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Acerra: inceneritore guasto, torna l'emergenza rifiuti

Acerra: inceneritore guasto, torna l'emergenza rifiuti


Sarà che l'hanno fatto in fretta e furia, con le procedure accelerate della Protezione Civile permesse dallo stato di emergenza rifiuti, ma l'inceneritore di Acerra, dopo appena un anno e mezzo di funzionamento, a quanto pare è già da rottamare. Lo si apprende dal Mattino di Napoli che, oggi, pubblica la notizia che ben due forni dell'impianto sono già in tilt.

Scontato il ritorno dei cumuli di rifiuti nel comprensorio napoletano, secondo il giornale stiamo a 180 tonnellate sparse tra vie e vicoli. Meno scontato è il conto, salatissimo, per tornare alla "normalità termovalorizzata": 10 milioni di euro e sei mesi di lavori.

Se quanto riporta il Mattino di Napoli è vero, soldi compresi, una riflessione è d'obbligo: qualunque cosa ne possiate pensare degli inceneritori, siete e siamo ancora così convinti della loro economicità? Non è che ad Acerra, sotto sotto, hanno fatto un impiantino che si rompe ad orologeria?

Pensare male è peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. Anche perchè, come già più volte ha raccontato Marina, nel frattempo gli impianti veramente utili (cioè tutti quelli che servono la raccolta differenziata e per il ciclo integrato dei rifiuti) a Napoli e dintorni mica li hanno fatti: pensate solo che l'umido raccolto in Campania lo spediscono in Sicilia, a Grammichele in provincia di Catania.

Via | Il Mattino di Napoli
Foto | Flickr
Questo post l'ho scritto per Ecoblog

Berlusconi: "attacco con tre Scanzano Jonico!"


Il Premier non ha dubbi: le centrali nucleari si faranno, con le buone o cone le cattive...
Che leader, che macho! Ammazza...
Il silvione nazionale pensa in grande: tante centrali, in pochissimo tempo, a tutti i costi.

Ci voglia anche l'esercito, la cavalleria, i sabotatori, i parà della Folgore... ma si devono fare e subito.

L'idea è quella di esportare il modello campano, dove l'esercito ha presidiato le discariche e i siti contestati portando alla parziale risoluzione del problema.

Se non fosse, però, che in Campania l'esercito effettivamente aveva un senso, anche se non era gradevolissimo da vedere. Tra una discarica e una mozzarella di bufala, infatti, da quelle parti c'era un cancro malavitoso grosso come un miliardo di inceneritori...

Per il nucleare, si spera, si sceglieranno siti "camorra-free". A meno che non si vogliano fare fare soldi alla criminalità organizzata anche in questo campo... ma allora perchè non mettere un casalese a dirigere la peritura Sogin?

Tornando alla notizia: se serviranno Berlusconi manderà i militari a presidiare i siti. Quindi anche quelli scelti (se mai si sceglieranno) per i rifiuti radioattivi.

Ora, mi chiedo io, per mandarli a guardare munnezza, per mandarli a guardare fusti radioattivi, per mandarli in entrambi i casi a prendersi sputi e insulti dalla popolazione locale... ma cosa gli avranno fatto mai di male i militari a Berlusconi?

Si sospetta un caso di nonnismo durante la naja.

Sealine Tirrenica. Cos'è e perchè.

sealine-tirrenica-blog

Cos'è, e perchè è stata progettata, la nuova autostrada del gas siciliana.

Registro, dalle email che ricevo, particolare interesse sulla cosiddetta "Sealine Tirrenica", cioè la nuova condotta di esportazione verso il continente del gas entrante in Sicilia dai due gasdotti internazionali con terminale a Mazara del Vallo (circa il 30% del gas circolante in Italia) e da Gela (un altro 13% circa).

Credo sia il caso di fare un po' il punto sulla rete gassifera siciliana, gestita da Snam rete gas (gruppo Eni).

Snam Rete Gas sta già predisponendo la posa di un ulteriore tubo sul fondo dello Stretto di Messina (attualmente sono due). Ma non solo, recentemente da Palermo è arrivato anche lo sta bene per un progetto molto più interessante, cioè proprio la Sealine Tirrenica.  Si tratta di un collegamento nuovo di zecca tra la Sicilia e la Campania con punto d'uscita del gas a Monforte San Giorgio e punto di entrata in Campania a Policastro Bussentino, in provincia di Salerno.


A Monforte verrà istallata una stazione di compressione del gas della potenza di circa 50 Mw, che servirà a spingere il gas da sud a nord. In pratica brucerà parte del gas che trasporta per aumentare la pressione della rete gas, permettendo in questo modo di aggiungere un canale di uscita in direzione nord. Va specificato che la combustione del gas naturale non produce gas inquinanti (niente zolfo, diossina o robe del genere) ma solo CO2, che è un gas climalterante.
Tuttavia, vista la presenza nella stessa area di un tessuto industriale densissimo e altamente inquinante, i residenti della zona si chiedono cosa abbiano fatto per meritare tanta fortuna...

La Sealine Tirrenica, in realtà, servirà a veicolare la gran quantità di gas naturale in entrata dai due rigassificatori in progetto a Porto Empedocle e nel siracusano.

