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Lombardo nomina assessore Marco Venturi.


Fino a ieri noto come imprenditore antimafia, Venturi riceverà quasi certamente la delega all'Industria. Da "piccolo imprenditore" a signore dell'energia in Sicilia.

Ha già ammesso che molti suoi colleghi lo hanno fortemente sconsigliato dall'accettare la proposta di Lombardo ma lui, Marco Venturi fino a ieri presidente siciliano della piccola industria di Confindustria, ha preferito accettare la sfida.

Lombardo non ha ancora assegnato le deleghe, ma visto il curricilum è quasi scontato che a Venturi vada l'Industria e l'energia. Anche perchè Lombardo ha preferito trattenere per sè alcune deleghe come l'agricoltura e la formazione ma, proprio l'industria la assegnerà a qualcuno e Venturi sembra il più adatto.

Noto fino a oggi come brillante imprenditore (titolare della Sidercem di Caltanissetta, che opera nella certificazione di qualità delle grandi opere) Venturi dal 2007 vive sotto scorta: per il suo impegno antipizzo in confindustria ha ricevuto prima lettere minatorie, poi teste di coniglio e strane visite a casa. Adesso avrà a che fare, tra le altre cose, con il comparto industriale dell'energia.

E sono dolori...

Dopo l'esperienza di Pippo Gianni che, da ex sindaco di Priolo conosceva benissimo l'argomento e lo gestiva in maniera molto "spicciola" pensando più ai vantaggi economici delle popolazioni locali che a quelli del martoriato ambiente siciliano, ora Venturi dovrò dare una svolta. Perchè la chiede Lombardo stesso, che per un anno è stato in polemica un giorno sì e pure l'altro con Gianni.

Due rigassificatori, una centrale interregionale di compressione del gas, un elettrodotto sottomarino (o forse due, se va in porto il progetto siculo-tunisino) e una miriade di richieste di autorizzazioni per impianti da fonti rinnovabili sul tavolo.

Queste le sfide che il giovane imprenditore, senza esperienza politica alle spalle, dovrà gestire dal criticatissimo dipartimento palermitano.

Di sicuro saprà dialogare meglio con gli imprenditori che con i politici, a differenza dei suoi predecessori. Aspettiamo di vedere i suoi primi provvedimenti per scoprire come ha intenzione di gestire l'immensa partita dell'energia in Sicilia.

E per capire quanto saprà essere indipendente da Lombardo...

Rinnovabili salvaspazio


Moncada Energy si lancia nel rinnovabile "all-in-one" multifonte. Nello stesso campo più impianti di produzione da più fonti. E ci sono altri esperimenti interessanti. In Sicilia...

La necessità aguzza l'ingegno e il vulcanico Rag. Moncada, titolare di Moncada Energy e da molti considerato il re dell'eolico in Sicilia (e a breve anche in Albania), presenta soluzioni innovative. Partiamo dalla necessità, cioè dai problemi di chi fa rinnovabili in Italia o, peggio ancora, in Sicilia.

I problemi principali vengono sempre dalle autorizzazioni: anni per avere una Via, altro tempo perso per l'allacciamento Enel o Terna...

E, nel frattempo, i corposi incentivi statali decrescono anno dopo anno. Bene, questo il problema.

La soluzione targata Moncada consiste nel prendere due piccioni (in futuro anche tre) con una fava: piazzando pannelli solari alla base delle torri eoliche si produce di più, si spreca meno spazio, si ottiene una produzione di energia più costante, si ottengono le autorizzazioni prima. Perchè se l'area era idonea per farci eolico, figuriamoci per i pannelli solari...

Ma ce di più: la cosa fa bene anche al sistema elettrico, che non gradisce i picchi di produzione ma, al contrario, preferisce una produzione costante.

Ma le rinnovabili, si sa, sono aleatorie. E allora ecco il terzo piccione: in un futuro non troppo lontano, sotto le pale e accanto ai pannelli, dovrebbero essere anche istallate delle turbine a biodiesel che produrranno energia elettrica a prescindere dal sole o dal vento.

Moncada, alcuni mesi fa, è tornato dal Mozambico con in tasca l'accordo per la fornitura di olio di Jatropha curcas. A breve le pale eoliche siciliane puzzeranno di patatine fritte...

Gli ecologisti, a dire il vero, hanno qualche dubbio sulla sostenibilità di una filiera del biodiesel così lunga.

