L'incauto ottimismo di Riccardo Iacona sulle rinnovabili


Dal nucleare alle rinnovabili

Ieri è stato il giorno del ricordo di Fukushima, ad un anno dalla tragedia (triplice) del terremoto, dello tsunami e della catastrofe nucleare. Diverse televisioni italiane hanno mandato in onda speciali e reportage sull'argomento, compresa Rai Tre che ha dedicato a Fukushima mezza puntata di Presa Diretta. Di e con Riccardo Iacona.

Il reportage, firmato da Alessandro Libbri, fa il punto della situazione nel Giappone sostanzialmente post nucleare (attualmente solo un reattore nucleare su 54 è in funzione perché gli altri sono stati spenti per eseguire i test e aggiornare le procedure di sicurezza anti terremoto e anti tsunami).

Non conosco il Giappone, men che meno Fukushima, visto che non ci sono mai stato ma data la somiglianza del reportage di Libbri con molti altri servizi e speciali dedicati allo stesso argomento (primo fra tutti, per restare in Italia, quello di Pio d'Emilia per Sky Tg24) suppongo la ricostruzione fatta da Presa Diretta sia abbastanza veritiera.

La grande delusione, invece, è venuta dopo. Con la seconda parte della puntata che trattava delle rinnovabili e del risparmio energetico, come alternative al nucleare e al petrolio e gas. Premetto che attendevo la puntata di ieri da una settimana proprio per questa seconda parte e, soprattutto, per il lancio di Iacona: "Siamo sicuri che ce la possiamo fare con le rinnovabili?", più o meno diceva questo.


Mi attendevo una bella puntata critica, fatta bene, che mettesse in luce le infinite contraddizioni dello sviluppo delle rinnovabili in Italia. Sono rimasto molto deluso: da Iacona e dai suoi inviati è arrivato uno spot privo di approfondimento critico, molto poco tecnico e troppo ideologico.


Lo spot inizia con l'intervento del chimico del CNR Nicola Armaroli, che mostra alcune slide dalle quali emergono le percentuali della nuova potenza elettrica installata in Italia nel 2011. Il problema, però, è che quelle statistiche servono a molto poco perché si riferiscono non al totale dell'energia elettrica che si produce nel nostro paese ma solo ai nuovi impianti costruiti e allacciati alla rete.

E prende il 2011 come anno di riferimento, cioè esattamente il periodo del boom del fotovoltaico in cui sono entrati in funzione migliaia di impianti progettati ai tempi del Terzo Conto Energia ed allacciati alla rete con il Quarto Conto Energia, molto più povero.

Impianti, poi, in gran parte a terra su suolo agricolo. Cioè proprio il tipo di impianti che non si possono più incentivare a causa della recente, e a mio avviso discutibilissima, presa di posizione politica del governo tecnico. Come si fa a dire che il mercato sta cambiando se si prende in considerazione un solo anno che, tra l'altro, fa storia a sé visto che è stato caratterizzato da un quadro normativo e di incentivi già sostituito con uno peggiore?

La seconda slide non è da meno: un confronto tra la potenza installata complessiva in Europa nel 2000 e nel 2011. Che non vuol dire, purtroppo, potenza elettrica realmente prodotta. Non ho a disposizione i dati europei, ma quelli italiani sì e sono anche più recenti (fonte GSE): nel 2011 quasi il 25% della energia elettrica realmente prodotta a consumata in Italia veniva da fonte rinnovabile.

Facciamo le pulci ai dati: su 84mila gigawattora prodotti dalle fonti rinnovabili più della metà, 46mila, provengono dall'idroelettrico. Che in Italia si fa da cent'anni. Fotovoltaico ed eolico fanno circa 10mila gigawattora a testa. Questi i numeri, ditemi voi dov'è la rivoluzione.