Da notare, tra l'altro, la valutazione strategica sui rigassificatori in Sicilia fatta da Eni (proprietaria di Snam Rete Gas) già diversi anni fa: un rigassificatore nell'isola è assurdo, perché troppo lontano dalle zone di consumo del prodotto importato.  Aggiungo, per completezza, che anche volendo Eni un rigassificatore in Sicilia non lo avrebbe neppure potuto costruire perchè ha già l'Antitrust sul collo, essendo contemporaneamente titolare dei contratti internazionali di importazione del gas e della rete di distribuzione del gas stesso...

Ma siccome i rigassificatori, nel frattempo, sono diventati due anche senza l'intervento dell'Eni, ecco pronta la Sealine per veicolare (previo pagamento del pedaggio) il gas che Enel (Porto Empedocle) e Erg-Shell (Priolo) tra qualche anno faranno entrare in Sicilia.

Questo il quadro generale della situazione, ad uso e consumo dei cittadini messinesi, agrigentini, siracusani e del resto dell'isola.

Per chi ama i documenti tecnici, infine, ecco il piano di sviluppo della rete Snam per tutta l'Italia e lo studio di impatto ambientale della Sealine (2 mega, portate pazienza).

Per chi preferisce guardare un video a leggere scartoffie, meglio qui.

Soldi sporchi



Puntuale come sempre, è uscito il Rapporto Ecomafie di Legambiente. Il sud si conferma, ma il nord comincia ad emergere.

La Campania è ancora leader in molti settori, ma è sempre più evidente che il nord ha nascosto i suoi crimini a lungo, grazie alla complicità del sud, e ora i nodi iniziano a venire al pettine. Frutto delle decine di indagini, sequestri di beni e arresti più o meno eccellenti da parte delle forze dell'ordine che hanno, di fatto, cominciato a chiudere lo "sbocco naturale" ai rifiuti del ricco nord.

Non lo commento, lo dovete leggere.

Termovalorizzatori. In Sicilia le offerte entro il 30 Giugno


L'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque a reso noti i dettagli delle nuove gare e trasmesso i bandi per la pubblicazione in G.U. Resta il maxirisarcimento. Sicilpower non firma. Ecco i bandi di gara.

Chi fosse interessato a costrire un termovalorizzatore in Sicilia ha tempo sino a fine giugno per fare la domandina di partecipazione all'appalto. Si è definitivamente (?) sbloccata la vicenda-vertenza tra la Regione Siciliana e le quattro società che avevano vinto la precedente gara invalidata dalla Corte Europea. Anzi tre società, perchè a dire il vero Sicilpower S.p.a. (gruppo Waste Italia) non ha aderito alla proposta e si è tirata fuori. La situazione verrà sbrigata in tribunale...

Resta nei bandi la criticatissima clausola da molti definita "ammazza gara" che prevede che chi subentra alle vecchie vincitrici dovrà pagare le spese fino ad oggi sostenute. E ci sono anche i dettagli per ogni società: Pea (Palermo) avrà 50 milioni, Platani (Agrigento) 36 e Tifeo (Siracusa) 55.

Tra i dettagli divertenti che si scoprono leggendo i tre bandi di gara, ci sono anche i costi che gli Ato ambiente delle tre province dovranno pagare per lo smaltimento dei rifiuti: 110 euro a tonnellata per il "Sistema Augusta", 125 per il "Sistema Agrigento" e 95 per il "Sistema Palermo".

La munnizza, evidentemente, non è tutta uguale. Sarà per questo che hanno inventato la differenziata?

P.S. per il Governo, invece, la munnizza è tutta uguale: tutti i termovalorizzatori costruiti in Sicilia (come quelli campani...) godranno della stessa tariffa incentivante Cip6 in quanto i rifiuti, tecnicamente, sono "assimilati" alle rinnovabili.



download bando 01.pdf

download bando 02.pdf

download bando 03.pdf

Chi sporca l'energia pulita.


La Guardia di Finanza di Santa Maria Capua Vetere ipotizza una maxitruffa per la realizzazioni di centrali elettriche a biomassa in Campania.

Mai come in questi casi si dovrebbe ribadire che nessuno è colpevole prima del terzo grado di giudizio. E mai come in questi casi si dovrebbe sperare che si tratti di un abbaglio degli inquirenti.

Non voglio fare la cronaca, la trovate qui. Il commento, però, ci vuole. Perchè se la Guardia di Finanza ha ragione vuol dire che la malapolitica si sta mangiando anche questo pezzo d'Italia, uno dei pochi da cui arriva qualche speranza di ripresa. D'altronde la torta è enorme e succosa e gli incentivi statali per chi costruisce impianti alimentati da fonti rinnovabili sono abbondanti e durano una ventina d'anni.

Il guaio è che qualche politico potrebbe pensare che parte della torta spetta anche agli amministratori. E non è affatto così: se i politici vogliono fare soldi con le rinnovabili, cambino mestiere e li facciano da imprenditori. Il mercato è ancora giovane e c'è spazio per tutti.

L'altro guoi, poi, è che ancor prima dei processi qualcuno prenda spunto da fatti di cronaca come questi per tentare la mazzata agli incentivi. Sarebbe pericolosissimo, le rinnovabili non hanno futuro senza un robusto supporto pubblico.

In questo caso, anche più che in altri, speriamo che la giustizia sia rapida.

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