Ma Moncada non è l'unico che, in Sicilia, si sta dando da fare per ottimizzare tempi e spazi: la prossima frontiera consiste nel coprire la sterminata serie di serre della fascia trasformata tra Pachino (Sr) e Licata(Ag) con appositi pannelli solari parzialmente coprenti.

In questo modo la luce passa, il pomodoro cresce (?) e il pannello pompa energia.

Che potrà essere usata, nelle piccole aziende, per abbattere la bolletta e, in quelle più grandi, a migliorare la performance economica della martoriatissima agricoltura siciliana...

Barroso: l'Ucraina? Problemi di Putin


I debiti per le forniture di gas sono una questione bilaterale tra Russia e Ucraina.
José Manuel Barroso taglia corto, l'Europa non pagherà il debito ucraino per garantirsi le forniture russe.

A tentare di portare la questione su un tavolo multilaterale europeo ci aveva provato Putin in persona, chiamando al telefono Barroso e spiegandogli, molto onestamente, che la Russia vuole i soldi e che l'Ucraina non ce li ha.

Ci aveva pensato anche Berlusconi, annunciando che avrebbe portato la proposta al prossimo vertice Ue in programma tra pochi giorni.

Ma Barroso non ne vuole sentire parlare: troppi soldi (cinque miliardi di dollari) e a bilancio ci sono già i fondi per il progetto Nabucco, totalmente alternativo alla Russia, all'Ucraina e alle loro schermaglie.

Per una volta la massima carica dell'Ue si mostra indipendente e prende una decisione chiara: dalla parte della Russia, ormai da qualche anno, remano Italia e Germania. Cioè i partner dei due mega gasdotti che, nessuno ormai sa quando, porteranno milioni e milioni di metri cubi di gas scavalcando l'Ucraina e i suoi debiti...

Sorgente-Rizziconi: attenti alle compensazioni


elettrodotto-messina-compensazioni-ambientali

Pochi giorni fa, per la precisione il 21 maggio, la Regione Siciliana ha diramato un comunicato stampa attraverso il quale invitava le amministrazioni locali interessate alla realizzazione del nuovo elettrodotto Sorgente-Rizziconi a formulare le proprie richieste in fatto di compensazioni ambientali.

Raggiunto l'accordo con Terna, infatti, arriveranno a breve nove milioni di euro che dovrebbero servire a "mitigare" l'impatto ambientale dell'opera.

Ma c'è da stare attenti, perchè la responsabilità delle amministrazioni locali è grande e la tentazione a spendere quei soldi in tutt'altro modo è forte.

Anzi fortissima perchè, come comunica lo stesso assessorato regionale all'Industria, le opere ammesse sono di due tipi:

Berlusconi: "attacco con tre Scanzano Jonico!"


Il Premier non ha dubbi: le centrali nucleari si faranno, con le buone o cone le cattive...
Che leader, che macho! Ammazza...
Il silvione nazionale pensa in grande: tante centrali, in pochissimo tempo, a tutti i costi.

Ci voglia anche l'esercito, la cavalleria, i sabotatori, i parà della Folgore... ma si devono fare e subito.

L'idea è quella di esportare il modello campano, dove l'esercito ha presidiato le discariche e i siti contestati portando alla parziale risoluzione del problema.

Se non fosse, però, che in Campania l'esercito effettivamente aveva un senso, anche se non era gradevolissimo da vedere. Tra una discarica e una mozzarella di bufala, infatti, da quelle parti c'era un cancro malavitoso grosso come un miliardo di inceneritori...

Per il nucleare, si spera, si sceglieranno siti "camorra-free". A meno che non si vogliano fare fare soldi alla criminalità organizzata anche in questo campo... ma allora perchè non mettere un casalese a dirigere la peritura Sogin?

Tornando alla notizia: se serviranno Berlusconi manderà i militari a presidiare i siti. Quindi anche quelli scelti (se mai si sceglieranno) per i rifiuti radioattivi.

Ora, mi chiedo io, per mandarli a guardare munnezza, per mandarli a guardare fusti radioattivi, per mandarli in entrambi i casi a prendersi sputi e insulti dalla popolazione locale... ma cosa gli avranno fatto mai di male i militari a Berlusconi?

Si sospetta un caso di nonnismo durante la naja.

Enel vende Rete Gas. E non cambia un tubo...


Enel Rete Gas passa di mano da un'azienda statale a un'altra. Per il bene della concorrenza? Si attende il parere dell'Antitrust.
Come precedentemente annunciato, il Cda di Enel ha deliberato la cessione dell'80% di Enel Rete Gas a F2i e AxaPrivate Equity.

