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La superpetroliera al varo da Trapani




Copio e incollo dall'Agi, visto che è già bella dettagliata, aggiungo solo che qualche mese fa il cantiere è stato sequestrato per piccole irregolarità sulla sicurezza degli operai...

(AGI) - Trapani, 21 mag. - Hanno preso il via le operazioni per il varo tecnico della “Marettimo M.”, la piu’ grande petroliera mai costruita in Sicilia, realizzata dal gruppo Satin-Cantiere navale di Trapani. La nave, un autentico gigante del mare, dalla lunghezza di 136 metri, 26 di larghezza e 18 mila tonnellate di portata, sara’ messa definitivamente in mare venerdi’. Le operazioni, molto delicate considerato le grandi dimensioni della nave, sono partite questa mattina. Lo scafo della petroliera era stato gia’ spostato nei giorni precedenti, grazie a dei carrelli speciali della compagnia olandese Mammoet, che hanno permesso di posizionare la petroliera sulla banchina in direzione della nave semi-sommergibile “Fjell” della Fairstar. All’alba la “Marettimo M.” ha continuato lo spostamento sui carrelli, fino a salire a bordo dello speciale pontone “Fjell”, che nel pomeriggio uscira’ dal porto di Trapani, per raggiungere il fondale necessario per immergersi: riempiendo i comparti zavorra, portera’ finalmente in acqua la petroliera che a questo punto verra’ rimorchiata all’interno del porto del capoluogo per essere completata. La nave e’ stata costruita interamente nel Cantiere navale di Trapani, commissionata dalla compagnia di navigazione Augusta Due. La maxi commessa di 40 milioni di euro e’ stata affidata al Gruppo Satin-Cnt nel 2006, ed ha impiegato una forza lavoro di circa 400 uomini, compreso l’indotto. “Marettimo M.” (M. sta per Mednav) e’ dotata dei piu’ avanzati mezzi di sicurezza, tra cui la doppia carena, un’intercapedine di circa 1,5-2 metri tra lo scafo esterno e le cisterne di carico che impedisce, in caso di collisione, che il carico si versi in mare. La nave, una “ice class”, ovvero dotata di particolari rinforzi che la rendono adatta a navigare anche nei ghiacciai, verra’ impiegata in Europa. Un autentico “gioiello” di ingegneria navale, costruita interamente dalle maestranze siciliane. (AGI)

Nucleare: tengo famiglia


sciopero

I sindacati scrivono al sottosegretario: non smembrate Sogin.

Da alcuni mesi la Sogin (quel pezzetto di Stato che, da una ventina d'anni dovrebbe "smontare" le vecchie centrali nucleari dismesse dopo il referendum) è tornata ad essere oggetto di discussione.
Per anni ha sonnecchiato tranquilla, distribuendo stipendi e consulenze senza rompere le scatole a nessuno. Ogni tanto capitava qualche piccolo incidente, dovuto all'età avanzata delle centrali (o di chi ci lavora, son sempre loro...), ogni tanto qualche fusto radioattivo veniva spostato, ogni tanto veniva piazzato sotto la pioggia a corrodersi, ma niente di particolarmente allarmante e grazie al cielo siamo ancora tutti vivi e in discreta salute.

Da quando il governo si è messo in testa di rifare il nucleare, però, si è voluto sbarazzare della Sogin progettando di "smontarla" in tanti pezzettini. Forse, volendo pensar male (e quindi probabilmente azzeccandoci) per distribuire i costi e le responsabilità: più sono piccoli i pezzetti di carne dello spezzatino, più la carne stessa sa di patate...

I sindacati non l'hanno presa benissimo: dopo una serie di scioperetti e sit-in l'ultima è una missiva a Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri. L'uomo più vicino al Cavaliere che ci sia...

Che dire, se scrivono a gente così in alto si vede che hanno paura veramente. Però ci potevano pensare anche prima... non è che alla Sogin, dal dirigente di turno all'operaio di primo pelo, si siano mai ammazzati di lavoro.

Ok, il pesce puzza sempre dalla testa e alla Sogin la testa è sempre stata un "politico", di nomina o di fatto. Ma, signori miei, il nucleare non è proprio la cosa più trascurabile del mondo...

GNL Gioia Tauro: domani i dettagli



Il Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, rivelerà domani alla stampa i dettagli del protocollo d'intesa che verrà firmato tra gli enti locali calabresi e la società che costruirà il rigassificatore con il placet di Legambiente.

