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Sicilia: Gnl a tutto gas!

gianni
L' assessore all'industria della Regione siciliana, Pippo Gianni, stringe per i due rigassificatori. Fedele alla nuova linea inaugurata con il Pears, studia già le compensazioni ambientali.

Pippo Gianni ha incontrato stamattina gli amministratori locali della provincia regionale di Siracusa e dei comuni interessati alla realizzazione del rigassificatore di Priolo Gargallo.

Oggetto dell'incontro, le eventuali “misure compensative” che la regione chiederà alla Erg, titolare del progetto del terminale Gnl, “nel caso in cui lo studio finalizzato alla verifica di sicurezza dovesse dare esito positivo”.

Gianni, evidentemente, ha fretta di concludere visto che si è portato già un passo avanti: ancora non si sa se il rigassificatore ha tutte le carte in regola ma già la Regione chiede il conto all'azienda che lo costruirà.

Perchè, a questo punto, nessuno ha più il dubbio se l'opera veda la luce o meno. Un messaggio chiarissimo al comitato del no che, dopo il recente referendum consultivo, sperava ancora di fermare l'iter del progetto.

Stesso discorso per l'altro rigassificatore, quello di Porto Empedocle.
In questo caso le richieste di compensazione ambientale sono già state fatte e l'assessore Gianni le ha appena consegnate in mano all’amministratore delegato di “Nuove energie”, costola del gruppo Enel, che adesso ha tutto l'interesse ad esaminarle in fretta e approvarle senza troppe remore.
Qualunque compensazione dovrà pagare l'Enel, molto probabilmente piangerà con un occhio solo...

Mentre la politica corre, però, a quanto pare la burocrazia è parecchio indietro, almeno quella dell'altro assessorato interessato alle questioni energetiche, quello al Territorio e Ambiente.

È di oggi, infatti, il grido di dolore di Confindustria Sicilia: nientepopodimenochè il suo presidente, Ivan Lo Bello, ha esplicitamente chiesto il potenziamento del servizio Via-Vas per smaltire gli arretrati sul tavolo.

E che potenziamento: Lo Bello chiede la bellezza di “almeno” 100 nuovi tecnici competenti in assessorato, altrimenti il rischio sarebbe quello di restare fuori dalla spartizione degli incentivi per il conto energia.

Ma se ne mancano 100, che assessorato è?

Nucleare. Ritorni di fiamma...


A Palermo il Gotha nazionale dell'energia si è riunito per raccontare nuovamente ai siciliani il futuro del settore. Rinnovabili? Rigassificatori e nucleare...

Mi chiedo (retoricamente) come mai da qualche tempo a questa parte Palermo sia diventata la nuova capitale della convegnistica sul tema dell'energia...

Ultimo atto: "Sud 2007-2013, l'ultima occasione", ovvero come utilizzare i fondi europei per cambiare il volto del settore energetico di una regione che, in passato, ha dato già parecchio. Ma, a quanto pare, può dare molto ancora.

Apre le danze Miccichè: "Temo più le raffinerie che le centrali nucleari", e invita l'ad di Enel Fulvio Conti a costruire nuove centrali nucleari proprio in Sicilia. Conti, educatamente, ringrazia: "Ben vanga l'azione del governo che vuole ripristinare il nucleare, abbandonarlo è stata una decisione sciagurata".

E, già che c'è, ne approfitta per togliersi un sassolino dalla scarpa e tirare una frecciatina all'assesore regionale all'Industria Pippo Gianni: "Per il rigassificatore di Prto Empedocle è tutto bloccato alla Regione siciliana perchè manca la firma dell'assessore all'Industria". Lo stesso rigassificatore su cui ha votato la popolazione locale nei giorni scorsi con scarsa affluenza ma con abbondanti no.

Pippo Gianni, che non perde occasione per ricordare quante cose abbia già firmato dopo anni di immobilismo e sonnolenza, rispedisce al mittente: "Conti sa bene che questo assessorato ha sbloccato in soli sei mesi un iter che durava da cinque anni, e non per colpa nostra e solo da pochi giorni l'Enel ha trasferito la sede legale e fiscale in Sicilia".

Perchè, secondo la nuova dottrina Lombardo, chi fa affari in Sicilia deve avere la sede legale, e pagare le tasse, in Sicilia.