Enel, così scende sotto il 20% del capitale dell'azienda di distribuzione del gas che smista il 12% del metano che gira in Italia e accontenta i voleri dell'Antitrust.

L'autorità per la concorrenza, infatti, aveva "notato" l'abbondante presenza della Cassa depositi e prestiti sia nel capitale di Enel che di Rete Gas (ma anche Eni e Terna...).

Ora la stessa Antitrust dovrà dare il proprio parere sulla vendita della quota di maggiornaza di Enel Rete Gas e, a questo punto, sarà interessante vedere se, come e perchè, l'affare va in porto visto che per i consumatori e per la concorrenza, alla fin fine, non cambierà poi molto dopo questa cessione...

Sorgente-Rizziconi: attenti alle compensazioni.

elettrodotto-messina-compensazioni-ambientali

Ci sono nove milioni di euro pronti ad essere spesi nel messinese in compensazioni ambientali, o ad essere sprecati per tappare buche e rifare marciapiedi...

Pochi giorni fa, per la precisione il 21 maggio, la Regione Siciliana ha diramato un comunicato stampa attraverso il quale invitava le amministrazioni locali interessate alla realizzazione del nuovo elettrodotto Sorgente-Rizziconi a formulare le proprie richieste in fatto di compensazioni ambientali.

Raggiunto l'accordo con Terna, infatti, arriveranno a breve nove milioni di euro che dovrebbero servire a "mitigare" l'impatto ambientale dell'opera.

Ma c'è da stare attenti, perchè la responsabilità delle amministrazioni locali è grande e la tentazione a spendere quei soldi in tutt'altro modo è forte. Anzi fortissima perchè, come comunica lo stesso assessorato regionale all'Industria, le opere ammesse sono di due tipi:

Riqualificazione ambientale
Interventi sulla vegetazione (piantumazione aree); dispositivi per l’avifauna (se relativi ad elettrodotti diversi dall’opera in oggetto); sistemazione straordinaria strada rurale; finanziamenti per il monitoraggio degli impatti ambientali residui dell’opera (relativamente ai CEM); recupero e ripristino di ex cave; interventi di mitigazione ambientale di infrastrutture stradali;  sistemazione di boschi; impianti artificiali di specie vegetali a basso portamento da effettuare nelle fasce asservite di linee esistenti; ripristino piste forestali;  finanziamento di progetti di miglioramento ambientale ai fini faunistici di aree protette; realizzazione di percorsi d’accesso alle aree archeologiche.

Riqualificazione urbanistica
Sistemazioni e opere stradali (interventi di manutenzione, realizzazione di fondazioni,       marciapiedi, segnaletica);  riqualificazione urbanistica del centro storico; riqualificazione parco comunale; realizzazione di infrastrutture stradali a servizio delle zone PIP.

Il rischio serissimo, a questo punto, è che con l'aria di crisi che tira questi nove milioni siano utilizzati per fare manutenzione ordinaria e non per limitare gli impatti ambientali dell'elettrodotto.
La legge lo permette, è vero, ma probabilmente la cittadinanza dovrebbe guardare al futuro, aprire bene entrambi gli occhi e sorvegliare attentamente sul modo in cui questi fondi verranno spesi da sindaci e assessori...

A tutto gas, ma chi paga?


berlusconi-putin-gasdotto-ucraina-debito
L'annosa questione dell'Ucraina supera i confini dell'inverno: con sei mesi d'anticipo già si parla nuovamente dei debiti di Naftogaz. E del futuro dell'Europa. Eravamo abituati a considerarla una soap opera tipicamente invernale, ma la vicenda del gas russo in transito dall'Ucraina, ancora una volta, stupisce tutti e fa parlar di se persino inquesto afoso maggio.

La proposta è venuta inizialmente da Gazprom: l'Europa paghi i debiti ucraini e avrà gas in abbondanza e garantito per tutto l'inverno, come i patti prevedono. Tecnicamente, però, Gazprom parlava di un prestito all'Ucraina da parte della Ue. Valore: 5 miliardi di dollari.

Ora si aggiunge la proposta Berlusconi: l'Europa paghi il 50% del debito ucraino, per il bene degli approvvigionamenti. Non è chiaro, però, se Berlusconi si riferisca a un prestito o a un regalo e, poichè la proposta verrà ufficializzata solo al vertice Ue del 18 giugno, qualunque cosa pensi il premier sarà frainteso entro quella data.