L'iter va avanti e, parola della Regione Calabria, anche il rigassificatore di Gioia Tauro vedrà la luce. Si dice entro il 2014.
Il rigassificatore, fortemente voluto da politici e sindacati, tratterà circa 12 miliardi di mc/anno, il 50% in più della capacità dell'unico impianto del genere fino ad oggi costruito in Italia, quello di Panigallia.  

A dire il vero a volerlo è anche l'Europa, che lo ha in parte già finanziato con un piccolo stanziamento da 1,6 milioni di euro (ma probabilmente in futuro arriveranno altri fondi europei).

La cosa molto interessante, come spesso accade nel comparto dell'energia, è la composizione della società che lo costruirà: il 69,77% del capitale è detenuto dalla joint venture tra Iride (ex Azienda elettrica municipale di Torino) e Sorgenia (gruppo Cir, cioè De Benedetti, quello di L'Espresso-Repubblica) che è un noto "sponsor" di Legambiente.

Qualcosa mi dice che gli ecologisti non appoggeranno più di tanto i comitati spontanei locali no-rigassificatore...

Domani avremo tutti i dettagli dell'accordo. Ne riparleremo...

Cartoline da Milazzo



Una breve carrelata di immagini. Utili a chi vive lontano da una raffineria per vedere come avrebbe potuto essere la sua vita se fosse nato in un altro posto. Magari più a sud.

Nel primo video, una carrellata di immagini della città di Milazzo, dove sorge una raffineria e una centrale a olio combustibile.


Nel secondo video, invece, si vede la zona dove Snam rete gas progetta di realizzare la centrale di ricompressione del gas di Monforte.

La valle ferita.



Una raffineria, una centrale termoelettrica ad olio combustibile, mille rischi.
Intervista a Salvatore Crisafulli, vice presidente dell'associazione Tat.

Nucleare. Ritorni di fiamma...


A Palermo il Gotha nazionale dell'energia si è riunito per raccontare nuovamente ai siciliani il futuro del settore. Rinnovabili? Rigassificatori e nucleare...

Mi chiedo (retoricamente) come mai da qualche tempo a questa parte Palermo sia diventata la nuova capitale della convegnistica sul tema dell'energia...

Ultimo atto: "Sud 2007-2013, l'ultima occasione", ovvero come utilizzare i fondi europei per cambiare il volto del settore energetico di una regione che, in passato, ha dato già parecchio. Ma, a quanto pare, può dare molto ancora.

Apre le danze Miccichè: "Temo più le raffinerie che le centrali nucleari", e invita l'ad di Enel Fulvio Conti a costruire nuove centrali nucleari proprio in Sicilia. Conti, educatamente, ringrazia: "Ben vanga l'azione del governo che vuole ripristinare il nucleare, abbandonarlo è stata una decisione sciagurata".

E, già che c'è, ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa e tirare una frecciatina all'assesore regionale all'Industria Pippo Gianni: "Per il rigassificatore di Prto Empedocle è tutto bloccato alla Regione siciliana perchè manca la firma dell'assessore all'Industria". Lo stesso rigassificatore su cui ha votato la popolazione locale nei giorni scorsi con scarsa affluenza ma con abbondanti no.

Pippo Gianni, che non perde occasione per ricordare quante cose abbia già firmato dopo anni di immobilismo e sonnolenza, rispedisce al mittente: "Conti sa bene che questo assessorato ha sbloccato in soli sei mesi un iter che durava da cinque anni, e non per colpa nostra e solo da pochi giorni l'Enel ha trasferito la sede legale e fiscale in Sicilia".

Perchè, secondo la nuova dottrina Lombardo, chi fa affari in Sicilia deve avere la sede legale, e pagare le tasse, in Sicilia.

Da segnare con un nodo al fazzoletto, infine, la promessa di Conti di vedere finalmente in funzione il progetto pilota di solare termodinamico "made in Rubbia" all'interno della centrale Enel di Priolo.

Bene, questa la cronaca della giornata appena passata. Inutile dire che ogni commento è quasi superfluo ma non tanto per i pro e i contro di nucleare e rigassificatori, quanto per l'ennesima sterile polemica tra i top manager delle multinazionali dell'energia e questo governo regionale. Sinceramente credo che, oltre agli annunci fatti alla stampa, sarebbe meglio mettere sul campo qualcosa di più concreto (e magari di più rinnovabile) del Pears appena approvato. Parole se ne dicono tante, sono gratis... i fatti li vorrei vedere.

Poi sul nucleare e sui rigassificatori ne possiamo pure discutere, ma un po' più seriamente. O forse tante parole, e tanta confusione, sono più utili. Magari sono io a pensar male...

