Cenone di Natale: sorvegliano i Carabinieri, pizzicati i primi furbetti

Cenone di Natale: sorvegliano i Carabinieri, pizzicati i primi furbettiAnche quest'anno, per Natale, torna in scena la solita lotta tra guardie e ladri dell'agroalimentare di qualità. Le feste sono occasione ghiotta per godersi i migliori prodotti della tavola, meglio se Doc, Dop, Igp. Meglio ancora se di agricoltura biologica e a filiera corta. E, meglio di tutto, se non sono taroccati. Purtroppo i furbi di sto periodo fioccano come la neve al nord, solo che sono ben diffusi anche al centro e al sud. Andiamo per provincia, in base alle operazioni dei Nuclei Antifrodi Carabinieri del Ministero delle politiche agricole.

Salerno: 12 centri commerciali controllati, con i rispettivi titolari denunciati per frode in commercio. Vendevano olio di oliva scaduto, pesce in cattivo stato di conservazione e privo di etichette, 229 confezioni di prodotti ortofrutticoli senza etichette e certificazione sulla rintracciabilità.

Roma: i Carabinieri hanno scoperto alcuni imprenditori del settore olivicolo che vendevano olio di semi trattato alla clorofilla spacciandolo per olio extra vergine di oliva.

Venezia: è stato deferito il titolare di un ristorante che vendeva come extravergine di oliva dell’olio che in realtà era di sansa di oliva trattato. In provincia di Monza e Brianza, presso una ditta di commercio all’ingrosso di prodotti agroalimentari, sono stati sequestrati prosciutti con falsi marchi Dop.

I furbi, quindi, non mancano. Occhi aperti e, in caso di dubbio, chiamate i Carabinieri dei Nac: 800 020 320, è gratis.

Via | Ministero Politiche Agricole
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Il Vaticano favorevole agli ogm?

Il Vaticano favorevole agli ogm?
Piccolo giallo sul Vaticano che sarebbe, o forse no, favorevole agli alimenti Ogm. Tutto nasce dal documento 'Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo', sintesi dei lavori della settimana di studio tenutasi alla Pontificia Accademia delle Scienze dal 15 al 19 maggio dell'anno scorso. Il documento, però, è stato pubblicato solo pochi giorni fa e contiene alcune aperture agli ogm, ritenuti utili per combattere la fame nel mondo.

Il problema, però, è l'attribuzione della paternità di tale pensiero pro-ogm: la stampa, in molti casi, ha affermato che il documento conteneva la voce del Vaticano sugli ogm. Il Vaticano, a sua volta, smentisce per bocca di Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede:

La settimana di studio si svolse con la partecipazione di 40 studiosi, sette dei quali accademici pontifici, mentre gli altri esperti partecipanti erano esterni. Tale documento non deve essere considerato come statement della Pontificia Accademia delle scienze, poiché l'Accademia come tale, che conta 80 membri, non è stata consultata su di esso, né è in programma una tale consultazione

In altre parole: in Vaticano qualcuno è favorevole agli ogm, ma non è la posizione ufficiale del clero sull'argomento. Le reazioni, ovviamente, non sono mancate. Sergio Marini, presidente di Coldiretti, ha tirato un sospiro di sollievo:

Gli ambientalisti contro la terza pista di Malpensa

Gli ambientalisti contro la terza pista di MalpensaIl progetto di costruire una terza pista a Malpensa, per rimediare agli errori commessi nel passato nella costruzione delle prime due, non va giù alle associazioni ambientaliste: Fai e Wwf, già nel giugno scorso, avevano lanciato l'allarme. Ora si aggiungono Legambiente, Italia Nostra, Lipu e i comitati “Salviamo il Ticino”. Tutte insieme le associazioni hanno inviato un esposto alle autorità coinvolte nel progetto per spiegare le proprie ragioni.

Venticinque punti in totale per difendere un'area protetta: la nuova pista, infatti, ridurrebbe le dimensioni dell’area del Parco Lombardo della Valle del Ticino, tutelato dall’Unesco in quanto considerato un serbatoio di biodiversità importantissimo per il nord Italia. Le associazioni specificano che

La terza pista di Malpensa infatti si estenderebbe a sud dell'attuale aerostazione, portandosi a ridosso del fiume Ticino e della stupenda località di Tornavento, cancellando l'ultima brughiera superstite in quello che fino a pochi decenni fa era un vasto territorio di estremo interesse naturalistico. Inoltre i decolli dalla nuova pista determinerebbero un impatto intollerabile su preziosi Siti di Interesse Comunitario (SIC) compresi nel Parco del Ticino, come la preziosa ansa fluviale di Castelnovate, uno dei tratti più suggestivi del fiume azzurro, e le foreste della Brughiera del Dosso. Associazioni, comuni e privati hanno promosso osservazioni e studi che evidenziano una realtà ben diversa da quella dagli ottimistici rapporti di SEA, e che è sotto gli occhi di tutti gli utenti dell'aerostazione

In Russia la prima banca dell'uranio

In Russia la prima banca dell\'uranioAnche se qualcuno afferma che l'uranio è abbondante e non ci sarà mai scarsità, con conseguente aumento del prezzo, a quanto pare le cose non stanno proprio così. Altrimenti non si spiegherebbe la nascita, in Russia, della prima banca dell'uranio per rifornire gli impianti nucleari.

Creata da RosAtom, in seguito ad un accordo tra il governo russo e la Agenzia internazionale dell'energia atomica, la banca dell'uranio nasce per contenere 120 tonnellate di materiale fissile. Un quantitativo sufficiente a ricaricare due volte un reattore ad acqua leggera da 1000 MW. L'uranio, onde evitare il rischio che a qualcuno venga voglia di "svaligiare la banca", ha un arricchimento sotto il 5%. Solo usi civili, quindi.

Come afferma la stessa RosAtom la banca servirà a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti per gli stati che non sono dotati di impianti di arricchimento. Magari anche per una futura Italia nucleare, se mai realmente ci sarà, visti i buoni rapporti tra Putin e Berlusconi. Con buona pace di chi afferma che il nucleare rende indipendenti, quindi, è assai probabile che oltre che per il gas naturale l'Italia diventi dipendente dalla Russia anche per l'energia nucleare.

Via | RosAtom, Nuclear News
Foto | Flickr

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Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: "è grave"

Dal governo stretta sul fotovoltaico a terraSembra proprio che l'ultima puntata di Report sugli incentivi alle fonti rinnovabili abbia smosso le acque: oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto di riordino degli incentivi. Decreto che ora passa alle Regioni per il parere di rito.

Il decreto, oltre a mettere un freno al giochetto dei certificati di origine per l'energia verde, modifica nuovamente il modello di business delle rinnovabili: il fotovoltaico a terra resta uguale fino a 5 MW, oltre questa potenza entra in funzione un meccanismo di aste competitive. Modello sul quale la nota ufficiale del Ministero allo Sviluppo economico non offre alcun dettaglio. Il cambiamento, afferma la stessa nota, serve per incentivare gli impianti fotovoltaici di piccola taglia.

Giusto o sbagliato che sia, va in ogni caso notato che un impianto da 5 MW non occupa meno di 15 ettari di terreno agricolo. Quindi non si capisce bene come sia stata messa questa soglia considerato anche il fatto che, sempre la nota, afferma che serve a favorire i piccoli investitori. Anche qui: un MW di fotovoltaico a terra costa 3-4 milioni di euro. Piccoli a chi?

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