboccare all’amo della riconversione nucleare?


Vuoi vedere che, a Scajola, tutto sto casino che sta succedendo a Termini in fondo in fondo non dispiace?

Ma lasciamo la fantapolitica energetica (si potrebbe passare per millantatori o, peggio ancora, per Cassandre) e torniamo alla Conferenza Stato-Regioni. Russo ha saggiamente evitato di trattare un argomento molto importante per la Sicilia: il rigassificatore di Priolo-Melilli.

Di tutto ha parlato a Roma, tranne che del terminale Gnl che è, tanto quanto i poli petrolchimici e le centrali atomiche, di interesse più nazionale che regionale. Tuttavia, neanche una parola.


Questo perchè, detto tra noi, si spera che accontentando Erg con il terminale l’azienda si impegni poi a rilanciare il settore della chimica nel siracusano.

E poi, dulcis in fundo, c’è la questione termovalorizzatori e rifiuti.

Qui Lombardo l’ha sparata in prima persona, in commissione Antimafia:
La gestione dei rifiuti e dell'acqua in Sicilia è in mano alla mafia
Parola di Raffaele che, mi risulta, è al potere da quasi due anni e che, ne sono certo, ha cambiato idea in merito alla gestione dei rifiuti e ai termovalorizzatori un migliaio di volte.

Questa volta, però, il botto è grosso. Anche se i giornali locali siciliani non se ne sono accorti

Ricapitoliamo: sul nucleare Lombardo ha cambiato idea più volte, sui rifiuti e i termovalorizzatori Lombardo ha cambiato idea più volte, sul settore chimica ed energia gioca a scacchi con le multinazionali e sul rigassificatore, dopo aver cambiato idea, resta ancora vago.

Ma chi cacchio la governa la Sicilia?


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