Termovalorizzatori. In Sicilia le offerte entro il 30 Giugno


L'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque a reso noti i dettagli delle nuove gare e trasmesso i bandi per la pubblicazione in G.U. Resta il maxirisarcimento. Sicilpower non firma. Ecco i bandi di gara.

Chi fosse interessato a costrire un termovalorizzatore in Sicilia ha tempo sino a fine giugno per fare la domandina di partecipazione all'appalto. Si è definitivamente (?) sbloccata la vicenda-vertenza tra la Regione Siciliana e le quattro società che avevano vinto la precedente gara invalidata dalla Corte Europea. Anzi tre società, perchè a dire il vero Sicilpower S.p.a. (gruppo Waste Italia) non ha aderito alla proposta e si è tirata fuori. La situazione verrà sbrigata in tribunale...

Resta nei bandi la criticatissima clausola da molti definita "ammazza gara" che prevede che chi subentra alle vecchie vincitrici dovrà pagare le spese fino ad oggi sostenute. E ci sono anche i dettagli per ogni società: Pea (Palermo) avrà 50 milioni, Platani (Agrigento) 36 e Tifeo (Siracusa) 55.

Tra i dettagli divertenti che si scoprono leggendo i tre bandi di gara, ci sono anche i costi che gli Ato ambiente delle tre province dovranno pagare per lo smaltimento dei rifiuti: 110 euro a tonnellata per il "Sistema Augusta", 125 per il "Sistema Agrigento" e 95 per il "Sistema Palermo".

La munnizza, evidentemente, non è tutta uguale. Sarà per questo che hanno inventato la differenziata?

P.S. per il Governo, invece, la munnizza è tutta uguale: tutti i termovalorizzatori costruiti in Sicilia (come quelli campani...) godranno della stessa tariffa incentivante Cip6 in quanto i rifiuti, tecnicamente, sono "assimilati" alle rinnovabili.



download bando 01.pdf

download bando 02.pdf

download bando 03.pdf

Termovalorizzatori. In Sicilia pioggia di no alla nuova gara.


Cgil, Italia Nostra, Legambiente e Wwf contro la nuova gara per i quattro termovalorizzatori siciliani. E scrivono a Lombardo.

Non si pronunciano aprioristicamente contro i termovalorizzatori, ma si dichiarano nettamente contrari alla tortuosa procedura individuata dalla Regione Siciliana il maggiore dei sindacati del settore e le tre principali associazioni isolane di difesa del paesaggio e della natura.

Il problema, secondo Cgil, Italia Nostra, Legambiente e Wwf, starebbe nella penale troppo alta, che rischierebbe di far saltare la gara. Ciò potrebbe, inoltre, rivelarsi un escamotage per aggirare la condanna della Corte Europea.

Critiche, quindi, assai simili a quelle provenienti dal mondo politico...

Interessante, articolata e da leggere, infine, la posizione di Italia Nostra sulla gestione dei rifiuti.

G8 Ambiente. Il ministro si difende.


Archiviato il G8 di Siracusa con un pugno di promesse, Stefania Prestigiacomo legge i giornali e scopre che tutti si sono accorti della pochezza dei risultati. Non ci sta e scrive...

Ha scelto il Corriere della Sera il ministro al centro delle critiche degli ecologisti di tutto il Bel Paese. In una lettera al direttore dal titolo "Perchè il G8 di Siracusa avvicina l'accordo sul clima" la Prestigiacomo difende ed esalta l'esito dei lavori affermando che a Siracusa si sono poste le basi per una trattativa concreta e, quindi, per un accordo.

Il grande successo, secondo la Prestigiacomo, sta nel fatto che si è cominciato a parlare anche del ruolo e delle responsabilità dei paesi emergenti. Un ruolo che, è vero, non si può sottovalutare. E non ci sono  solo Cina e India.

Ma questo non vuol dire che è lecito per i ministri dei Paesi maggiormente industrializzati approfittare dell'arretratezza altrui per giustificare la propria. Al contrario, a mio avviso, i grandi del mondo e soprattutto gli europei si dovrebbero emancipare da discorsi di questo tipo: le tecnologie ci sono, le risorse pure, si può cambiare l'economia occidentale e costringere gli altri a seguirci. Chi guida il mercato, da sempre, mette i paletti e gli ostacoli per gli altri. Se ci arrendiamo a giocare tutti nel mercato di oggi (che è un mercato ormai vecchio) allora siamo tutti morti: Cina, India, Nord Africa, sono tutti pronti a sbranarci.