Da segnare con un nodo al fazzoletto, infine, la promessa di Conti di vedere finalmente in funzione il progetto pilota di solare termodinamico "made in Rubbia" all'interno della centrale Enel di Priolo.

Bene, questa la cronaca della giornata appena passata. Inutile dire che ogni commento è quasi superfluo ma non tanto per i pro e i contro di nucleare e rigassificatori, quanto per l'ennesima sterile polemica tra i top manager delle multinazionali dell'energia e questo governo regionale. Sinceramente credo che, oltre agli annunci fatti alla stampa, sarebbe meglio mettere sul campo qualcosa di più concreto (e magari di più rinnovabile) del Pears appena approvato. Parole se ne dicono tante, sono gratis... i fatti li vorrei vedere.

Poi sul nucleare e sui rigassificatori ne possiamo pure discutere, ma un po' più seriamente. O forse tante parole, e tanta confusione, sono più utili. Magari sono io a pensar male...

Rigassificatore. Anche a Melilli il referendum va a vuoto

rigassificatore

Nella cittadina siracusana ha votato un cittadino su quattro. Valanga di no.

Si è votato dalle 8 del mattino alle 20 della sera di domenica. Come a Porto Empedocle, e al contrario di Priolo, in pochissimi sono andati al voto: su 11.582 aventi diritto hanno votato in 2.980 e il 96,24% dei votanti si è pronunciata contro la costruzione del rigassificatore.

Ionio Gas, la società controllata da Erg e Shell che ha la titolarità del progetto, alla chiusura delle urne ha dichiarato che "tale risultato riflette la volontà della maggioranza dei cittadini di volere ulteriormente approfondire e valutare gli aspetti legati alla realizzazione del progetto, alla sicurezza dell'impianto e all'impulso economico ed occupazionale che lo stesso porterebbe all'area industriale presente sul territorio".


I promotori del referendum, al contrario, cantano vittoria forti del 96% di voti contrari e incuranti che il 75% degli aventi diritto ha preferito passare la domenica diversamente. Ancora una volta viene da chiedersi quale lezione si possa apprendere da una consultazione del genere. Chi ha vinto veramente?  Quel quarto della popolazione che ha votato no? Gli altri tre quarti che non si sono interessati a un impianto che, se dovesse vedere la luce, avrebbe una vita di almeno trent'anni?  Ionio Gas che ha evitato la bocciatura definitiva del progetto e può legalmente sperare che il rigassificatore si faccia?

Rigassificatore. Fallisce il referendum


Concluso lo spoglio delle schede: vincono i no, perde l'affluenza

Tanto rumore per nulla: a votare per o contro il rigassificatore di Porto Empedocle si è recato appena il 14,6% degli aventi diritto. Tra chi ha votato, hanno detto no all'impianto il 94,5%.

Con questi numeri, il referendum si rivela assolutamente inutile. In un altro paese che non sia l'Italia si potrebbe interpretare il voto come un'approvazione da parte dei cittadini, visto che neanche un abitante su sei ha ritenuto importante cercare di bloccare il rigassificatore.

Purtroppo, in Italia, queste percentuali significano tutto e il contrario di tutto: aspettiamoci il comitato dei pro che afferma di aver vinto (per i motivi appena accennati) e il comitato dei contro crede di aver ottenuto un successo (una maggioranza schiacciante dei votanti non vuole il rigassificatore!). Insomma: soldi pubblici spesi male per non decidere nulla.

Era andata meglio a Priolo, dove il referendum del 15 luglio scorso ebbe più fortuna: 57,43% di affluenza, praticamente tutti votarono no.

E qui i nodi vengono al pettine perchè non è detto che un referendum, i cui risultati erano facilmente prevedibili (sia nelle percentuali che nell'astinenza, sia nel caso di Priolo che di Porto Empedocle), sia lo strumento migliore per capire se è i caso di costruire un'infrastruttura energetica strategica.

Perchè un rigassificatore, nel bene o nel male e comunque la si pensi è strategico. Nel senso che serve a impostare una strategia energetica. Se ce l'hai è una cosa, se non ce l'hai un'altra. Ciò non vuol dire che lo si debba avere per forza ma, questo sì, che ci debbano essere regole più chiare e precise per decidere se, quando e dove si possano costruire impianti del genere.

Queste regole, in Sicilia come nelle altre regioni italiane, ad oggi non ci sono e,  quindi, aspettiamoci ancora fiumi di parole sui rigassificatori.

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