Sia chiaro, che il 25% della produzione di energia elettrica in Italia sia rinnovabile è una ottima notizia, ma impone anche la riflessione: l'eolico (che ha una producibilità reale molto più alta del fotovoltaico) è stato stroncato dagli amanti del paesaggio, che con una frequenza sconvolgente di solito sono anche amanti del nucleare. Il fotovoltaico è stato massacrato da 4 conti energia, un decreto "Ammazzarinnovabili" by Paolo Romani e una legge Salva Alcoa che hanno gettato nel panico gli investitori. Colpo di grazia con l'abolizione degli incentivi per il fotovoltaico agricolo voluto, si dice, dal ministro dell'Agricoltura Mario Catania.

Italia 100% rinnovabile?

Ma tutto questo è niente in confronto all'affermazione che "se volessimo alimentare al 100% il nostro paese con il fotovoltaico ci basterebbe coprire di pannelli una superficie pari alla provincia di Piacenza". Questa è grave, proprio grave.

Piacenza a parte, i problemi sono due ed entrambi serissimi: il primo è che non abbiamo accumuli a sufficienza per fare scorta di energia per la notte e le giornate poco soleggiate. A meno che quelli di Presa Diretta non riescano a trovare un modo per far produrre energia elettrica ai pannelli fotovoltaici anche al buio. E poi, soprattutto, anche se ciò fosse possibile la rete elettrica italiana andrebbe in tilt al primo giorno.

Lo dico e lo ridico ormai da anni, sono quasi stufo: non si possono diffondere false illusioni sulle rinnovabili tra la gente senza tenere in conto i limiti tecnici imposti dalla fisica. Dire che già oggi, coprendo l'Italia di pannelli fotovoltaici, si possa dire addio a petrolio e (soprattutto) gas naturale, è una fesseria.

Dopo centinaia di articoli e post sulle rinnovabili sentire queste cose su Rai Tre, in prima serata, mi spappola il fegato e mi fa venire voglia di mollare tutto e immolarmi paracadutandomi sui reattori fusi di Fukushima. Ma andiamo avanti che la puntata è ancora lunga, mi suiciderò un'altra volta...

Andando avanti con lo speciale di Presa Diretta finalmente sento pronunciare qualcosa di importante e realistico: i pannelli fotovoltaici costano un sacco di soldi e, se li vuoi mettere sul tetto, devi anticipare almeno 10-15mila euro. Santissime parole.

Quindi uno degli obbiettivi dovrebbe essere quello di supportare i cittadini con una buona politica di incentivazione, ma la parola "incentivi" non viene pronunciata praticamente mai durante la puntata. Incredibile come siano riusciti a girare intorno alla questione senza affrontarla con le palle in mano. Lo vogliamo dire o no che se lo stato non caccia i soldi i pannelli non spuntano da soli come i fiori?

Vogliamo finirla di abbindolare le casalinghe di Voghera e di Butera con la fesseria che gli incentivi fanno scoppiare le bollette? Lo vogliamo dire che se le bollette aumentano meno di metà dell'aumento è dovuto alle rinnovabili e il grosso a petrolio e gas?

Pausa, perché dopo questa grande verità si passa a raccontare un interessante progetto del comune di Casalecchio di Reno e del suo assessore Beatrice Grasselli (che, ad occhio, sembra una che dell'argomento ne capisce parecchio): se non hai spazio sul tuo tetto puoi usufruire dello spazio su un tetto di un edificio pubblico comunale. L'idea è buona perché abbatte i costi: 3 kW sul tuo tetto costano molto, 3 kW su un tetto che ne ospita 30 costano molto meno.

Poi l'assessore Grasselli che, ripeto, è una che ha capito tutto della questione, afferma che questo progetto non è altro che la testa d'ariete per diffondere un'altra tecnologia nel suo comune: il solare termico. La Grasselli, evidentemente, è molto aggiornata e sa che a breve dovrebbe arrivare il primo Conto Energia per le rinnovabili termiche.


Riscaldare sprecando meno

Ottimo, invece, l'approccio al risparmio energetico con la visita di tre appartamenti passivi, o quasi passivi. Uno dei quali (quello con cui si chiude la puntata) è quello del meteorologo Luca Mercalli famoso per le sue apparizioni a Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Certo, tre case a risparmio energetico occupano parecchio spazio in una trasmissione sola. Forse se ne poteva togliere una ed essere meno sintetici sui limiti del fotovoltaico. Fatto sta che Presa Diretta fa un altro spot nello spot: quello in favore del riscaldamento dal pavimento.