Se poi travestiamo da beneficenza ecologista operazioni "neo-nimby-colonialiste" allora siamo proprio alla frutta.

Armiamoci e partite, si diceva una volta....

Rigassificatore. Anche a Melilli il referendum va a vuoto

rigassificatore

Nella cittadina siracusana ha votato un cittadino su quattro. Valanga di no.

Si è votato dalle 8 del mattino alle 20 della sera di domenica. Come a Porto Empedocle, e al contrario di Priolo, in pochissimi sono andati al voto: su 11.582 aventi diritto hanno votato in 2.980 e il 96,24% dei votanti si è pronunciata contro la costruzione del rigassificatore.

Ionio Gas, la società controllata da Erg e Shell che ha la titolarità del progetto, alla chiusura delle urne ha dichiarato che "tale risultato riflette la volontà della maggioranza dei cittadini di volere ulteriormente approfondire e valutare gli aspetti legati alla realizzazione del progetto, alla sicurezza dell'impianto e all'impulso economico ed occupazionale che lo stesso porterebbe all'area industriale presente sul territorio".


I promotori del referendum, al contrario, cantano vittoria forti del 96% di voti contrari e incuranti che il 75% degli aventi diritto ha preferito passare la domenica diversamente. Ancora una volta viene da chiedersi quale lezione si possa apprendere da una consultazione del genere. Chi ha vinto veramente?  Quel quarto della popolazione che ha votato no? Gli altri tre quarti che non si sono interessati a un impianto che, se dovesse vedere la luce, avrebbe una vita di almeno trent'anni?  Ionio Gas che ha evitato la bocciatura definitiva del progetto e può legalmente sperare che il rigassificatore si faccia?

G8Ambiente, andate avanti voi...

prestigiacomo-g8

Il G8 Ambiente di Siracusa è già nel vivo. L'Italia si è presentata con le idee chiare: vai avanti tu che c'è la crisi. Ecco il testo dell'intervento della Prestigicaomo che ha affermato esplicitamente che l'Europa ha già dato e ora tocca agli altri fare altrettanto...

Questo è lo spirito con cui, in qualità di presidenza g8, abbiamo organizzato la sessione sui cambiamenti climatici.A tale riguardo credo ormai sia evidente che l'ingrediente assolutamente necessario per il raggiungimento di un accordo a dicembre è la consapevolezza che tutti devono contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra e la disponibilità a farlo.


L'Europa in questo campo ha già assunto impegni importanti con il pacchetto clima energia, varato lo scorso dicembre dai capi di governo dell'Ue, e che fissa obettivi ambiziosi di riduzioni di emissioni e di incremento delle fonti rinnovabili da qui al 2020.


La riduzione delle emissioni globali, e dell'intensità di carbonio delle nostre economie, richiede un sempre più ampio ricorso alle tecnologie a basse emissioni. Un focus speciale della discussione ministeriale, sarà quindi dedicato alle prospettive per lo sviluppo e la diffusione di tali tecnologie, nel breve medio e lungo periodo, nel quadro dell'attuale crisi economica e finaziaria mondiale.


Gli strumenti utilizzabili sono tanti: investimenti in ricerca e sviluppo, incentivi fiscali e sussidi, finanziamenti internazionali per il trasferimento delle tecnologie pulite. È possibile rafforzare la diffusione delle tecnologie a bassa emissione attraverso l'ampliamento del mercato del carbonio e della cooperazione internazionale.


Ci auguriamo che il dibattito tra ministri e imprenditori oltre alla condivisione delle esperienze nazionali passate e dei programmi futuri, porti ad un proficuo scambio di idee per definire le priorità di azioni pubbliche e private finalizzate a promuovere le tecnologie energetiche pulite ed affrontare la doppia sfida dei cambiamenti climatici e della sicurezza energetica.


La discussione sui cambiamenti climatici e sulle tecnologie non può ignorare il contesto dell'attuale crisi finanziaria. Sempre più frequantemente si fa riferimento alla green economy e si stanno sviluppando riflessioni ed iniziative che legano economia e questioni ambientali con riguardo sia alla biodiversità che alla produzione sostenibile di energia.


Con un conseguente impatto positivo sul cambiamento climatico ma anche sul mondo del lavoro e sulle questioni sociali”.

Con premesse del genere, non c'è da stupirsi che il G8 Ambiente sia finito così.