Quindi è perfettamente inutile commentare la notizia e chiedersi che fine dovrebbero fare tutti questi soldi. Quello che si può dire sin da subito, però, è che Gazprom ha trovato un modo geniale per "fregare" ancora una volta, l'Unione Europea.

Si sa che Gazprom e Eni stanno progettando due mega gasdotti (South Stream e North Stream) che dovranno collegare Russia e stati europei scavalcando l'Ucraina e, così, mettendo fine alla telenovela invernale. Si sa anche che l'Ue avrebbe un progetto alternativo, il gasdotto Nabucco, che non "pescherebbe" il gas in Russia ma nei paesi ex sovietici dell'Asia centrale.

Si sa, infine, che i soldi non crescono sugli alberi e che se l'Europa da 5 miliardi di dollari all'Ucraina non li avrà mai indietro. E siccome ognuno dei tre gasdotti in questione, alla fine della fiera, costerà mediamente 15 miliardi di dollari, è evidente che se Bruxelles cade nella trappola russa il Nabucco se lo può scordare...

WWF Italia contro il Piano energetico Siciliano.

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Dopo la defenestrazione dell'assessore che lo ha firmato, altra pesante tegola contro il Pears: WWF Italia ha fatto ricorso al Tar contro il piano.
La cosa più assurda è che, il giorno dopo la consegna al Tar da parte del WWF Italia del ricorso contro il piano energetico siciliano, la Regione non ha neanche un assessore al ramo a cui far fare una dichiarazione in merito.

E non è cosa da poco, perchè il prossimo assessore siciliano all'Industria non potrà fare altro che difendere il piano, visto che Lombardo ha affermato apertamente che con la nuova giunta (che dovrebbe arrivare tra altre 48 ore) si riparte proprio dall'energia e dal Pears.

L'ormai ex assessore al ramo Pippo Gianni aveva definito il piano un "work in progress", ma evidentemente, pur di farlo uscire dai meandri del suo assessorato (dove giaceva da una decina d'anni), ha fatto la ciambella senza il buco...

Andiamo con ordine, visto che qualcosa non quadra.

Il WWF afferma che il Pears non sarebbe stato sottoposto alla Valutazione ambientale strategica, la famosa-famigerata Vas.

Se è vero è ridicolo, come fa un piano che si vanta di essere tanto "ambientale" quanto "energetico" a non passare dalla Vas?

Ma sul punto c'è da riflettere perchè, se scaricate il malloppone del Pears dal sito dell'assessorato all'Industria (oltre 300 mega, centinaia di pagine), troverete anche lo studio e la dichiarazione di sintesi per la Vas.

Quindi delle due una: o gli avvocati del WWF hanno visto male, o gli avvocati della Regione hanno ritenuto che, nonostante i rapporti fossero belli e pronti, era meglio non presentarli alla Commissione Vas...

Ma, allora, perchè prendere in giro stampa e cittadini costringendoci a scaricare tutto il malloppone?

Tanto erano documenti inutili, una mezza truffa...

Petrolio: un futuro non convenzionale.

Si è chiuso il Workshop Safe dal titolo:  “Convivere con gli idrocarburi. Come e per quanto? Quale ruolo per il gas naturale?”. Per il centro studi le fonti migliori per il futuro sono petrolio e gas. Ma non come li conosciamo oggi...

Vi starete chiedendo che cosa sia il Safe.


La sigla sta per "sostenibilità ambientale fonti energetiche" e sembra molto rassicurante.


In realtà il centro studi è un think tank legato a doppio filo ai ministeri (Affari esteri, Ambiente e Sviluppo economico) e all'industria dell'energia (Assoelettrica, Assomineraria, Assosolare, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati e Unione Petrolifera).


Ogni anno il Safe organizza un master rinomatissimo nel settore e un workshop a cui partecia tutta l'"energia bene" d'Italia.


I risultati dei lavori di quest'anno non sono ancora disponibili, ma è stato rilasciato un ottimo comunicato stampa che sintetizza perfettamente la posizione del centro studi.


Una posizione, per così dire, molto realista e istituzionale e, di conseguenza, molto poco coraggiosa.

Nucleare. Berlusconi: nessuna centrale in Sardegna




Il Presidente del Consiglio rassicura i sardi, che da pochissimo lo hanno premiato alle elezioni: faremo le centrali nuclerari, ma non in Sardegna.

Gli ecologisti sardi possono stare tranquilli: Berlusconi ha detto che in Sardegna centrali non se ne fanno. Lo ha promesso e quando lui promette, mantiene.
A meno che non sia stato frainteso.