Qui la cosa non è proprio certissima. Nel senso che è assolutamente certo che faccia risparmiare enormemente sul metano o sugli altri combustibili usati per riscaldare casa, ma è anche vero che questo tipo di riscaldamento non è esente da problemi: troppa umidità in casa, che porta ogni tanto a qualche muffa e aiuta lo sviluppo di acari e zanzare. Qualcuno ha avuto anche problemi di varici. Per maggiori informazioni vi invito caldamente a farvi un giro nel forum EnergeticAmbiente dove troverete tutto.

Poi si torna al fotovoltaico e all'industria italiana del fotovoltaico. E qui, finalmente, c'è un accenno alle difficoltà derivante dal continuo ping pong degli incentivi. Per non parlare dell'assenza di un Piano Energetico Nazionale...

 

Presa Diretta accenna al fatto che il paese abbia "un problema". Stupefacente, però, il fatto che si faccia solo un minimo accenno alle centinaia di addetti del fotovoltaico attualmente in cassa integrazione. Qui non si tratta di "avere un problema", qui si parla di una industria neonata e già morta. Se l'argomento vi interessa vi consiglio il blog di Lucia Navone, troverete parecchio.

Parola di ministro

Tutto questo porta all'intervista al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Una intervista, diciamolo, troppo troppo troppo morbida: fatti una domanda e datti una risposta.


Con Clini, al Ministero da 20 anni, che afferma: "Stiamo lavorando al piano energetico", nega quasi l'incertezza sugli incentivi e apre pure al carbone pulito. Passando per "siii, dobbiamo... siii vogliamo". Senza parole: è vero che è ministro da novembre, ma è altrettanto vero che sul suo tavolo sono passate tutte leggi sull'incentivazione delle fonti rinnovabili, dal terribile Cip6 al decreto AmmazzaRinnovabili al Quarto Conto al Quarto Conto e Mezzo, cioè il Quarto Conto Energia variante-Veronica senza fotovoltaico agricolo con contorno di tentata speculazione sulle serre fotovoltaiche e realizzato colpaccio per Difesa Spa.

Ma lui sta lavorando e quelli di Presa Diretta lo lasciano lavorare...

Prepariamoci

Torniamo alla puntata: si guarda al futuro:

 

Interessante l'accenno al fotovoltaico/clorofilla per produrre la fotosintesi artificiale. Ma, onestamente, lo vedo più da Super Quark che da Presa Diretta visto che non si tratta di una tecnologia attualmente disponibile, è una delle frontiere della scienza che oggi non ha ancora applicazioni pratiche. Al massimo stava bene in una puntata sui precari della ricerca...

Discorso identico sull'energia da vibrazioni, altra ricerca italiana interessantissima ma che oggi non trova alcuna applicazione industriale reale. Fa piacere, però, che il ricercatore che l'ha inventata non è più precario ma ha avuto il contratto. Almeno questo!

La puntata finisce con la visita a casa di Luca Mercalli, in occasione dell'uscita del suo libro "Prepariamoci"


Occasione buona per parlare, oltre che di rinnovabili e risparmio energetico, anche di decrescita e broccoli coltivati nell'orto. Devo dire che invidio moltissimo a Mercalli la villetta, fatto salvo il pavimento radiante sul quale nutro i dubbi di cui sopra.

Ma qui c'è Iacona che si supera con i CHILOVATTORI... cosa aggiungere?

Solo una cosa: grazie per la puntata, che avrà certamente messo molto entusiasmo in chi l'ha vista e non conosce il problema. Ma, per la prossima, è lecito chiedere che quando si parla di rinnovabili non si gridi al miracolo, si espongano tutti i limiti che hanno, si dica che ancora non possono essere la soluzione a tutti i problemi dell'Italia e del mondo e si faccia notare, ad esempio, che servono investimenti pubblici titanici (ad esempio quelli sulla rete elettrica e sugli accumuli) per renderle una reale soluzione a una parte dei problemi?

Sarebbe una puntata un po' meno televisiva, forse, ma molto più utile.

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