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Petrolio in Basilicata: i dubbi del Pdl e l'"Operazione Verità"

Petrolio in Basilicata: i dubbi del Pdl e l\'\"Operazione Verit� \"


Il Pdl lucano si interroga sulle estrazioni di petrolio in Basilicata. Non solo gli ambientalisti, quindi, hanno dubbi sullo sviluppo economico del Texas d'Italia anche se, è bene dirlo, quelli avanzati dal Pdl sembrano molto più economici che di altro tipo.

I consiglieri regionali del Popolo della Libertà, infatti, hanno preparato un pacchetto di interrogazioni parlamentari riguardanti la gestione del petrolio per fare il punto degli ultimi dieci anni di storia delle estrazioni. Il tentativo, dicono, è di "conoscere la verità" tramite nove interrogazioni che riguardano temi come i Protocolli di intesa con le società petrolifere, i benefici finanziari, le ricadute economiche, le ricadute sull'ambiente, l’occupazione nelle aree interessate dalla coltivazione, i cambiamenti della struttura sociale ed economica:

L’abbiamo voluta chiamare provocatoriamente “Petrolio: operazione verità”, perché il settore in Lucania ha troppe zone di ombra partendo da come sono utilizzate le royalties da Regione e Comuni e con quali benefici, dal valore economico assoluto e relativo delle stesse, dai motivi perchè i protocolli di intesa siano praticamente disattesi. L’obiettivo è di portare a conoscenza della pubblica opinione, attraverso l’attività istituzionale, il fenomeno ‘Petrolio’ nelle sue varie letture e angolazioni

Berlusconi: "attacco con tre Scanzano Jonico!"


Il Premier non ha dubbi: le centrali nucleari si faranno, con le buone o cone le cattive...
Che leader, che macho! Ammazza...
Il silvione nazionale pensa in grande: tante centrali, in pochissimo tempo, a tutti i costi.

Ci voglia anche l'esercito, la cavalleria, i sabotatori, i parà della Folgore... ma si devono fare e subito.

L'idea è quella di esportare il modello campano, dove l'esercito ha presidiato le discariche e i siti contestati portando alla parziale risoluzione del problema.

Se non fosse, però, che in Campania l'esercito effettivamente aveva un senso, anche se non era gradevolissimo da vedere. Tra una discarica e una mozzarella di bufala, infatti, da quelle parti c'era un cancro malavitoso grosso come un miliardo di inceneritori...

Per il nucleare, si spera, si sceglieranno siti "camorra-free". A meno che non si vogliano fare fare soldi alla criminalità organizzata anche in questo campo... ma allora perchè non mettere un casalese a dirigere la peritura Sogin?

Tornando alla notizia: se serviranno Berlusconi manderà i militari a presidiare i siti. Quindi anche quelli scelti (se mai si sceglieranno) per i rifiuti radioattivi.

Ora, mi chiedo io, per mandarli a guardare munnezza, per mandarli a guardare fusti radioattivi, per mandarli in entrambi i casi a prendersi sputi e insulti dalla popolazione locale... ma cosa gli avranno fatto mai di male i militari a Berlusconi?

Si sospetta un caso di nonnismo durante la naja.

Le mani del Governo sul petrolio lucano?



Il Ddl Sviluppo, uno strano comunicato stampa, un pozzo di soldi in arrivo...

Su un blog lucano ho trovato una notizia dai molti aspetti interessanti.

Si tratta della nuova procedura di concessione delle licenze per esplorare il territorio in cerca di idrocarburi e per estrarre gli idrocarburi stessi.

Tali autorizzazioni, secondo la nuova norma, non prevederebbero più il passaggio dalla Regione competente: basta un accordo con il Governo nazionale per iniziare a trivellare.

La procedura è inserita nel Ddl Sviluppo, da pochi giorni approvato al Senato e di cui ho già evidenziato altri aspetti interessanti per il sud Italia.

La pesante critica a questa scelta, invece, è contenuta in un ancor più pesante comunicato stampa del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Basilicata, che afferma (testualmente) che la Basilicata in questo modo viene trattata come la Nigeria o altri paesi africani.

La cosa che mi stupisce, in tutto questo, è che il comunicato stampa in questione (intitolato “Le mani del Governo sul petrolio lucano”) non sembra nemmeno la classica comunicazione istituzionale ma, al contrario, pare quasi un appassionato post di un blog locale.

Fatto sta che, per correttezza, va detto che la Basilicata un po' ci perde ma molto ci guadagna: nello stesso Ddl Sviluppo, infatti, è contenuto anche l'aumento delle accise sui prodotti petroliferi dal 7% al 10%.

E considerando che già oggi i lucani guadagnano oltre 100 milioni di euro l'anno di royalities forse non hanno solo motivi per recriminare. Anzi, c'è chi è stato trattato molto peggio...

Royalties: quanto rende la trivella.


La trivella rende oltre 260 milioni di euro l'anno. Tutti i dati ufficiali dell'Unmig.

L'Unmig, l'Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia, ha appena fornito i dati sulle royalties pagate dalle aziende petrolifere a Stato e Regioni in cambio delle concessioni a estrarre petrolio e gas naturale.

E sono dati interessanti: la regina si conferma essere la Basilicata (il Texas italiano) che fa incetta di introiti con oltre 100 milioni di euro di incassi da royalties. Ma ecco la lista completa:




  1. Basilicata   
    102.685.455,30




  2. Emilia Romagna   
    12.693.022,16




  3. Calabria   
    6.670.316,82




  4. Puglia   
    3.786.024,36




  5. Molise   
    1.428.354,79




  6. Piemonte   
    1.351.562,40




  7. Sicilia   
    643.516,42




  8. Abruzzo   
    312.051,91




  9. Marche   
    146.472,50



Per un totale di  129.716.776,66 di euro. A questi vanno aggiunti altri 113.523.213,04 di euro che spettano allo Stato per le perforazioni in alto mare.

Se per lo Stato 113 milioni non sono moltissimi, per una regione come la Basilicata è evidente che 102 milioni sono la manna dal cielo. Cifre del genere la dicono lunga sulla "attrattività" dell'industria mineraria, specialmente al sud.

Anche perchè, nel caso della Basilicata, quasi 40 milioni provengono dalla Shell, quindi sono da considerare come finanziamenti esteri. Nel caso della Sicilia, invece, quei seicento e rotti mila euro di royalties sono tutti pagati da Eni, quindi si possono considerare un finanziamente indiretto dello Stato italiano.

Forse è per questo che il Presidente Lombardo insiste tanto per far spostare in Sicilia la sede legale delle aziende che operano nel settore petrolifero della raffinazione e produzione di energia?

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