Erano giunti fino a Roma per manifestare, portandosi dietro tanti specchi (chissà a cosa si riferivano?). Per manifestare di fronte al G8 Energia che sta decidendo, o almeno abbozzando, il futuro del pianeta.

Un futuro che vede un ritorno massiccio al nucleare con la costruzione di impianti nuovi e l'aggiunta di reattori a impianti esistenti. A volte in sostituzione dei vecchi, ormai arrivati a fine vita, a volte in aggiunta per aumentare la disponibilità di energia.

Perchè il mondo deve, o comunque vuole, crescere ancora.

Perchè, come dice l'Iea, in Africa sono tutti senza la corrente elettrica. E infatti le centrali le fanno in Europa e in America. Mi sembra corretto...

Ma, tornando in Sardegna, i no-nuke hanno ottenuto una vittoria.

Ancor di più, Berlusconi si stupisce delle preoccupazioni e afferma che non ha mai parlato di fare centrali in Sardegna.

E, allora, come mai il Governatore della Sardegna (Cappellacci, per di più Pdl, mica comunista...) il giorno dopo l'approvazione al Senato del Ddl Sviluppo aveva alzato la voce?

Che domande, aveva frainteso...

Sicilia: si naviga a vista.

lombardo-naviga-vista

Lombardo azzera la Giunta regionale. "Alcuni assessori si facevano i fattacci loro". Nuova giunta entro 48 ore. Forse...

Alla fine i nodi sono venuti al pettine, ma è andata anche peggio di quanto si potesse pensare.
Tutti credevano che la Giunta siciliana avrebbe subito un corposo rimpasto subito dopo le elezioni europee. Probabilmente Lombardo, temendo un risultato non proprio gratificante per l'Mpa (che si è dovuto imparentare con tutti, tranne che con i compagni siciliani di maggioranza, pur di sperare nel 4%) ha preferito stupire.

Come al solito...

Giunta azzerata e parole di fuoco contro i suoi assessori: "evidentemente qualcuno ha scambiato l'interesse dei siciliani con i fattacci suoi". Brrr...

Gelo e tempesta a Palermo, altro che afa e vecchietti che si sentono male.

Ma Lombardo, forse ottimisticamente, ha promesso una nuova giunta in un paio di giorni. Una giunta messa in piedi "con l'appoggio dei partiti o dei pezzi dei partiti che condivideranno il programma".

E quei "pezzi dei partiti" è meglio non commentarli neanche, prima di averli visti. Ma sarà molto, molto interessante vederli...

Una giunta, tra l'altro, che dovrebbe contenere molti tecnici.

Due dubbi.

Primo: che maggioranza sosterrà all'Ars questa nuova giunta che porterà avanti un nuovo programma "ridotto all'essenziale"?

Secondo: come si fa, dopo mesi di lotte intestine, a mettere tutti d'accordo su temi tanto scottanti in meno di due giorni? Che speranza ha di sopravvivere una squadra del genere?

In ogni caso Lombardo è stato chiarissimo nel promettere che si riparte da pochi, ma fondamentali, temi: le accise petrolifere, l'attuazione del Piano energetico regionale, la riforma degli Ato rifiuti, lo snellimento della burocrazia, il rilancio dell'agricoltura e l'attuazione di politiche sociali per fronteggiare la crisi economica.

Tutte cose che la Sicilia aspetta, più o meno, da sempre.

In bocca al lupo Rafé...

G8 Energia. L'industria del petrolio ha paura.


Nobuo Tanaka (IEA): la crisi taglia le gambe agli investimenti in tecnologia e sviluppo che scendono sia per l'upstream petrolifero (-21%) che per le rinnovabili (-38%).

Il petrolio a 30-40 dollari al barile preoccupa le big del mercato, ma anche l'istituzione internazionale che dovrebbe controllarne l'operato: Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell'International energy agency, ha portato a Roma al g8 Energia (probabilmente il g8 per eccellenza, quello più importante tra gli incontri italiani, visti i tempi di crisi) il dossier dell'agenzia che riporta tutti i dati dell'industria dell'energia.

Un comparto, afferma Tanaka, in forte sofferenza.

Il perchè lo spiega facilmente l'italiana Eni, per bocca del suo Presidente Roberto Poli: se il prezzo non torna stabilmente tra i 60 e i 70 dollari al barile non ci sono soldi per fare nuove ricerche e per lavorare i "greggi non convenzionali" .

