
Troppi soldi pubblici a trainare le fonti rinnovabili e le banche iniziano ad aver paura: Giuseppe Mussari, presidente dell'Associazione Bancaria Italiana (la famosa sigla "Abi" di ogni conto corrente) parla apertamente di rischio "bolla speculativa":
Il settore delle energie rinnovabili e' a rischio di 'bolla speculativa' poiche' e' sostanzialmente basato sulle sovvenzioni pubbliche che potrebbero venire meno. I conti economici di queste imprese senza le provvidenze statali non reggerebbero. Avere investito nell'installazione del pannello o del mulino a vento ha determinato la creazione di un sistema economico garantito da soldi pubblici e quindi il rischio di una potenziale bolla speculativa pronta a esplodere
Nulla di nuovo, in realtà, se non fosse che a dirlo sono le banche che, fino a ieri, con le rinnovabili facevano grandi affari. Magari non con i grandi parchi fotovoltaici a terra o con i parchi eolici di grandi dimensioni, che di solito sono finanziati dai fondi di investimento stranieri, ma di certo con gli impianti di medie dimensioni, come i tetti fotovoltaici dei capannoni industriali.