Lukoil: dalla Sicilia alla conquista dell'Italia


Il mercato italiano dei carburanti, si sa, fa gola a tutti: con i prezzi che abbiamo non c'è da stupirsi.

Il prossimo marchio che vedremo lungo le nostre strade sarà quello di Lukoil, multinazionale Russa del petrolio che il 24 giugno 2008 si è comprata mezza Erg Med.

Con una capacità di raffinazione pari a quasi 200.000 barili al giorno nella sola zona di Priolo (Sr), era solo questione di tempo prima che il gruppo russo si mettesse a far concorrenza in casa alle aziende europee: mirano al 5% del mercato italiano, solo come primo obiettivo...

Ben venga la concorrenza, anche se in Italia non ha mai portato molti frutti. Ma è colpa degli italiani, non dei russi. Di certo saranno contenti sindacati e lavoratori a Priolo, perchè mirare al 5% del mercato italiano significa restare in Sicilia e far crescere la produzione. Speriamo con standard europei di sicurezza e salute.

Maggiori informazioni sulla vicenda qui e qui

Pippo Gianni. Vi spiego il Pears...



Pippo Gianni, assessore regionale siciliano all'Industria. Intervista integrale senza tagli sul nuovo piano energetico siciliano

Leonis, un morto in India lo scorso anno

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Leonis, un morto in India lo scorso anno

Eolico - Giovanni Sardo (Uil): il vento contro la crisi


Il sindacato contro i pregiudizi nei confronti dell'eolico: porterà migliaia di posti di lavoro.

STOP all'eolico – protestano i lavoratori a Siracusa

rifkin(AGI) - Siracusa, 30 mar. - I dipendenti della Siteco, azienda metalmeccanica di Priolo che costruisce torri eoliche, hanno manifestato questa mattina a Ortigia, tra le 9 e le 11, davanti alla sede della prefettura di piazza Archimede. Alcuni lavoratori (erano duecento in tutto) si sono incatenati. La vicenda e' quella relativa allo stop temporaneo della Regione alla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia, deciso dopo l'inchiesta antimafia "Eolo", in seguito alla quale l'amministrazione ha voluto verificare i progetti delle imprese e le autorizzazioni. La Siteco, che tra diretti e indotto da' lavoro a 650 persone, ha gia' annunciato licenziamenti. Ben 250 operai dell'indotto sono gia' in cassa integrazione. Un vertice si e' svolto alla Provincia di Siracusa, cui hanno preso parte gli assessori regionali all'Industria e all'Ambiente, Pippo Gianni e Pippo Sorbello, per trovare una soluzione. Il tavolo e' stato organizzato dal presidente della Provincia, Nicola Bono. E' stato deciso che domani il caso Siteco sara' discusso in giunta regionale.

Fonte: AGIENERGIA

Prima o poi doveva succedere: dopo i grossi imprenditori (vedi il gruppo Moncada Energy) adesso la protesta proviene dai lavoratori che, a causa dello stop delle concessioni deciso a Palermo, rischiano di restare a casa senza pagnotta.
Interessanti i numeri della protesta: duecento lavoratori non sono pochi, sono gli impiegati di una centrale termoelettrica di media taglia.
Ciò, in sostanza, dimostra in maniera lampante i limiti dello stop palermitano alle autorizzazioni. Ma ne mostra anche i reali motivi: l'eolico, tra tutte le rinnovabili, è il primo ad aver raggiunto dimensioni, numeri, ricavi e occupati tipici dei settori industriali.

Finchè si parlava di qualche torre messa su per sperimentazione da aziende pioniere, tutto veniva tollerato. Ora che sta nascendo un settore industriale codificato, regolamentato, che inizia a stare in piedi anche senza incentivi (il costo per Kw/h prodotto con l'eolico è ormai sempre più vicino a quello proveniente dal termoelettrico, con gli incentivi si fanno i guadagni necessari agli investimenti e alla ricerca) l'industria dell'energia tradizionale trema.

A Palermo chiamano nomi internazionali (vedi Rifkin, che in realtà il Piano energetico siciliano neanche l'ha letto, come Lombardo non ha idea di cosa abbia scritto Rifkin) per attirare telecamere e flash. Basterà a garantire energia pulita e sicura, un buon posto di lavoro e una cultura energetica moderna ai siciliani?

Intervista - Anev: il segretario Togni sul potenziale eolico italiano esiciliano



Quanto vale l'eolico in Italia e in Sicilia? Può essere una prospettiva occupazionale? Quanto tempo ci vuole per ottenere le autorizzazioni? L'Europa, invece, cosa fa?

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