Perchè, ormai lo ammette pure l'industria, il greggio classico, quello che sgorga abbondante e senza troppi problemi (e costi) d'estrazione, è in esaurimento. Per citare alcuni studiosi a lungo bistrattati: sta finendo l'era del cheap oil.

Inizia l'era dello sfruttamento forzato dei giacimenti (pompando gas o vapore nei giacimenti, così aumenta la pressione e il petrolio torna a salire, lo si fa già in molti pozzi) e quella dei greggi non convenzionali: scisti e sabbie bituminose, i greggi polari, i greggi fino a qualche tempo fa ritenuti troppo "heavy".

I greggi, per dirla in altre parole, che nessuno avrebbe mai voluto essere costretto ad estrarre. Perchè, in alcuni casi come le sabbie bituminose canadesi, in realtà non sono neanche petrolio ma ci diventano con un lungo, e inquinante, processo che costa molti soldi e molta energia.

E se il petrolio non torna a salire, trasformare in petrolio ciò che petrolio non è costa più di quanto ci si guadagna a venderlo...

Che pensare, allora, di questa congiuntura economica? Dovremmo sperare che il petrolio torni a salire, "per il bene di tutti"?

O forse l'industria petrolifera dovrebbe prendere il toro per le corna e, dopo anni di politiche assai poco coraggiose e lungimiranti, cercare di non ripetere gli errori del passato?

L'Iea, a quanto pare, suggerisce il primo tipo di soluzioni. Speriamo che abbia ragione, anche se in passato ha avuto abbondantemente torto...

Le rinnovabili che danno i numeri...



Si era partiti con Kyoto e con il 20-20-20. Poi è arrivato Scajola, con il suo 25%, ma da fonte nucleare (che secondo il Governo è equivalente alle rinnovabili perchè non emette CO2).

Ora arriva la Fondazione Sviluppo Sostenibile, guidata da Edo Ronchi (fondatore dei Verdi, ex ministro dell'Ambiente, oggi attivo in fondazioni e onlus).

L'idea è semplice, almeno sulla carta: perchè accontentarsi del 20% di rinnovabili quando si può fare di più?

La fondazione, che ha tra i soci fondatori anche l'Anev, mira al 33% entro il 2020. O almeno così c'è scritto nel dossier che, secondo rinnovabili.it, verrà presentato tra qualche giorno.

In buona sostanza, da qualche tempo a questa parte, sulle rinnovabili un po' tutti danno i numeri. Ognuno i suoi.

La verità, però, è che i numeri servono sempre a poco se sono scollegati dalla realtà. Il 33% di rinnovabili in Italia (ma anche nel resto del mondo) è impossibile.

Per questioni tecniche, a quanto pare, visto che non c'è rete elettrica (nè sistema produttivo) che può sopportare oscillazioni di carico e di disponibilità di potenza così elevate.

A meno che, tra le rinnovabili, non inseriamo anche l'idroelettrico a ripompaggio che è programmabile e non ha sbalzi d'umore dovuti al clima.

Ma l'idroelettrico a ripompaggio, se dobbiamo dirla tutta, non è realmente una fonte rinnovabile, bensì un sistema di risparmio e di accumulazione dell'energia.

Ma questa è una questione complicata, la gente preferisce le percentuali...

La superpetroliera al varo da Trapani




Copio e incollo dall'Agi, visto che è già bella dettagliata, aggiungo solo che qualche mese fa il cantiere è stato sequestrato per piccole irregolarità sulla sicurezza degli operai...

(AGI) - Trapani, 21 mag. - Hanno preso il via le operazioni per il varo tecnico della “Marettimo M.”, la piu’ grande petroliera mai costruita in Sicilia, realizzata dal gruppo Satin-Cantiere navale di Trapani. La nave, un autentico gigante del mare, dalla lunghezza di 136 metri, 26 di larghezza e 18 mila tonnellate di portata, sara’ messa definitivamente in mare venerdi’. Le operazioni, molto delicate considerato le grandi dimensioni della nave, sono partite questa mattina. Lo scafo della petroliera era stato gia’ spostato nei giorni precedenti, grazie a dei carrelli speciali della compagnia olandese Mammoet, che hanno permesso di posizionare la petroliera sulla banchina in direzione della nave semi-sommergibile “Fjell” della Fairstar. All’alba la “Marettimo M.” ha continuato lo spostamento sui carrelli, fino a salire a bordo dello speciale pontone “Fjell”, che nel pomeriggio uscira’ dal porto di Trapani, per raggiungere il fondale necessario per immergersi: riempiendo i comparti zavorra, portera’ finalmente in acqua la petroliera che a questo punto verra’ rimorchiata all’interno del porto del capoluogo per essere completata. La nave e’ stata costruita interamente nel Cantiere navale di Trapani, commissionata dalla compagnia di navigazione Augusta Due. La maxi commessa di 40 milioni di euro e’ stata affidata al Gruppo Satin-Cnt nel 2006, ed ha impiegato una forza lavoro di circa 400 uomini, compreso l’indotto. “Marettimo M.” (M. sta per Mednav) e’ dotata dei piu’ avanzati mezzi di sicurezza, tra cui la doppia carena, un’intercapedine di circa 1,5-2 metri tra lo scafo esterno e le cisterne di carico che impedisce, in caso di collisione, che il carico si versi in mare. La nave, una “ice class”, ovvero dotata di particolari rinforzi che la rendono adatta a navigare anche nei ghiacciai, verra’ impiegata in Europa. Un autentico “gioiello” di ingegneria navale, costruita interamente dalle maestranze siciliane. (AGI)

Scajola, l'atomo, la matematica...


Io non sono mai stato bravo in matematica, a dire il vero non l'ho mai studiata con passione.

Una volta la professoressa mi disse che io non la studiavo perchè lei mi stava antipatica e che quello sarebbe stato uno degli errori della mia via.

Io le risposi che ciò che diceva non era vero, perchè la matematica non la studiavo neanche con le professoresse simpatiche...

Oggi leggo le dichiarazioni di Scajola, che all'assemblea di Confindustria ha affermato che entro il 2018 l'Italia avrà la sua prima centrale nucleare funzionante.

Sono appena nove anni. Da studente poco appassionato di matematica, nove mi è sempre sembrato un numero piccolo, ma non è questo il problema.

Scajola ha anche detto che a regime avremo il 25% di fabbisogno elettrico nazionale coperto dal nucleare.

Mi è venuto il tarlo e sono andato a rileggermi i dati Terna sul fabbisogno...

Nel 2007 abbiamo consumato, tra energia prodotta in Italia e importata dall'estero, quasi 319 TWh (terawatt'ora, non importa quant'è, è un sacco...). Per il 2008 ancora i dati non sono disponibili ma già si sa che saranno inferiori a causa della crisi, quindi non li prendo neanche in considerazione. Mi servono numeri reali.

Non ho mai costruito una centrale nucleare in vita mia, ma da notizie trovate in rete mi risulta che una centrale come le 4 che dovrebbero arrivare in Italia grazie al recente accordo Enel-Edf produrrà circa 1.600 MWp (megawatt di picco, cioè a pieno regime) per un totale annuale di 11,5 TWh.

Dati riferiti a una sola centrale.

Se vogliamo arrivare al 25% dei 319 TWh di cui sopra, quindi, dobbiamo produrre poco meno di 80 TWh da fonte nucleare.

Il discorso, a questo punto, è che le centrali non saranno 4, ma almeno 7.

Per la precisione ne dovremmo costruire 6,9565217391304347826086956521739.

Una gioia per i cartografi!

Sardegna: boom del fotovoltaico, la Regione corre ai ripari

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Il bando per il cofinanziamento pubblico ha portato l'aumento esponenziale delle richieste alla Regione. Che le ha accettate tutte, ma non ha il personale sufficiente a evaderle in tempo...

Maometto è andato in montagna, e si è portato un sacco di amici...

Non se l'aspettavano in Sardegna un successo così vasto e il bando regionale di cofinanziamento per il fotovoltaico sui tetti degli uffici pubblici è stato, per questo, prorogato.

Per la precisione fino al 15 dicembre, giorno entro cui gli impianti dovranno essere terminati e collaudati.

La stessa  Regione Sardegna ammette che la proroga è dovuta alle "esigenze dell’Amministrazione per l'espletamento di tutte le attività e le procedure necessarie per l'erogazione dei fondi".

Manca, cioè, il personale necessario ad evadere la marea di pratiche.

Una situazione, a dire il vero, comune a molte amministrazioni regionali italiane che si trovano assolutamente impreparate, nell'organico e spesso anche nella formazione, a gestire l'onda delle richieste di finanziamento (provenienti sia da soggetti privati che da amministrazioni locali) per le rinnovabili.

Basti pensare alla Sicilia e al recente appello del presidente siciliano di Confindurstria, Ivan Lo Bello.

Metano: una mano lava l'altra.



Enel annuncia la vendita dell'80% di Rete Gas. Ma la liberalizzazione non muove un passo...

Fulvio Conti, Ad di Enel, ha promesso che durante la prossima riunione del Cda dell'azienda verrà affrontato il tema della cessione dell'80% di Enel Rete Gas.

Enel Rete Gas, come il nome lascia intentedere, è la controllata che si occupa di distribuire il gas. Per la precisione il metano di città, quello che entra nelle case dei più fortunati tra gli italiani. Per essere ancora più precisi sono serviti circa 1.200 comuni italiani, tramite 31.000 km di tubi attraverso i quali scorre il 12% del metano consumato in italia.

La vendita di Rete Gas, a dire il vero, non è poi una scelta ma un obbligo visto che l'antitrust ha più volte sollecitato la Cassa depositi e prestiti (ente statale che possiede, insieme al Tesoro il 30% di Enel) ad uscire dalla società di distribuzione gas per evidente conflitto di interessi.

Lo stesso conflitto che deriva, sempre per la Cassa, dal partecipare all'azionariato di Eni, Enel, Terna e di tutte le altre big ex(?) statali.

La notizia, quindi, potrebbe essere accolta con un sospiro di sollievo, ma in realtà è meglio non gioire troppo.

Perchè a papparsi l'80% di Rete Gas, molto probabilmente, sarà F2i.

Mai sentita? La sigla sta per Fondi italiani per le infrastrutture e nel capitale possiamo trovare: Cassa depositi e prestiti, Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (Gruppo Intesa Sanpaolo), UniCredit, Lehman Brothers e Merrill Lynch (o meglio, quel che ne resta...), Fondazione Cariplo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna, di Cuneo, di Forlì, di Padova e Rovigo, e di Torino, Inarcassa e Cassa Previdenza ed Assistenza dei Geometri.

Cioè, in pratica, Stato+Banche+Professionisti delle commesse pubbliche...

Da tutta questa operazione, alla fine, la concorrenza ne guadagnerà?

Letture consigliate: questa e questa.

Nucleare: in Puglia secco no del Consiglio Regionale



"Il Consiglio regionale della Puglia, interpretando i sentimenti piu' veri degli uomini e delle donne della Puglia, esprime il proprio 'NO' fermo e determinato, a qualunque ipotesi di installare in Puglia una centrale nucleare o un sito per le smaltimento delle scorie radioattive"

Più chiara di così non poteva essere la maggioranza di sinistra pugliese. E, d'altronde, Niki il guerriero Vendola aveva già preannunciato battaglia.

Oltre al secco no al nucleare, dal Consiglio regionale pugliese arriva anche la richiesta esplicita a tutti i parlamentari eletti in Puglia a bloccare qualunque ipotesi di costruzione di impianti in mezzo ai trulli.

La votazione dell'ordine del giorno, però, ha visto la fuoriuscita dei consiglieri di centrodestra che, con un sopraffino escamotage hanno evitato di dover dare un parere esplicito al nucleare: sono usciti per questioni di galateo, visto che il Presidente del Consiglio ha dato la parola prima a Vendola e poi al capogruppo del Pdl, che si era iscritto a parlare per primo.

Chissà cosa avrebbe detto...

Rigassificatore Priolo. Salta la conferenza dei servizi.

sindaco-rizza-priolo

Appena quattro rige per rimandare sine die la conferenza dei servizi per il rigassificatore di Priolo. Nessuna spiegazione sul perchè.
Quattro righe, queste:

PALERMO – Su richiesta del sindaco di Priolo, in rappresentanza dei sindaci dell’area e della provincia di Siracusa, la conferenza dei servizi, che oggi doveva procedere all’esame del progetto per la realizzazione di un terminale di rigassificazione nell’area industriale di Priolo, è stata rinviata a data da destinarsi.

E' lo scarno comunicato con cui la Regione Siciliana annuncia che la conferenza dei servizi sul rigassificatore di Priolo è stata annullata in seguito alla richiesta del Sindaco di Priolo Antonello Rizza che doveva partecipare anche in rappresentanza degli altri sindaci della zona interessata all'opera.

Non è chiaro, però, il perchè. Nè si sa se l'iniziativa di rinviare la conferenza dei servizi sia di Rizza o di qualcun altro dei colleghi che avrebbe dovuto rappresentare.

Forse (speriamo) domani daranno qualche spiegazione...

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